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A Sala Consilina s'innalza il tricolore sul monte "Piescu Russu"

La bandiera italiana sullo sperone di roccia rossastra, oggetto di molte leggende metropolitane, per rievocare i principi e i valori della costituzione tornando con la mente alle gesta degli eroi e di Garibaldi.

Rinnovare e risvegliare lo spirito nazionalistico e patriottico nelle persone, per trasmettere, soprattutto alle generazioni future, quel bene che gli uomini e le donne del tempo che fu, restituirono a un’Italia, grazie a loro, dopo tante lotte, risorta, mediante il sacrificio. E’ questo il profondo messaggio con il quale un barbiere di Sala Consilina, il signor Domenico Gorga, ha ripresentato anche quest’anno, la cerimonia di ‘ricollocazione’ della bandiera italiana, sulla collina denominata “Piescu Russu”. Un evento al quale hanno partecipato tanti giovani e l’associazione Vallo di Diano dell’Aeronautica Militare, per ricordare lo storico passaggio, per Sala Consilina, di Garibaldi, il 5 settembre 1860. In quella occasione, infatti, il generale si fermò per alcune ore in paese, ospite della nobile famiglia De Petrinis, nell’omonimo palazzo gentilizio dove, all’ epoca, fu ritrovato anche il mozzicone del sigaro che aveva fumato Garibaldi dopo essersi riposato. Alcune credenze vogliono poi che sul "Piescu Russu" (sperone di roccia rossastra che prepotente si erge su tutto il Vallo di Diano), sia stata vissuta una qualche scena storica.. Ma sul grosso macigno, da sempre regnano molte leggende metropolitane. In antichità si sparse addirittura la voce che, allorchè era divenuto un ammasso di roccia pericolante, il grande blocco di pietra fu miracolosamente legato con delle catene, a difesa della città. C’è chi afferma invece che lì, su quel monte, Garibaldi combattè una dura battaglia ma nulla di reale secondo gli storici. L’unica certezza è che l’eroe dei due mondi si fermò dai De Petrinis e che Sala Consilina in quel periodo entrò in Italia. La 'ricollocazione' del tricolore sulla collina punto caratteristico di Sala Consilina è dunque solo un gesto simbolico che, se da una parte colloca il Vallo di Diano nel Risorgimento, dall’altra lascia intendere che mai come in questo momento, in cui ogni giorno che passa, si vede un grande Paese in crisi, l’Italia; mai come oggi, è importante portare in auge. “Solo se dai, avrai” ha detto Domenico Gorga, per il quale l’amore ripaga sempre.

Caterina Guzzo

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