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Premio per la poetessa-infermiera con origini ad Atena Lucana per la sua poesia scritta in tempo di Covid.

In questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria, non mancano le buone notizie. L’Accademia dei Bronzi di Catanzaro ha conferito il 17 novembre 2020 alla poetessa-infermiera Maria Teresa Chechile il Premio Alda Merini per la poesia dal titolo “Mi ero persa”, scritta il 26 marzo 2020, in piena prima ondata Covid. Come premio ha ricevuto un medaglione diamantato e un attestato con motivazione critica.

Il Premio Alda Merini è un premio internazionale, giunto ormai alla sua IX edizione, al quale hanno partecipato poeti di sei nazioni. La poetessa vincitrice, nata a Zurigo ma i cui genitori sono originari di Atena Lucana, lavora come infermiera presso l’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, un comune della regione Marche. Un’infermiera con la passione per la poesia, dunque, passione che la sta portando in giro per l’Italia per varie presentazioni e premi letterari.

“Ho scritto questa poesia mentre andavo a lavoro, in ospedale – ha detto la poetessa-infermiera – Questo riconoscimento è una bella notizia, in mezzo all’emergenza. In questa poesia si intrecciano paure, speranze, e quella primavera che pur tardando ad arrivare vuole trovarci pronti alla rinascita. Tra il perdersi e il ritrovarsi appunto. Credo che l’amore, il sentimento e la passione, in me e attraverso il mio esplicare come infermiera e poetessa, abbiano centrato ancora una volta il bersaglio di quel sentire univoco, tra cura del corpo e cura dell’anima”.

 

La Redazione

Sapri, Antonio e Immacolata. La nuova coppia di campane al Timpone.

Il primo giorno in zona rossa è iniziato per la città della Spigolatrice con un nuovo suono. La comunità parrocchiale dell’Immacolata inneggia alla gloria di Dio con l’aggiunta di due nuove campane all’organico del campanile della chiesa di Sant’Antonio di Padova al Timpone, piccola frazione della città di Sapri.

In occasione delle celebrazioni per il centenario della dedicazione della chiesa del Timpone, i fedeli e i devoti si sono impegnati per fornire il campanile di nuovi suoni: due nuove campane, una intonata in sol, un’altra in la.

L’iniziativa parte dalla necessità di sostituire una campana incrinata e non più ben accordata. Da qui l’idea di arricchire la dotazione campanaria di un’ulteriore campana. Il campanile della chiesa di Sant’Antonio sarà così provvisto di 5 campane che grazie alla diversa altezza dei suoni ed un pregiato studio melodico, potranno essere utilizzate anche per l’esecuzione di melodie e canti della tradizione cattolica.

Ieri, 15 novembre, nel pieno rispetto delle misure anti-Covid, le due campane sono state benedette in un rito pieno di emozione e profonda spiritualità.

Come previsto dal rito, le due campane sono state battezzate dando un nome proprio; la prima ha acquisito il nome di Immacolata, l’altra il nome di Antonio. Il sindaco di Sapri Antonio Gentile e il promotore dell’iniziativa Emiliano Colicchio hanno fatto vibrare per la prima volta il bronzo delle due campane.

Le campane sono la manifestazione della storia e del tempo che trascorre, e per questo particolarmente incisiva è stata l’idea di scolpire su una delle campane un’invocazione di intercessione per la tutela della città dalla pandemia in atto.

La staffetta degli offerenti ha coinvolto non solo i fedeli della città della Spigolatrice e i devotissimi residenti del Timpone, ma sono pervenute offerte da tutta Italia. Molti infatti sono stati i timponari residenti in altre regioni d’Italia che hanno voluto dimostrare la propria devozione al santo di Padova con un contributo volontario.

 

Comunicato Stampa

Sapri, benedizione delle nuove campane nella Chiesa di Sant'Antonio al Timpone.

Grande festa questa mattina per la comunità del Timpone di Sapri. Sono state benedette, infatti, le nuove campane della Chiesa di Sant’Antonio, realizzate in occasione del centenario della dedicazione della Chiesa. Numerosi fedeli hanno partecipato con gioia alla Celebrazione, e la presenza della Protezione Civile ha assicurato il rispetto delle distanze.

Originariamente la Chiesa di Sant’Antonio non era collocata in località Timpone. Era invece situata in località Brizzi ed era una piccola cappella francescana. Successivamente, però, il piccolo edificio è stato portato via a causa della piena del fiume Brizzi. Così nel 1920 i fedeli decisero di edificare una nuova chiesa in località Timpone.

Quest’anno ricorre il centenario della dedicazione della piccola chiesa dedicata a Sant’Antonio. A causa della pandemia legata al Covid-19, però, non è stato possibile organizzare alcuna festa per il centenario né la festa annuale che ricorre a settembre. Così i devoti del Santo hanno deciso di destinare le offerte raccolte in occasione della festa - non più celebrata - per la sostituzione della vecchia campana, risalente al 1872 e ormai incrinata, con due nuove campane, e celebrare con quest’opera il centenario. Una delle nuove campane è dedicata a Maria Immacolata, mentre l’altra è dedicata a Sant’Antonio di Padova.

Il parroco don Nicola Romano ha voluto ricordare all’assemblea riunita che “le campane sono importanti perché sono voce di Dio, ci ricordano che Dio c’è, che ci vuole bene; e ci ricordano che Dio ci aspetta perché possiamo entrare in dialogo con lui e trovarci insieme come comunità. Guai a noi se non sentiamo più suonare le campane”. Le campane, infatti, sono espressione cultuale della comunità ecclesiale, strumento di richiamo per le celebrazioni liturgiche e per altre manifestazioni della pietà popolare.

Anche il sindaco Antonio Gentile ha preso parte alla Santa Messa e ha dato il primo tocco alla campana dedicata alla Vergine Maria. Il secondo tocco per la campana dedicata a Sant’Antonio, invece, è stato dato da Emiliano Colicchio, promotore dell'iniziativa.

 

La Redazione

       

La Diocesi di Teggiano-Policastro e la Caritas tendono la mano ai nuovi poveri. Istituito un fondo per le famiglie. Per accedere alle risorse occorre presentare richiesta ai parroci del paese.

Diocesi di Teggiano Policastro – Seminario Metropolitano "Giovanni Paolo II"

L’emergenza Covid-19 con cui conviviamo ormai da mesi ha segnato profondamente la vita di intere comunità, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche piscologico e soprattutto economico. Sempre più persone lamentano difficoltà per via della perdita di lavoro, riduzione dell’orario o di entrate, cassa integrazione, attività in proprio ridotta o chiusa. A questo si aggiungono le difficoltà nella gestione dei canoni di affitto, gli sfratti per morosità, e i disagi legati alla gestione delle spese per lo studio o la salute. In molti non sono più in grado nemmeno di poter garantire il pranzo alla famiglia. Sono i cosiddetti “nuovi poveri”, le vittime di questo durissimo periodo di crisi. Alla luce di tutto ciò, la Diocesi di Teggiano-Policastro, insieme alla Caritas Diocesana, hanno deciso di scendere in campo per aiutarli. È nato così il “Fondo Solidarietà Famiglia”, rivolto alle persone in difficoltà residenti sul territorio di competenza della Diocesi. Si tratta di una misura straordinaria, tempestiva e limitata nel tempo. Le attribuzioni in denaro, che la Diocesi assegnerà senza obbligo di rimborso o controprestazione, verranno assegnate dopo un’accurata valutazione della Commissione e fino all’esaurimento del Fondo stesso. I beneficiari riceveranno il contributo o in un’unica soluzione o una tantum, in base alle valutazioni interne della Commissione o fino alla variazione reddituale del beneficiario. Gli interessati possono presentare la loro richiesta al parroco della parrocchia di appartenenza, dal 12 ottobre 2020 e fino al 31 maggio 2021. Successivamente, dopo un’accurata indagine, la richiesta verrà indirizzata alla Diocesi di Teggiano Policastro, presso l’ufficio della Caritas Diocesana e sottoposta al vaglio della Commissione.

 

Antonietta Nicodemo

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