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Centro Sportivo Meridionale. I sindaci replicano ad Esposito: "Non siamo cattivi pagatori. Situazione più complessa". Ma il Presidente non retrocede. "Non si firmano e non hanno proposto alcuna alternativa".

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“Non siamo pessimi pagatori”. I sindaci dei Comuni soci del Centro Sportivo meridionale con una lettera al presidente del Cda e al direttore si ribellano alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Vittorio Esposito che aveva comunicato l’approvazione della proposta di messa in liquidazione della struttura sportiva puntando il dito contro il mancato pagamento da decenni delle quote societarie da parte dei Comuni valdianesi. “La vicenda- scrivono in una missiva- si inserisce in un quadro di rapporti politici, giuridici e finanziari ben più articolato e complesso di come invece risulta tracciato dal Consorzio”. Il riferimento probabilmente è all’annosa vicenda che vede da anni contrapposti i pochi Comuni in regola che hanno diritto di voto e quelli esclusi dal voto in Assemblea proprio per le morosità e che chiedono a gran voce la modifica dell’art.12 per poter rientrare nella gestione. Un’empasse che da anni grava sul funzionamento del Consorzio. I sindaci nella missiva fanno presente la necessità e la responsabilità  di gestire i fondi pubblici in maniera oculata e poi aggiungono: “Riteniamo semplicistico far apparire numerosi Comuni come “pessimi pagatori” senza riferire le ragioni sottese alle contestazioni, prima, e al rifiuto di pagamento, poi. Preoccupa in questo momento rassicurare i cittadini del territorio che i servizi connessi allo sport, attualmente gestiti dal Consorzio, dovranno continuare ad essere erogati,  non potendo consentire che un patrimonio significativo in termini sociali ed economici venga liquidato  in modo sommario da chi fino ad oggi lo ha gestito, praticamente in solitudine. Questi Comuni, oggi ingiustamente definiti morosi, manifestano un intento unanime per garantire la continuità del servizio e la tutela del patrimonio, anche attraverso l’adozione di soluzioni innovative di gestione dell’impianto.” Parole che sembrano sbarrare il passo al prosieguo della procedura di liquidazione visto che dopo l’avvio da parte del cda sarà necessario che entro 30 giorni i Comuni associati votino la proposta in consiglio e  dal tenore della missiva non sembrano esservi intenzionati. Ma il presidente Esposito replica: “Dal primo gennaio non darò nemmeno un centesimo alla piscina. Chiuderò gli impianti.  Se non voteranno al procedura entro i termini stabiliti, porterò i libri in tribunale e interverrà il commissario liquidatore per lo scioglimento. Mi devono spiegare quale è il piano alternativo con cui vogliono salvare gli impianti. I sindaci nella loro confusa risposta al mio intervento nell’Assemblea non fanno comprendere una chiara strategia per tenere aperta la piscina. Non si è mai visto che 12 sindaci che scrivono al presidente del cda del Consorzio non si firmano. Non so nemmeno chi ha partecipato alla riunione. Potrebbero essere solo due o tre.”

Daria Scarpitta

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