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Bussento, Lambro e Mingardo al voto. Vincenzo Speranza verso la riconferma a Presidente dell'ente montano. Ampliato il consenso con l'ingresso di due nuovi consiglieri delegati.

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Giovedì 20 Giugno si riunirà l’Assemblea dei sindaci della Comunità Montana Bussento, Lambro e  Mingardo per l’elezione del Presidente e della Giunta esecutiva. Anche dopo le recenti elezioni che hanno cambiato in alcuni casi le amministrazioni e gli equilibri politici nei Comuni che afferiscono all’ente montano, ci si avvia ad una sostanziale riconferma al vertice dell’attuale presidente Vincenzo Speranza e dell’intera giunta attuale, con il ruolo di vicepresidente nuovamente al sindaco di Torraca Domenico Bianco e con quello di assessore ancora al sindaco di Cuccaro Vetere Aldo Luongo. Questo è l’accordo che già hanno sottoscritto in 12 Comuni, quasi la totalità, per cui questa volta Speranza si presenterà dinanzi all’assemblea non con un documento di minoranza, come avvenne 5 anni fa, ma con un atto firmato dalla maggioranza dei Comuni e dunque con la conferma dell’incarico in pugno.   Non è mancato un lavoro di mediazione con tutte le componenti politiche che animano il territorio per ampliare la base del consenso e che una sorta di compromesso, preludio all’unanimità o quasi del voto, sia stato raggiunto pare emergere dal fatto che questa nuova consiliatura della Comunità Montana porterà con sé la nomina anche di due consiglieri delegati. A rivestire l’incarico saranno il sindaco di Celle di Bulgheria Gino Marotta e quello di Torre Orsaia Pietro Vicino, coinvolgendo e recuperando i rapporti anche con le correnti meno vicine alla passata consiliatura. Le deleghe verranno rese note nel corso dell’assemblea di giovedì.

Daria Scarpitta

Incidente mortale sulla cilentana. Oggi l'ultimo saluto a Francesco Merola e Raffaele Vivone.

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E’ il giorno del dolore  a Vallo Scalo e Ceraso, i paesi dove vivevano le due vittime dell’incidente stradale avvenuto domenica all’alba sulla Cilentana. L’ennesimo tragico sinistro che ha macchiato di sangue l’arteria. Oggi l’estremo saluto a Francesco Merola, 33 enne appassionato di motori e palestra e Raffaele Vivone, macellaio di 49 anni. Le loro vite si sono intrecciate fatalmente domenica intorno alle 6 del mattino. Merola stava rientrando a casa a Vallo Scalo dove risiedeva con la famiglia a bordo di un’Alfa 147, Vivone, invece, stava iniziando una nuovas giornata lavorativa recandosi da Ceraso al mercato ortofrutticolo di Capaccio  con la sua Ford Focus. Due opposte direzioni, una stessa strada, la 430. All’altezza dello svincolo per Perito lo scontro frontale. Per cause in corso di accertamento , uno dei due automobilisti, forse per una distrazione, un colpo di sonno o un sorpasso azzardato, ha invaso la corsia opposta rendendo inevitabile l’impatto. L’auto di Merola è stata ritrovata dai soccorritori al centro strada, quella di Vivone,  appoggiata sul guard rail laterale, tutte e due accartocciate tanto che è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Vallo della Lucania per estrarre i corpi dalle lamiere. Per il 33enne purtroppo  non c’è stato nulla da fare. E’ deceduto sul colpo per le conseguenze dell’impatto. Il 49enne, invece, era ancora vivo al momento in  cui è arrivata l’ambulanza del 118 ma le ferite riportate erano gravissime, tanto che il suo cuore ha cessato di battere qualche ora più tardi presso l’ospedale San Luca. La dinamica del sinistro è al vaglio dei Carabinieri di Vallo della Lucania che sono accorsi immediatamente sul posto. Le salme, dopo l’esame esterno eseguito presso la sala mortuaria dell’ospedale, sono state riconsegnate alle famiglie per i funerali. Incredulità e dolore si sono diffuse tra le comunità di Vallo Scalo e Ceraso. Merola era molto conosciuto perché lavorava con il padre in una nota rivendita di ciclomotori. Vivone  era il macellaio di Ceraso, sposato e padre di 4 figli. Anche i sindaci Eros Lamaida e Gennaro Maione hanno espresso il loro cordoglio per la terribile e inaspettata tragedia. Tantissime anche  le manifestazioni di rabbia nei confronti di  una strada che continua ad essere inadeguata sul fronte della sicurezza tanto da mietere periodicamente vittime . Molte speranze sono ora racchiuse nell’avvenuto passaggio di competenze dalla Provincia all’Anas e in quei 12 milioni di euro di interventi promessi dall’Ente delle Strade.

Daria Scarpitta

Auletta, Pessolano sbotta. " Non sono il Sindaco di tutti, non sono il Sindaco dei delinquenti " .

 

 

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Hanno fatto il giro dei social e causato un mare di polemiche, nel pieno clima acceso del dopo elezioni, le dichiarazioni a caldo di Pietro Pessolano eletto domenica scorsa per la terza volta consecutiva sindaco di Auletta dopo una strenua lotta contro lo sfidante Antonio Caggiano, sconfitto per soli 40 voti.  Pessolano si stava avvicinando ai seggi  in trionfo alla notizia della vittoria, quando visto dei giornalisti che lo stavano riprendendo , si è lasciato andare sfogando senza freni lo stress della lunga campagna elettorale.

Nulla di nuovo, in verità e nulla di peggio di altre esternazioni,anche più offensive che sono state fatte nelle varie campagne elettorali e nel dopo elezioni, ma i social hanno reso il video virale e il Pd, il partito che sosteneva la lista poi sconfitta ad Auletta, ha respinto le parole di Pessolano. Il segretario provinciale Enzo Luciano infatti ha definito lo sfogo “quasi subumano” e il rieletto sindaco “inadeguato a rappresentare una Comunità così avanzata e civile” perché - ha commentato – “un Sindaco deve rappresentare tutti mentre lui vomita veleno verso chi ha scelto di fare diversamente”. le parole di Luciano, però, non hanno fermato la polemica perché in soccorso di Pessolano sono arrivati altri amministratori, in particolare quelli di area centrodestra. Il sindaco di Montesano sulla Marcellana non ha perso tempo ad esprimergli la sua solidarietà. “Pietro Pessolano – ha detto- è uomo umile, del popolo, spontaneo e vero. Se un Sindaco è adeguato o meno a rappresentare la sua città lo decide il popolo che democraticamente vota e asserire il contrario è davvero saccente, scorretto e soprattutto offensivo per tutta la bella comunità di Auletta! Talvolta è preferibile davvero tacere...” Sulla stessa linea anche il sindaco di Pertosa Michele Caggiano: “Non era un attacco specifico – ha detto – Pietro è una persona per bene. La solitudine e i problemi di un sindaco li può capire solo chi è sindaco”. Intanto però, la cosa non sembra finire neppure qui. Pare infatti che il gruppo sconfitto da Pessolano alle elezioni abbia informato la Procura della vicenda.

 

Daria Scarpitta 

 

 

Sapri: " riaprite il Buon Pastore ". L'appello disperato di Margherita. Storia di un emigrata innamorata della sula Città d'origine. " Voglio morire a Sapri " .

 
Margherita MUscati è nata a Sapri 85 anni fa. Dopo una vita da emigrante e carica di sofferenze e dolori ha deciso di trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza e fino all’ultimo respiro nella Città d’origine che non ha mani dimenticato. Per anni ha vissuto in Brasile dove sono nati i suoi quattro figli, poi in Piemonte. Nel 2017 il ritorno a Sapri, dove non ha mai avuto una casa. Ad accoglierla sono state le suore del Buon Pastore. Ma la sfortuna  ancora una volta si è presentata al cospetto di Margherita. La  Casa di riposo ha chiuso i battenti nel marzo scorso e gli anziani insieme alle suore si sono trasferiti presso il convento di Capitello in attesa che il Comune di Sapri metta in condizione il Buon Pastore di riaprire. L’arzilla nonnina, però, si è rifiutata di lasciare la cittadina saprese, ed è stata accolta da una famiglia che può prendersi cura di lei solo fino al 31 maggio. Dopo di che si ritroverà senza un tetto sotto il quale trascorrere tranquillamente la sua bella età. I familiari non vivono momento felici ma anche se a distanza si prendono cura di lei assicurando le spese a chi ha preso o si prenderà cura di Margherita, che oggi, in preda alla disperazione è disposta anche a lasciare Sapri ed eventualmente raggiungere le suore a Capitello, ma con la speranza che riapra il Buon pastore. 
 
Per eventuali disponibilità tel. 015-84 09 003. Oppure contattare la nostra redazione. 
 
 
Antonietta Nicodemo 
 
 
 

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