Contenuto Principale

Sapri. Ultimata l'inchiesta sul cantiere navale del porto.

Chiusa l’inchiesta sul cantiere navale nel porto di Sapri sotto sequestro dalla scorsa settimana. Per i carabinieri che hanno condotto le indagini l’unica responsabile dei reati accertati all’interno dell’area per il rimessaggio è la cooperativa “ Cilento Mare”, perché aveva in concessione il sito dal 14 aprile scorso. Nel frattempo il procuratore ha autorizzato il dissequestro delle 14 imbarcazioni che si trovavano all’interno del cantiere al momento dell’apposizione dei sigilli e si appresta anche a disporre il dissequestro provvisorio del cantiere per consentire alla cooperativa il ripristino dei luoghi. Al termine dei lavori di pulizia l’area verrà sottoposta di nuovo a sequestro, in attesa delle nuove disposizioni della Procura. Per il momento non sembrano esserci all'orizzonte possibilità di dissequestro del carro ponte e delle altre attrezzature meccaniche utili per l’alaggio e il rimessaggio delle imbarcazioni. Attrezzi necessari per un porto come quello di Sapri che ospita diversi pescherecci e che d’estate accoglie centinaia di barche di ogni dimensione. L’assenza, soprattutto del carro ponte, potrebbe favorire una riduzione degli attracchi, con pesanti ripercussioni sull'economia dello scalo. Intanto qualcuno ha trasgredito i sigilli. Qualche giorno fa un operaio bulgaro è stato sorpreso ad eseguire lavori di manutenzione su un' imbarcazione sequestrata all’interno del cantiere navale sotto inchiesta per reati contro l’ambiente e la salute pubblica. Oltre al giovane manovale è stato denunciato all’autorità giudiziaria il committente dei lavori: un imprenditore turistico di Scario. Entrambi sono stati accusati di violazione dei sigilli.

Antonietta Nicodemo

Agropoli. Ospedale verso la dismissione. Il viceministro De Luca chiede una moratoria.

Una moratoria per la chiusura dell’ospedale di Agropoli. E’ quanto chiede il vice ministro alle infrastrutture e trasporti Vincenzo De Luca, intervenendo sulla delicata questione del nosocomio cilentano, che dal prossimo 20 giugno sarà definitivamente trasformato in Psaut. “ E’ sconcertante che alla vigilia della stagione estiva siano state avviate le procedure di dismissione dell’ospedale di Agropoli, scrive De Luca in una nota,. Si lascia così il Cilento senza un efficace presidio ospedaliero in un periodo in cui il territorio è frequentato da centinaia di migliaia di persone” . il vice miniostro, nella nota diffusa alla Stampa, auspica un ripensamento” e’ necessario, scrive, rivedere questa decisione e nel frattempo è urgentissimo sospendere la chiusura del nosocomio, con una moratoria che sia valida almeno fino al mese di settembre, in modo da garantire i livelli essenziali di assistenza e di sicurezza i cittadini e tanti turisti che scelgono il Cilento”. La proposta è stata condivisa anche dai deputati del Partito democratico, che hanno invocato l’intervento del ministro Beatrice Lorenzin. Nei prossimi giorni ispettori incaricati dal ministero della Salute, saranno nella cittadina cilentana per valutare la situazione del locale ospedale e soprattutto, per verificare se effettivamente i vicini nosocomi possano garantire gli stessi servizi ad un’utenza di oltre ottantamila persone, destinata a moltiplicarsi durante la stagione estiva. Intanto, dal canto suo, il sindaco di Agropoli, è tornato nuovamente ad invitare i sindaci del salernitano, affinché sostengano la battaglia a difesa dell’ospedale. Per venerdì mattina è in programma a Salerno una manifestazione di protesta presso la sede generale dell’Asl.

Roberta Cosentino

Cilento. Scoperta la banda che riforniva il mercato della droga nel salernitano. Sette arresti tra Vallo della Lucania e Capaccio.

Ennesimo blitz antidroga nel Cilento; l’arresto, alle prime luci dell’alba, è scattato per sette persone tutte ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Le misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia in collaborazione con la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, sono state eseguite dai carabinieri del reparto Operativo di Salerno coadiuvati dagli uomini dei capitani Starace e Annicchiarico. Una lunga e complessa attività di indagine ha permesso di ricostruire, tassello dopo tassello, la fiorente attività di spaccio che aveva come base i comuni di Vallo della Lucania e di Capaccio. Dai due centri cilentani, infatti, i sette, ora arrestati, gestivano i traffici della droga che poi veniva rivenduta per lo più a giovani tra i 17 e i 22 anni. Agli arresti domiciliari sono finiti il 25enne Costantino Leo, residente a Vallo della Lucania, il 2enne Luigi Noviello originario di Marano in provincia di Napoli, il 25enne cavese Emiliano Carrera, Nicola Paparazzo 32enne di Casal Velino, e i due pregiudicati di 31e 27 anni Salvatore Maresca Giancarlo Rossi, entrambi residenti a Capaccio Scalo. E’ stato l’obbligo di firma, invece, per Susanna Di Feo, 44enne di Vallo della Lucania. Nel corso dell'operazione, portata a termine stamane, sono stati segnalati alla Prefettura di Salerno 60 giovani tra i 17 e i 22 anni quali assuntori di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa, partita a luglio del 2012, aveva evidenziato fin da subito l’esistenza di un agguerrito sodalizio criminale, tanto da rendere necessario l’interessamento per la prosecuzione delle indagini della Dda. Arrestati in flagranza di reato Noviello e Carrera, i militari avevano individuato anche una sospetta posizione di Costantino Leo, che pur essendo titolare di un’agenzia di pompe funebri a Vallo, era dedito all’attività di spaccio di droga ad una vasta clientela di giovani del luogo. Nella fiorente attività era coadiuvato da una schiera di incensurati ed insospettabili, tra i quali gli stessi Noviello e Carrera. Quest’ultimo, benché originario di Cava dei tirreni, era domiciliato a Vallo della Lucania, in quantyo frequentatore di un corso che lo avrebbe poi abilitato alla professione infermieristica, mentre Noviello, secondo quanto accertato dagli inquirenti,si era trasferito nella cittadina cilentana per sottrarsi alla guerra di camorra in atto nel capoluogo campano. La rete di approvvigionamento dello stupefacente era, invece, affidata ai pregiudicati capaccesi Maresca e Rossi, molto alle forze dell’ordine e considerati elementi di spicco della malavita locale, in particolare in considerazione del pedigree delinquenziale di Giancarlo Rossi, figlio del più noto Umberto, già affiliato alla Nuova criminalità organizzata di Raffaele Cutolo. Diversa la posizione della 44enne Susanna di Feo, sottoposta all’obbligo di firma. La donna acquistava ingenti quantitativi di hashish e di cocaina dagli spacciatori vallesi, al fine di soddisfare le necessità del figlio tossicodipendente.

Roberta Cosentino

 

 

Cilento e Diano. Terzo flop della Comunità del Parco: rinviata la seduta per l'elezione del Presidente

Nemmeno il nome di Stefano Pisani trova la maggioranza per l’elezione alla presidenza della Comunità del Parco. Alla vigilia della riunione dell’assemblea una parte del Pd sembrava aver trovato l’accordo per la successione al compianto presidente Angelo Vassallo. Un accordo che avrebbe dovuto portare alla guida dell’assemblea il giovane sindaco di Pollica. Invece, nella seduta di martedì, al momento del voto si è dovuto decidere per alzata di mano se rinviare o meno l’importante proclamazione. Dei 75 presenti, 5 in meno rispetto ai convocati, hanno votato 36 per il rinvio e 24 contro. 15 gli astenuti. Un risultato che la dice lunga su quanto sarebbe potuto accadere se fossero passati al voto i nomi candidati. Certamente Pisani avrebbe avuto difficoltà a reperire le preferenze per la sua incoronazione. Rispetto alle precedenti due sedute qualcosa di nuovo c’è stato: è stata massiccia la partecipazione dei sindaci e più nutrita la lista dei candidati alla corsa. Questa volta, infatti, oltre al presidente facente funzione uscente Antonio Radano, c’erano, come già detto, il sindaco di Pollica Pisani e Antonietta Giuseppina Salvia, vice sindaco di Roscigno e Guglielmo Vairo, sindaco di Piaggine. Quanto sta accadendo alla Comunità del Parco, che da tre anni non riesce ad eleggere un presidente, testimonia la crisi della politica territoriale e in primo luogo del partito democratico che, pur amministrando la stragrande maggioranza dei comuni dell’area protetta, a causa delle correnti, si ritrova sempre in minoranza e quindi non con i numeri necessari per vincere in maniera incisiva qualsiasi elezione. Intanto slitta a data destinarsi la seduta per la scelta del presidente della Comunità del Parco, un' elezione che sembra camminare di pari passo con l’indicazione dei sindaci che dovranno entrare a far parte del direttivo dell’ente parco, il cui rinnovo è fissato per fine anno.

Antonietta Nicodemo

 

Questo sito utilizza cookies per migliorare la vostra esperienza di navigazione. I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono già stati impostati.

  Accetto i cookies da questo sito.