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Camerota, il depuratore cede. Laino attacca e Scarpitta chiarisce.

Le recenti alluvioni hanno causato danni all’impianto di depurazione inaugurato la scorsa estate a Marina di Camerota. Una minima parte della piazzola è franata. Un danno che è stato generato dal torrente mentre straripava e che per il momento non compromette il funzionamento dell’impianto. Quanto accaduto alla struttura ha riacceso il dibattito politico. Ad alimentare la fiamma è stato il consigliere di minoranza Orlando Laino. Non si è lasciato sfuggire l’occasione per tornare a denunciare le presunte irregolarità sulla realizzazione dell’opera. Irregolarità che ha già segnalato lo scorso anno ai Carabinieri ritenendole dannose per l’intera comunità. “Quanto accaduto dimostra che la struttura non è stata costruita così come era stata progettata. Non è possibile – dice mostrando le foto – che un impianto appena inaugurato dell’importo complessivo di 11milioni di euro – si riduca in un ammasso di terra senza muro di difesa del depuratore, ormai prossimo alla distruzione totale”. Secondo Laino il progetto definitivo esecutivo cantierabile, finanziato dall’Unione Europea, è stato modificato in corso d’opera, “e questo – spiega – “non è consentito. Dopo i recenti danni registrati all’impianto, e in attesa dell’indagine in corso, chiederà agli ispettori della Comunità Europea copia sia delle relazioni redatte con specificati e dettagliati modifiche del progetto e sia delle opere realizzate. Laino ricorda a tutti che è stato lui, quando ricopriva la carica di vice sindaco, a favorire progettazione e finanziamento del depuratore. Sereno il Sindaco Mario Scarpitta: “Nel momento opportuno e nelle sedi opportune – dice - daremo tutti i chiarimenti. Intanto ricordo al Consigliere che la nostra amministrazione in poco tempo è riuscita a fare realizzare un impianto atteso da 30 anni dalla nostra comunità. Un impianto divenuto fondamentale anche in questo momento di emergenza covid. Le acque reflue scaricano a mare e in estate, soprattutto abbiamo voluto evitare che il mare diventasse una fonte di contagio”. Nel frattempo vanno avanti i lavori di completamento. Il progetto non è stato ancora ultimato. Ci sono ancora altri interventi da eseguire.  

 

Antonietta Nicodemo

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