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Sapri, lavori sul lungomare dopo i crolli. L'ufficio Tecnico condannato a pagare la fattura. Sapridemocratica: "Nuovo debito da pagare. Oltre al danno, la beffa".

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Il responsabile dell’Ufficio tecnico di Sapri è stato condannato al pagamento dei compensi dovuti alla ditta di Caserta, incaricata di effettuare  i lavori di ripristino del lungomare nel 2010.  Il Tribunale di Lagonegro, sezione civile, lo scorso 3 dicembre ha emesso l’ordinanza, dopo il ricorso presentato dalla ditta in questione. La vicenda risale al gennaio 2010 quando, mentre l’impresa stava eseguendo una serie di lavori sulla seconda passeggiata, una forte mareggiata portò al crollo di una parte del lungomare . In quell’occasione il tecnico comunale con somma urgenza incaricò la stessa ditta di eseguire anche i lavori per il ripristino dopo i crolli per oltre 100mila euro.  La Giunta comunale, all’epoca guidata dal sindaco Vito D’Agostino, autorizzò preventivamente l’impegno di spesa ma poi non completò l’iter previsto per la somma urgenza, con il riconoscimento del debito e la firma del contratto d’appalto. La ditta, ultimati i lavori e presentata fattura, non venne pagata e in un primo momento presentò ricorso giudiziario nei confronti del Comune, ma non avendo questo concluso l’iter, l’obbligo di pagamento venne trasferito sul funzionario che aveva commissionato i lavori. Di qui il nuovo ricorso intentato contro il responsabile dell’Ufficio Tecnico che è stato in questi giorni condannato a pagare, oltre le spese di lite, anche l’intero ammontare dei lavori, poco meno di 110mila euro. La somma in questione però potrebbe  venire a pesare sulle casse comunali. Il funzionario infatti ha chiesto al Comune di farsi carico di quanto stabilito dal Giudice nell’ordinanza.  Sapridemocratica  punta dunque il dito sulle responsabilità politiche. “Avremo un nuovo debito da pagare – protesta - per colpa anche della coppia Gentile /Congiusti ( all’epoca dei fatti rispettivamente consigliere delegato al bilancio e assessore) e tutto per i pessimi lavori della seconda passeggiata . Oggi cade a pezzi,  nonostante sia costata oltre un milione di euro presi dalle tasche dei cittadini, a cui dovremmo aggiungere molto probabilmente quelli dell’ultima sentenza . Già nel 2010 denunciammo la poca chiarezza nell’affidamento e nella gestione dei lavori, con l’assenza di controlli sull’operato dei tecnici e dell’impresa  e su come venivano utilizzati i nostri soldi, ma gli amministratori e i tecnici, di allora e di oggi, continuano nel loro scellerato agire”.

 Daria Scarpitta

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