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Golfo di Policastro, inquinamento acustico causato dai treni. Rfi segnalò il caso 20 anni fa. Barriere antirumore mai installate.

 

 Colpi di tosse e treno bloccato, paura alla stazione di Sapri -  GWENDALINA.TV - CANALE 668 - NOTIZIE DAL CILENTO

Il Golfo di Policastro è vittima di un grave inquinamento acustico causato dal passaggio dei treni. Quattro i comuni interessati: Sapri, Vibonati, Ispani e Santa Marina, i cui territori limitrofi alla fascia costiera sono attraversati dalla linea ferroviaria Sa-Rc. Il dato viene fuori da una lettera inviata da Rfi al sindaco di Vibonati Franco Brusco nel 2018, in risposta ad una delibera della giunta comunale che sollecitava l’adozione urgente delle barriere antirumore e antivibrazione.  Già nel 2002 la società che gestisce le infrastrutture ferroviarie ha individuato questa area più a sud di Salerno tra quelle che necessitano di interventi di risanamento acustico.  Sulla questione, sollecitato dalle istituzioni locali, è intervenuto anche il Ministero dell’ambiente. Attraverso una lettera, datata 30 novembre 2018, chiarisce qual è  “ l ‘iter procedurale da seguire per la modifica dell’ordine di priorità degli interventi di risanamento ricompresi nel piano di contenimento ed abbattimento del rumore di Rete Ferrovia Italia “ . Un piano in cui è indicata anche la tratta ferroviaria Policastro-Sapri,  ma di fatto  non viene segnalata tra le opere a cui dare precedenza. Però, dalla lettera del Ministero, si evince che  è possibile far cambiare rotta al suo destino. “ La regione – si legge nella missiva  – può farsi latrice della proposta di modifica dell’ordine di priorità in sede di conferenza Stato-Regioni “ . Insomma per dotare la tratta Policastro-Sapri di barriere antirumore a contrasto dell’inquinamento acustico, causato dal passaggio dei treni, basterebbe che la giunta del governatore Vincenzo De Luca si attivi per raggiungere una intesa con la conferenza unificata sull’ordine di priorità degli interventi di risanamento. Un passaggio che i comuni hanno già sollecitato con apposite istanze inoltrate ai vertici della regione Campania. Il vice presidente Fulvio Bonavitacola, da noi contattato, ha riferito che << in settimana verificherà quali sono esattamente le procedure da seguire e se realmente è possibile inserire il territorio in questione tra le priorità più urgenti >>. I sindaci di Sapri, Vibonati e Ispani hanno più volte segnalato alle autorità preposte la necessità di abbattere al più presto l’inquinamento acustico, a tutela della ambiente, della salute pubblica e per la sopravvivenza economica. Da Rfi e Ministero dell’ambiente hanno ottenuto chiarimenti, dalla regione attendono ancora risposte. E’ probabile che arriveranno a breve, dopo che Bonavitacola avrà analizzato il caso. La tratta ferrovia in alcuni punti attraversa i centri abitati. Il rumore e le vibrazioni causate dal passaggio dei treni sono evidenti. Tant’è che a far emergere il problema è stato un semplice cittadino del nord, particolarmente sensibile, che  da 50 anni frequenta Villammare per le vacanze. Si chiama Umberto Solani  e tre anni fa ha iniziato ad interessarsi personalmente della questione partendo dal coinvolgimento dei sindaci. Grazie anche al suo impegno, sono state prodotte delibere consiliari e lettere di sollecito indirizzate a Rfi, Ministero e Regione. E così  è venuto fuori ciò che nessuno sapeva,  che già 19 anni fa Rfi aveva individuato il Golfo di Policastro come area soggetta ad inquinamento acustico e quindi bisognosa di barriere antirumore. Da allora il rumore è aumentato, per il potenziamento del traffico ferroviario, ma degli interventi di risanamento acustico nessuna traccia. << Se non verranno realizzati adeguati accorgimenti - afferma Solani -  sarà la fine per il turismo, per la qualità della vita delle persone residenti lungo la fascia costiera, fortemente urbanizzata e attraversata dai binari, e dell’economia locale. Mi meraviglia il silenzio della regione, ma sono fiducioso per il futuro >>. Dopo tanti anni è stato chiarito il percorso da seguire. Il cerino acceso è in mano alla regione.

 antonietta nicodemo 

 

 

 

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