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Vallo di Diano, consorzio di bonifica. Lettera aperta dei delegati Gallo e Chiappardo dopo il voto contrario all'assestamento. "Non siamo maggioranza nè minoranza. In diritto di assumere posizioni differenti".

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Nessuna avversione verso il presidente e la maggioranza, solo un punto di vista diverso. Così i delegati al Consorzio di bonifica Vallo di Diano Paolo Gallo di Teggiano e Vincenzo Chiappardo di Padula, il primo nominato dalla Regione Campania, il secondo dalla Provincia di Salerno, chiariscono in una lettera aperta il loro voto contrario sulla delibera di assestamento di bilancio. La loro missiva scaturisce dal servizio andato in onda su 105 tv ai primi di dicembre in cui il Presidente del Consorzio Beniamino Curcio, nello spiegare le motivazioni del voto contrastato sulla decisione di mantenere invariate le aliquote 2018  per l’irrigazione  e la bonifica, nonostante le promesse di ridurle, aveva parlato di problema politico all’interno della maggioranza. “Quando uno della maggioranza non condivide- aveva commentato- o si dimette o sfiducia il Presidente.” Ma Gallo e Chiappardo non ci stanno ad essere ristretti alla maggioranza e venire additati come responsabili di uno strappo. “Noi siamo due componenti di diritto del Consiglio  dei delegati – scrivono - come tali non abbiamo alcun mandato.” Che siano entrambi chiara espressione del Pd è cosa risaputa e gli stessi non smentiscono. “Non rinneghiamo il nostro noto posizionamento politico- scrivono- ma siamo convinti che per l’adozione delle delibere del Consorzio non dobbiamo lasciarci condizionare dalle nostre appartenenze”. Gallo e  Chiappardo ci tengono nella lettera a confermare stima e fiducia al Presidente ma ribadiscono il loro no all’assestamento di bilancio, ritenendo non giusto che i consorziati debbano versare altri 65 mila euro per far quadrare i conti, mentre sono stati riconosciuti, per l’esercizio 2019, 16 mila euro in favore del presidente e 10mila per ciascuno dei due componenti della Deputazione, e mentre le spese per gli impiegati sono aumentate per l’assunzione di un’altra unità  a fine 2017, sulle cui modalità di reclutamento pure i due delegati sono critici. Il fatto che poi non si sia atteso prima l’incontro in Regione per decidere sulle tariffe e la consapevolezza che oggi la proprietà terriera sia poco o nulla redditizia “ci ha fatto ritenere non giusto- scrivono ancora- richiedere ai consorziati ulteriori aumenti dei tributi per la bonifica”. Di qui l’invito ad un maggiore confronto all’interno del Consorzio per superare eventuali divergenze di pensiero e lo sprone ad una serie di azioni da promuovere, tenendo conto che poco manca al rinnovo del Consiglio. “Ci potranno essere - concludono-  altri voti contrari da parte nostra che non dovranno essere ritenuti azioni di avversità al presidente e alla maggioranza, ma semplicemente espressione di un punto di vista diverso”.

Daria Scarpitta

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