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Sapri, reparto maternità salvo fino al 31 maggio. La Cisl : " La struttura morirà di consunzione con il beneplacito di De Luca " .

 

Sapri, reparto di maternità. In arrivo 3 ostetriche per coprire i turni ad  aprile. - 105 Tv

 

Promessa mantenuta, il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sapri continuerà a funzionare . Almeno  fino al 31 maggio. Il direttore sanitario Claudio Mondelli come aveva annunciato ha trovato una soluzione a quanto denunciato nei giorni scorsi dalla Cisl. Sono stati predisposti infatti con il personale in servizio i turni fino alla fine del mese. In questo modo per ora verrà garantito il funzionamento  del reparto e il diritto delle donne di partorire sul territorio in una struttura  che in più di un’occasione si è rivelata cruciale. La Cisl nei giorni scorsi aveva segnato la deadline per il reparto di Sapri denunciando che per la carenza di medici e l’impossibilità del direttore sanitario di firmare turni non conformi il reparto non avrebbe funzionato oltre le 8 di domenica otto maggio. Il termine ora è stato superato, perché i turni alla fine sono stati predisposti, resta il punto interrogativo su cosa accadrà dopo il 31 maggio e ancora una volta la Cisl non nasconde la gravità della situazione  di Ostetricia e Ginecologia dell’Immacolata, alla luce anche delle ultime dichiarazioni di De Luca  sulla chiusura dei punti nascita. “ Si va in questa direzione- ha detto  Pietro Antonacchio, capo dipartimento della Sanità della provincia di Salerno per la Cisl-  I turni  programmati  nel reparto per questo mese sono di 24 ore consecutive, in parte da espletarsi come normale servizio in parte in ALPI. La legge prevede però che non si  possano fare turni più lunghi di 12 ore. Sebbene sia inevitabile fare altrimenti vista la situazione di emergenza, non è un provvedimento che può resistere alla lunga. E’ chiaro che Ostetricia e Ginecologia di Sapri morirà di consunzione con il beneplacito di De Luca costretto suo malgrado a sottostare ai diktat che arrivano da Roma.” Una situazione questa comune anche a Polla e ad altri punti nascita che non raggiungono i 400 parti l’anno. “Se si tagliano tutte queste strutture dove andranno a partorire le donne cilentane? Come si risponderà ai parti e alle situazioni d’emergenza? I territori cilentani sono destinati a scomparire, senza lavoro né diritto alla salute,impoveriti dalle politiche di chi li gestisce”     

 

Daria Scarpitta

 

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