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Poste chiuse a Villammare. I lavori in corso per riaprirle. Si attendono i tecnici della società.

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Proseguono le lamentele a Villammare sulle sorti del locale ufficio postale, chiuso da alcune settimane per gli interventi necessari di messa in sicurezza. L’amministrazione comunale di Vibonati, però, torna a rassicurare i cittadini, garantendo che si stanno mettendo in campo tutte le azioni necessarie per ridurre al massimo i disagi degli utenti. “Stiamo aspettando le verifiche dei tecnici di Poste Italiane – hanno detto dall’Ente- per vedere se rimuovono la controsoffittatura in modo da  consentire l’ispezione del solaio di copertura e l’effettuazione dei relativi lavori di messa in sicurezza”. In contemporanea , per una definitiva sistemazione degli uffici, l’amministrazione ha già provveduto ad acquisire parere favorevole all’affitto di un  immobile  sito nel centro del paese. Questa seconda alternativa è stata decisa  proprio per non  interrompere a lungo un servizio di primaria importanza come quello postale. Nelle intenzioni dell’amministrazione sarebbe infatti auspicabile l’abbattimento e la ricostruzione del’intero ex edificio scolastico che contempli anche una congrua superficie destinata a sede di uffici. Resta intanto ancora da definire la data di riapertura .

Daria Scarpitta

E' del Golfo di Policastro la "spia di Salvini", l'ex poliziotto Pietro Gallo che fece scattare il caso Ong.

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Lo scandalo sulle Ong e il dibattito politico sull’immigrazione in Italia scaturiti dalle dichiarazioni di un ex poliziotto del Golfo di Policastro. Si chiama Pietro Gallo e su di lui sono stati scritti fiumi di inchiostro sin dal 2016, in quanto è stato lui a fornire le informazioni sulle ong ai servizi segreti e allo staff di Matteo Salvini. E’ stato definito “La talpa di Salvini” e L’uomo che ha creato il caso ong” . Le sue testimonianze corredate di video sono andate in scena su diversi programmi come Quarto Grado e Matrix, innescando il dibattito sull’immigrazione, mentre la sua storia ha riempito i giornali. Pietro Gallo, 46 anni, è partito da qui, dal Golfo di Policastro di cui è originario e dove torna durante le festività per  visitare i familiari che vivono in zona. La vicenda nazionale, invece, ha avuto inizio quando a settembre 2016 ha risposto ad un’inserzione ed è stato assunto dalla Imi Service, una società di sicurezza privata . Gallo ha lavorato come security sulla Vos Hestia, la nave gestita dalla ong Save The Children che opera nel Mediterraneo Centrale, intervenendo durante i salvataggi in mare dei migranti. Sulla base di quanto visto in queste occasioni, assieme ad alcuni suoi colleghi, ha segnalato  alcune presunte irregolarità sull’operato delle Ong. Nel 2016, infatti, scrisse  una mail ai servizi segreti, a Di Battista, e a Salvini che subito lo fece contattare. Da allora iniziarono i suoi resoconti alla Lega, su cui il partito di Salvini ha costruito la sua campagna elettorale. Gallo, che fu sulla Vos Hestia, dal settembre 2016 al luglio 2017, ha sempre parlato di scafisti che accompagnavano i migranti e venivano lasciati tornare indietro con i gommoni vuoti, ma mai di rapporti diretti e ambigui tra ong e scafisti . Dalle sue dichiarazioni partì l’inchiesta della Procura di Trapani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’unica sulle ong non archiviata . La procura ha ritenuto attendibili le informazioni dell’ex poliziotto, ma sono ancora diversi i punti oscuri della vicenda e gli interrogativi sulle motivazioni che hanno spinto le azioni di Gallo. Venerdì scorso anche la trasmissione di RaiDue Potere Sovrano si è occupata di questa vicenda . Gallo si è detto pentito, perché le sue denunce non hanno portato ad una regolamentazione delle Ong nel Mediterraneo, come ha detto era il suo obiettivo, ma ad un aumento delle vittime.   Oggi ha perso il lavoro, si è sentito abbandonato da Salvini, e ha subito delle minacce di morte, tanto che in tv si presenta con volto velato, un volto che invece è conosciuto qui nel Golfo di Policastro.

Daria Scarpitta

Cilento, amputata la gamba tranciata dalla motozappa.

 

 

 

 

 

 

STA BENE IL 49 ENNE CHE IERI MATTINA E’ RIMASTO GRAVEMENTE FERITO DALLA SUA MOTOZAPPA MENTRE ARAVA IL TERRENO DI SUA PROPRIETA' A PODERIA, NEL COMUNE DI CELLE DI BUGHERIA . APPENA GIUNTO IN OSPEDALE A VALLO DELLA LUCANIA E’ STATO SOTTOPOSTO AD UN DELICATO INTERVENTO DURANTE IL QUALE GLI E’ STATA AMBUTATA LA GAMBA DESTRA. SECONDO LE INDAGINI DEI CARABIBIERI DI TORRE ORSAIA L’UOMO E’ STATO TRAVOLTO DALLA MOTOZAPPA DURANTE UNA RETROMARCIA. E’ CADUTO A TERRA FINENDO CON LA GAMBA TRA LE LAME DEL MEZZO AGRICOLO. 

 

Cilento, usura e ricettazione. Nei guai sei pregiudicati.

 

 

 

 

 

Il Gip presso il Tribunale di Vallo della Lucania ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altretanti pregiudicati accusati di: usura in concorso  e associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e all’indebito utilizzo di care di credito. Per tre di loro sono scattati gli arresti domiciliari. Nel mirino della giustizia sono finiti : un 48 enne di Polla, un 34 enne di San Giorgio A Cremano, un 46 enne di Giugliano, un 27 enne di Agropoli, un 49 enne e un 26 enne di Capaccio Paestum. L ‘indagine è stata condotta dal Capitano dei Carabinieri di Agropoli Francesco Manna . E’ stata avviata nel 2015 a seguito di alcune denunce che riguardavano pagamenti effettuati mediante carte di credito rubate, presso una ditta di Laureana Cilento. Un sistema di pagamento che era stato condiviso dal titolare della ditta con alcuni degli indagati con l’obiettivo di estinguere il debito che aveva nei loro confronti, aggravato da tassi usurai. Le intercettazioni telefoniche hanno permesso anche di accertare l’esistenza di una banda criminale attiva nel Cilento specializzata nella ricettazione di carte di credito e al successivo indebito utilizzo . “ Alcuni degli indagati – è stato detto in conferenza stampa – erano legati tra loro da un vincolo associativo teso alla clonazione di carte di credito canalizzate e riconducibili a conti correnti accesi presso istituti bancari asiatici , con i quali, grazie alla connivenza di commercianti della provincia di Salerno, effettuavano pagamenti di ingenti somme che successivamente veniva divise tra i consociati . Complessivamente sono state denunciate 19 persone in stato di liberta . Sequestrati circa 15 mila euro depositati su uno dei conti concorrenti su cui veniva fatto confluire il denaro frutto dell’ attività illecita   

 

 antonietta nicodemo

 

 

 

Le interviste

 

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