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Ordine degli Avvocati di Lagonegro. Dopo la decisione della Consulta sul terzo mandato, torna alla ribalta la posizione del Presidente. Cappelli: "Attendo il responso del Consiglio Nazionale Forense".

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La Corte Costituzionale ha annunciato la legittimità del cosiddetto “divieto del terzo mandato consecutivo” anche per i componenti dei consigli degli ordini forensi e rispunta la polemica sulla presidenza di Gherardo Cappelli all’Ordine degli Avvocati di Lagonegro. Mentre è ancora in ballo la decisione da parte del Consiglio Nazionale Forense sul caso, gli avvocati Eugenio Di Bisceglie, Maria Pia Iannibelli e Giovanni Leonasi, consiglieri in carica dell’Ordine di Lagonegro e già tra i firmatari del ricorso contro Cappelli, sono tornati ad evidenziare l’illegittimità dell’elezione di Cappelli, per la terza volta presidente di un ordine forense, chiedendogli un passo indietro proprio vista la decisione della Consulta. “Oggi – si legge in una nota - non può ignorare di essere stato smentito, e di non poter più svolgere un ruolo che gli è stato consegnato da una condotta acclarata come illegittima. Le dimissioni a questo punto sono l’unico atto che il Presidente Cappelli potrà compiere”. Cappelli, dal canto suo ha sempre sostenuto che il suo caso era diverso e che  non si poteva parlare di terzo mandato, visto che il primo lo aveva compiuto quando non c’era stato ancora l’accorpamento tra i tribunali e dunque come presidente dell’Ordine di Sala Consilina e non di Lagonegro. Ora dunque attende le decisioni sul ricorso avanzato contro di lui per rimettersi ad esse. “ Il Consiglio nazionale Forense – ha detto il presidente Gherardo Cappelli -  che dovrà decidere sul ricorso, riservò la sua decisione  il 23 maggio. La decisione, però, non è stata ancora resa. Sarà certamente diversa quantomeno in termini giuridici rispetto a quella che ha reso la Corte Costituzionale perché diversa è la situazione dei fori che sono stati accorpati. Questo lo sanno anche quanti oggi mi attaccano. Attendo le decisioni del CNF per mettere la parola fine a questa vicenda.”

Daria Scarpitta

Ceraso, 8 anni fa finì in carcere per frode fiscale. Assolto l'imprenditore Filadelfio Cammarano.

 

 
 
A otto anni dall’arresto in carcere per frode fiscale per Filadelfio Cammarano, imprenditore di Ceraso, piccolissimo comune del salernitano, arriva l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Stessa sentenza per gli altri sei imputati, tra commercialisti e imprenditori. I fatti risalgono al 2006 quando Cammarano dirigeva la sua “ Elettronica Gelbison” specializzata nella produzione e installazione di impianti a led. Un’azienda che arrivò a fornire i colossi di produzione automobilistica e telefonia. E’ anche l’azienda e conquistò la stampa anche internazionale illuminando a led l’intero centro cittadino di Torraca, che fu il primo comune italiano a dotare il paese  di lampade a risparmio energetico. Nel 2011 Cammarano insieme agli altri sei indagati fu arrestato per una frode fiscale di 650 mila euro. Trascorse cinque giorni in carcere. In questi giorni è arrivata la sentenza che che assolve tutti da ogni accusa. Intanto l’azienda, che allora contava 20 dipendenti, nel 2013 è stata dichiarata fallita. L’imprenditore cilentano, nonostante tutto, non è intenzionato a mollare i suoi progetti, soprattutto adesso che ha dimostrato la sua innocenza alla Giustizia e allo Stato.

 

 

Ospedale di Sapri. Cittadinanzattiva regionale minaccia querela. Nel mirino le dichiarazioni del comitato di lotta. Lorenzo Latella: " dicono bugie, non abbiamo ricevuto fondi dalla regione ".

 

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A Sapri le azioni in difesa dell’ospedale, avviate su più fronti, inciampano anche una minaccia di querela. Il segretario regionale di  Cittadinanzattiva della Campania Lorenzo Latella, ha fatto sapere che è stato dato mandato ai legali del movimento di depositare denuncia contro chi ha dichiarato che Cittadinanzattiva non è più un soggetto credibile e vicino ai cittadini in quanto avrebbe ricevuto finanziamenti dalla regione “. A al proposito Latella chiarisce “ che non hanno mai ricevuto fondi pubblici non solo dalla regione ma nemmeno da altri enti intermedi e territoriali”. Le dichiarazioni finite nel mirino del segretario regionale del movimento campano,  sono state espresse dal Comitato di Lotta per la tutela dell’ospedale di Sapri. E le ha espresse mentre manifestava la sua solidarietà alla coordinatrice cittadina del Tribunale del Malato Marisa Coppola, dopo essere stata ammonita dal coordinatore locale di Cittadinanzattiva Vincenzo Lovisi per aver aderito al tavolo di crisi a favore del presidio ospedaliero senza consultare il direttivo “ . Abbiamo saputo della denuncia – affermano dal Comitato di Lotta – l’attendiamo con serenità . Se sarà depositata decideremo l’eventuale contromossa “. Nel frattempo la presa di posizione di cittadinanzattiva contro il tribunale del malato, ha suscitato in Città non poche perplessità. Latella ha provato a fare chiarezza anche su questo aspetto : “ Lovisi ha ragione perché Marisa ha sottoscritto un documento senza avere il potere per farlo. Sappiamo bene che ha agito in piena buona fede e con il solo interesse di tutelare i diritti dei cittadini, ma un’associazione ha delle regole ed è giusto che tali scelte vengano assunte dopo attento confronto con il direttivo locale”. Una vicenda che pare destinata ad avere diversi risvolti e che nel frattempo mostra la spaccatura interna al gruppo e la mancanza di dialogo tra Cittadinanzattiva e le sue reti. Altrimenti non si spiega perché la coordinatrice del Tribunale del Malato è stata richiamata all’ordine anche con un comunicato stampa. Per quanto riguarda i problemi veri che riguardano l’ospedale, tutte le parti in agitazione, sono in attesa del 30 giugno. Data in cui, secondo le garanzie dei vertici dell’Asl, dovrebbero arrivare risposte concrete alla richiesta di personale.

 

antonietta nicodemo 

 

 

Scuola. L'Agraria di Sapri senza iscrizioni, non riesce a formare le prime. La settimana prossima incontro in Regione per il liceo Cicerone di Sala Consilina.

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L’Agraria di Sapri senza iscritti per l’anno scolastico 2019/2020. Lo storico Istituto Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, già in passato soggetto a calo degli iscritti, rischia di scomparire tra le proposte formative del Golfo di Policastro. E questo in controtendenza con il periodo che stiamo vivendo in cui  da più parti emerge l’invito a ritornare in maniera intelligente alla terra, con l’Unione Europea ben disposta nei finanziamenti verso l’agricoltura, la tendenza attuale all’attenzione verso i prodotti e le materie prime, e con il territorio cilentano che, povero ancora di opportunità, pensa a reinventarsi riappropriandosi delle proprie radici, con i buoni esempi di cooperative e imprese di giovani. L’Agraria di Sapri, a quanto pare, invece, non ha avuto appeal tra le giovani generazioni, e bisognerebbe chiedersene i motivi, e non è riuscito a formare le prime, rendendo il futuro dell’istituto incerto . Probabilmente ha giocato a sfavore anche la situazione di incertezza che ha riguardato l’edificio scolastico, rimasto chiuso per gran parte dell’anno scolastico e poi riaperto a marzo, limitatamente al primo piano, dopo alcuni sommari interventi di manutenzione. Di certo l’istituto ha subito più degli altri il generale calo demografico che ha funestato il mondo della scuola. Una situazione che ha portato al taglio di 145 docenti solo nella scuola secondaria della provincia di Salerno, come perdenti posto e ad un crollo degli iscritti già nelle scuole dell’infanzia. A soffrirne di più i plessi dei piccoli Comuni del Cilento dove ci sono paesi come Caselle in Pittari e Roccagloriosa che hanno appena 8 bambini di 4 anni iscritti e altri che ne hanno anche di meno: ad esempio nei plessi di Camerota, Celle di Bulgheria, Acquavena, Foria di Centola, Stella Cilento, Cuccaro, Sanza, Pantano di Teggiano, Orria e Torraca. Anche a Sala nei giorni scorsi aveva fatto rumore la perdita di una sezione allo storico Liceo Cicerone, una vicenda per cui la minoranza aveva incontrato anche l’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini. La dirigente regionale al ramo ha ora fissato un incontro con il preside del liceo per la prossima settimana. L’obiettivo è arrivare ad una soluzione con l’organico di fatto.

Daria Scarpitta

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