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Santa Marina. Sanzione disciplinare illegittima. Il Comune perde la causa contro l'ex responsabile dell'ufficio tecnico Berretti.

 

 

 

 

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Il Tribunale di Lagonegro, sezione Lavoro, si è pronunciato sul ricorso dell’architetto Antonio Berretti contro  il Comune di Santa Marina, dichiarando illegittima la sanzione disciplinare comminatagli dall’Ente e la trattenuta economica eseguita sul suo stipendio, e condannando il Comune  . Si tratta di una delle diverse vicende che vede opposti da tempo l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Santa Marina e l’Ente, una storia costellata da una serie di provvedimenti disciplinari nei confronti del dipendente comunale fino al suo licenziamento e per cui sono in corso una serie di procedimenti giudiziari.  Nei giorni scorsi è stata pubblicata la sentenza relativa al ricorso presentato da Berretti dopo il provvedimento  adottato nei suoi confronti dal Comune nel novembre 2016, quando appunto l’Ente gli comminò la sanzione disciplinare  della decurtazione dello stipendio, per intero per dieci giorni, e per metà per la restante parte del periodo di malattia, a causa della sua assenza durante la visita fiscale dell’Inps.  Il Giudice del Lavoro, la dottoressa Valeria Palmisano, ha ritenuto fondato il ricorso accogliendo la tesi della difesa di Berretti che ha dimostrato l’esistenza di un giustificato motivo alla sua irreperibilità. Il Legale di Berretti, l’avvocato Franco Maldonato, infatti ha sostenuto che  l’architetto si era assentato dal domicilio, durante la fascia oraria della  visita, per recarsi presso lo studio del suo medico curante in quanto in preda ad una crisi di panico. A provare questa versione il certificato medico che attesta l’arrivo di Berretti presso lo studio del dottore, la sua patologia, il relativo trattamento e la permanenza in loco dell’architetto fino alla remissione dei sintomi. Sulla base di ciò il Tribunale ha dichiarato illegittimo il provvedimento del Comune di Santa Marina, condannandolo a restituire a Berretti la somma illecitamente trattenuta con i relativi interessi e a pagare le spese del giudizio  per circa 2000 euro.

 

 

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