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Caselle in PIttari. Maltrattamenti in classe, condannate tre maestre. La sentenza del Tribunale di Lagonegro.

 

 

Maltrattamenti in classe, il pm:condannate maestre e ex preside - Il  Mattino.it

  Tre condanne, un’assoluzione e una prescrizione, è la sentenza del processo di primo grado contro i maltrattamenti che avrebbero subito gli alunni della scuola  primaria di Caselle in Pittari. Con  l’accusa di abuso dei mezzi di correzione, le maestre Rina Lovisi, Rosetta Fiscina e Ines Stella,  sono state condannate a tre mesi di reclusione, pena sospesa, e all’interdizione dall’esercizio della professione per l’intera durata della pena . La quarta insegnante, Anna Gerardina Torre, è stata assolta perché il fatto non sussiste. L’ex dirigente scolastico Biagio Bruno è stato prosciolto dall’accusa di omessa denuncia di reato per avvenuta prescrizione. La sentenza è stata emessa ieri dal Tribunale di Lagonegro , che ha respinto la richiesta del risarcimento dei danni subiti dai minori, avanzata dai genitori costituitisi parte civile e rappresentati dall’avvocato Giuseppe Vallone. L’avvocato Franco Maldonato legale rappresentate di Fiscina si dichiara soddisfatto: << Nel corso del dibattimento l’accusa iniziale per maltrattamenti è stata riformulata in abuso dei messi di correzione. Attendo le motivazioni e poi in appello chiederò l’assoluzione>>. << L’unico obiettivo delle famiglie – spiega Vallone – è sempre stato l’accertamento della verità dei fatti. Attendiamo il deposito delle motivazioni per esprimere giudizi più completi >>. Il Pm aveva chiesto due anni e otto mesi di reclusione per Lovisi, Fiscina e Lovisi e l’assoluzione per Torre.

 

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2014 . L’indagine scattò dopo la denuncia di tre mamme: lamentavano comportamenti violenti subiti dai figli. I video delle telecamere installate nella classe mostrarono, tra le altre cose : bambini strattonati e aggrediti verbalmente. Alla fine dell’inchiesta una maestra finì ai domiciliari ed un’altra fu sospesa dell’insegnamento. La sentenza di primo grado, dopo sette anni di processo.  

 

 antonietta nicodemo 

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