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Unità d'Italia. Celebrazioni a Sala Consilina e Scario.

 

 

 

 

 

Si  sono susseguite anche su tutto il territorio salernitano le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Quest’anno ricorre il primo centenario dall’istituzione di questa importante ricorrenza nazionale con cui ci si stringe attorno ai valori patriottici, oggi in crisi. A Scario il Comune con l’Associazione  Nazionale Bersaglieri e il suo presidente Gerardo Scarano sono tornati a dare impulso alle celebrazioni a cui hanno preso parte, oltre al sindaco Ferdinando Palazzo, anche il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sapri, Matteo Calcagnile, il Comandante della Capitaneria di porto di Palinuro, Francesca Del Re, i rappresentanti della Polizia Stradale, i componenti delle associazioni carabinieri in congedo, la Polizia Locale con il comandante Carmelo Fasano, l’Istituto comprensivo Teodoro Gaza con la dirigente Maria Teresa Tancredi.   “Il monumento che abbiamo sul lungomare di Scario- ha ricordato Scarano durante i discorsi ufficiali- è il simbolo della nostra cara Patria. Per essa i nostri eroi, noti e ignoti, tutto hanno donato senza nulla a chiedere . Questa giornata  ricorda proprio questo sacrificio”. La cerimonia si è conclusa poi con la deposizione in mare di una corona ai Caduti. A Sala Consilina il sindaco Francesco Cavallone e le autorità militari hanno animato la celebrazione svoltasi in Piazza Umberto I. L’inno di Mameli e la Corona in omaggio ai caduti sono stati i momenti più toccanti della cerimonia che ha visto partecipare il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sala Consilina Davide Acquaviva, i rappresentanti della Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e i vigili urbani. Diversi i cittadini che hanno voluto commemorare i caduti e i dispersi nelle guerre, e ascoltare  le parole di quanti hanno inneggiato alla Nazione, alla Pace, al Sacrificio per il bene e la libertà di tutti. Un’occasione per riflettere senza superficialità su quelle terribili guerre che hanno funestato i destini degli uomini e la cui memoria deve essere sempre viva, quanto mai oggi che quei fatti sembrano così lontani,  come monito perché non accada mai più.

 

Daria Scarpitta 

 

 

 

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