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Parco, energie rinnovabili. Firmato il patto in ricordo di Vassallo.

 

“ Raggiungere l’autonomia energetica su tutta l’area protetta  “ è il traguardo che i vertici del Parco Nazionale del Cilento e del Vllo di Diano intendono raggiungere con il protocollo sottoscritto giovedì scorso a Vallo della Lucania con L’Enea nell’ambito del progetto  “ New Energy Park Angelo Vassallo”.

 “La nostra attenzione – ha detto il presidente Tommaso Pellegrino -  è sempre molto alta rispetto al tema delle fonti rinnovabili. E’ nostra intenzione redigere un nuovo piano energetico del parco in linea con tutti i progetti legati all’ambiente e alla tutela del territorio che abbiamo messo in campo fino ad oggi “ . Per realizzare tutto questo occorre prima informare e sensibilizzare le istituzioni  locali sull’energie rinnovabili. Per questo motivo l’Enea presenterà agli amministratori un programma operativo e degli strumenti per avviare una riqualificazione sia a livello gestionale sia a livello tecnologico dell’infrastruttura della pubblica illuminazione . Inizia quindi nell’area protetta un nuovo percorso che negli anni dovrebbe favorire la diffusione in tutti i comuni dell’illuminazione a led,del fotovoltaico, il solare e l’idroelettrico migliorando i questo modo la qualità energetica e quindi dell’ambiente. Un sogno di Angelo Vassallo che si realizza per questo il progetto sottoscritto presso la sede del Parco porta il suo nome

 

antonietta nicodemo 

Sapri, Piazza del Plebiscito verso il restyling. Pubblicato il bando per l'appalto dei lavori ma gli esercenti protestano.

 

 

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 A Sapri è stato pubblicato il bando per l'appalto dei lavori di rifacimento della Piazza Plebiscito che prevede la ripavimentazione dell'invaso e di altre strade limitrofe. Il 2 aprile scadranno i termini. ma intanto, tra gli esercenti serpeggia qualche malumore per l'eliminazione di parcheggi e gazebo. Allo studio iniziative per chiedere al Comune di rivedere la progettazione. I dettagli nel servizio di Antonietta Nicodemo.

 

 

Cilento, " il frecciarossa Milano-Sapri sarà in servizio dal 19 aprile. A Camerota Luca Cascone conferma ma non ufficializza.

 

Negli scali ferroviari è stato esposto il nuovo orario dei treni. E nella lista compare anche il frecciarossa Milano-Sapri che secondo quanto riportato in tabella riprenderà le corse dal prossimo 19 aprile , che saranno a disposizione degli utenti  solo nei week end, dal venerdì alla domenica. Sul portale di Trenitalia, invece, il frecciarossa per il Cilento non viene ancora segnalato e questo testimonia che tra regione e società le trattative non sono ancora chiuse.  D’altronde alla nostra redazione il consigliere regionale Cascone ha riferito che solo tra una decina di giorni tutto sarà più chiaro. E la stessa cosa ha lasciato intendere anche giovedì sera intervenendo in un incontro pubblico tenutosi a Marina di Camerota. Durante il suo intervento ha detto che il servizio sarà riattivato il 19 aprile e terminerà il 20 ottobre ma alla domanda degli operatori turistici “ se c’è un documento scritto che conferma queste date di inizio e fine delle corsee del Frecciarossa ?“, Cascone ha ribadito che bisogna ancora attendere per l’ufficialità. Sembrerebbe, secondo indiscrezioni, che il budget messo a disposizione dalla regione, non soddisfi a pieno Trenitalia che probabilmente chiede di più per portare l’alta velocità fino a Sapri per sei mesi. Le trattative in corso riguarderebbero proprio la data di scadenza del treno veloce. La regione spinge per il 20 ottobre. Nei prossimi giorni tutto sarà più chiaro. Intanto però, anche se sui tabelloni viene segnato, le prenotazioni non pare siano possibili. A Marina di Camerota sono state ripercorse tutte le azioni intraprese dalla regione per il turismo in terra cilentana. Dai fondi a favore dei porti a quelli per la messa in sicurezza delle strade.

  

 antonietta nicodemo 

 

 

 

Allarme siccità. "38% di pioggia in meno della media degli ultimi 25 anni". La Consac avvia i lavori per due nuovi pozzi.

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“La situazione attuale è vicina a quella verificatasi nel 2017. Possiamo contare sui lavori effettuati in questi due anni, ma l’attenzione deve rimanere alta.” Anche l’ingegnere Felice Parrilli di Consac conferma il rischio siccità dopo una stagione che si sta delineando come poco piovosa. Dal settembre 2018  al 28 febbraio 2019 sono stati registrati 500 mm di precipitazioni contro gli 800mm che sono la media storica calcolata negli ultimi 25 anni. Insomma abbiamo avuto il 38% in meno di pioggia quest’anno rispetto a tale media . E la gravità diventa ancora più evidente se si pensa che l’anno scorso nello stesso periodo eravamo sui circa 950mm, quindi si poteva contare su un 20% in più. I valori di questa stagione invece, al momento, sono ancora più bassi di quelli del 2017 che a fine febbraio si attestavano sui 580mm. Ogni speranza è concentrata su ciò che accadrà fino a maggio. Se, come fu nel 2017, non ci saranno abbondanti precipitazioni , la siccità sarà nuovamente realtà in estate. “Abbiamo lavorato- ha detto l’ingegnere Parrilli- perché i disagi non si ripetano come due anni fa, ma non si possono escludere degli imprevisti . Se entro maggio la situazione non dovesse migliorare, ai primi di giugno dovremo cominciare a mettere in piedi un sistema d’emergenza.”L’ingegnere fa notare che rispetto all’estate 2017, ora si può contare su un nuovo pozzo a Sanza e sulla nuova condotta premente di Capitello che serve anche le frazioni di Ispani e San Cristoforo e consente così di concentrare solo su Morigerati, Caselle in Pittari e Santa Marina, l’acqua che arriva da Sanza. “ Abbiamo inoltre potenziato l’impianto di pompaggio di Capitello – ha detto ancora Parrilli- e  entro aprile partiranno i lavori di due nuovi pozzi a San Giovanni a  Piro e a Camerota che dovrebbero terminare entro fine giugno.  Sulla Faraone poi , che rappresenta la situazione più problematica, siamo intervenuti su 2 km e mezzo. Qui andrebbe però sostituita tutta la linea. Abbiamo già depositato in Regione un  progetto di 7 mln di euro e a breve ne invieremo un altro dello stesso ammontare per poter intervenire su 20 km dalla sorgente a Palinuro”. E’ chiaro che la crisi idrica è dovuta a diversi fattori: quello meteo, che non sta aiutando,  lo stato di tubature e condotte, che continua ad essere vetusto ed inficiato da perdite e anche la sensibilità degli utenti, le cui azioni di risparmio della risorsa hanno un peso importante. A sud di Salerno su tutti e tre questi fattori non siamo messi bene e ognuno deve fare la sua parte. Da subito.

Daria Scarpitta

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