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Sanza, " una targa in ricordo dell'ex Sindaco Bonomo" . Esposito rifiuta ed esplode la polemica. Il primo cittadino " rispetto i morti e la legge " .

 

 

 

A Sanza ha suscitato non poche polemiche il rifiuto dell’ ’Amministrazione Comunale alla richiesta, firmata da circa 500 cittadini, di intitolare l’aula consiliare all’ex Sindaco Gennaro Bonomo, scomparso il 9 ottobre di un anno fa. “Le ragioni del diniego sono legate ai contenuti della legge  del 23 giugno del 1927”  ha spiegato il Sindaco Vittorio Esposito all’intera comunità attraverso un manifesto pubblico.  La norma in questione prevede tra le altre cose che la proposta di intitolazione di un luogo pubblico in ricordo di una persona scomparsa,  passi al vaglio del Prefetto, quando il decesso risalga a meno di 10 anni. Come nel caso specifico. Chiaramente il Prefetto dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta sulla base di un curriculum, che ovviamente attesti che la persona da ricordare, abbia svolto durante la sua vita azioni politiche, amministrative o private a favore del bene pubblico. Bonomo è stato sindaco negli anni “70 e fino al 1984, da allora non è stato più rieletto. E’ stato coinvolto in diverse inchieste giudiziarie e tra i suoi acerrimi nemici politici c’è sempre stato l’attuale primo cittadino, Vittorio Esposito, che però nel giorno del funerale di Bonomo si è presentato in chiesta con la fascia tricolore e il gonfalone del Comune e ricordato sull’altare le qualità dell’avversario venuto a mancare dopo una lunga malattia. La moglie di Bonomo sperava che in occasione del primo anniversario dalla scomparsa del marito l’amministrazione accettasse la proposta di apporre una targa commemorativa. Così non è stato e durante la messa in suffragio ha sfogato la sua delusione. Vittorio Esposito ribadisce “ rispetto la morte, i familiari ma anche la legge e non mi va – aggiunge – di speculare politicamente su chi non c’è più “ . A Sanza per chi ha firmato la petizione Bonomo merita di essere ricordato per molti altri invece è stato un valido e coraggioso amministratore,  ma non abbastanza da far rimanere il suo nome impresso nella storia locale. A questo punto la famiglia può solo spingere affinchè la pratica passi al Prefetto superando in questo modo  confini comunali.  

ANTONIETTA NICODEMO 

 

 

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