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Parco, emergenza cinghiali. Pubblicato il bando per selezionare le macellerie per la filiera delle carni.

 

 


 
 

Il Parco del Cilento dà un’accelerata alla costituzione della filiera connessa all’emergenza cinghiali. E’ stato pubblicato in questi giorni l’avviso che punta ad individuare le macellerie dell’area protetta, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, interessate alla commercializzazione della carne di cinghiale. Si tratta dell’attività con cui il Parco punta a trarre anche una forma di profitto da quella che è ormai è diventata una problematica grave. L’ente nell’avviso invita le macellerie interessate a dotarsi delle autorizzazioni necessarie al trattamento e alla commercializzazione della carne di cinghiale che proverrà dagli abbattimenti posti in essere dai selettori. L’autorizzazione potrà essere richiesta all’Asl di Salerno mediante presentazione di apposita istanza allo Sportello Unico Attività produttive territorialmente competente. Ottenuto il permesso, le macellerie dovranno  presentare un’altra istanza, questa volta  al Parco, per essere inserite nella Rete della Filiera della Carne di Cinghiale. Questo è solo uno dei passi che si stanno compiendo per dare il via a quella che vuole diventare una nuova attività produttiva. L’Ente presieduto da Tommaso Pellegrino ha già individuato, diffusi sul territorio,  7 centri di raccolta delle carcasse tra le strutture messe a disposizione dai Comuni . Questi verranno  poi gestiti dai selecontrollori in forma associata. Per l’area del Golfo di Policastro il centro di raccolta sarà Morigerati. La filiera partirà dagli abbattimenti dei selettori abilitati dal Parco, poi le carcasse arriveranno nei centri di raccolta da dove entro 3 giorni un’azienda, scelta dal Parco con apposito bando e  in possesso dell’autorizzazione regionale per il trattamento delle carni, le porterà al macello. Qui sia le macellerie autorizzate che le aziende che producono insaccati a marchio Parco potranno acquistarle per la successiva commercializzazione. Il Parco conta di reinvestire  i fondi racimolati in questi passaggi, in indennizzi ai selecontrollori e dunque continuando ad alimentare la filiera. Secondo le previsioni  l’intero meccanismo diventerà operativo  tra marzo e aprile prossimi.

 daria scarpitta 

 

 

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