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Policastro, Nando Melileo vince la II edizione del Festival gastronomico

Vibonati, "Un Borgo In Una Foto"

Si è conclusa ieri sera la prima edizione della kermesse "Un borgo, in una foto", mostra fotografica itinerante svoltasi per il centro storico di Vibonati, caratteristico borgo medievale, a 8 km da Sapri. La mostra,ideata da Luisito Giudice, Lello Pugliese e Gianfranco Marino, coadiuvati dall'associazione culturale "Noi...è il borgo", ha visto protagonisti, per 3 giorni consecutivi, alcuni dei più bei palazzi vibonatesi appartenenti a nobili casate, che hanno aperto le loro porte per ospitare una rassegna fotografica di circa 400 foto, ripercorrendo con i suoi personaggi e con i suoi luoghi, momenti emozionanti del borgo di Vibonati. Le foto, ordinate per nuclei tematici in un arco temporale compreso tra fine 800 ed i giorni nostri, hanno mostrato paesaggi e personaggi, momenti di religiosità e di tradizioni popolari che continuano tuttora a perpetrarsi , come se il tempo si fosse mai fermato. Sembravano infatti uscite dal passato le figuranti, vestite con il tipico abito della tradizione contadina, che hanno accolto gli ospiti ed hanno dispensato prodotti tipici vibonatesi, come soppressata e formaggio caprino. Quattro i palazzi coinvolti nel progetto: palazzo Torre, palazzo Malfitano, palazzo Bello e palazzo de Nicolellis, che hanno ospitato nei loro antichi portali, dislocati in diversi angoli del paese, suggestive fotografie, invitando i numerosi visitatori a porre l'attenzione sul fascino remoto di un borgo tutto da scoprire. Un incontro, dunque, tra generazioni per far riemergere dal passato persone, luoghi ed eventi, il cui scopo principale è stato quello di evidenziare la bellezza di un borgo antico, troppo spesso dimenticato e rivalutare le sue peculiarità sia sotto il profilo delle sensazioni emozionali, sia come risorsa per un turismo più attento, colto e sensibile alle bellezze antiche. A dir poco meravigliosa la location del palazzo de Nicolellis, noto per aver ospitato la notte del 3 settembre 1860 "l'eroe dei due mondi" Giuseppe Garibaldi, dove è stata allestita la mostra personale dell'artista Rachele Furiati, giovane fotografa vibonatese, capace di catturare in un semplice clic istanti unici ed irripetibili, che ha immortalato, in bianco e nero, con uno scatto sapiente, alcuni dei portali e degli scorci più interessanti di Vibonati. Grande successo, dunque, per un progetto pilota, che sebbene agli albori, si ripropone in futuro di emozionarci.

Genny Gerbase

Policastro, Vito Torre si aggiudica il Premio di Poesia "Pasquale Fortunato"

E’ stato Vito Torre di Caselle in Pittari ad aggiudicarsi la settima edizione del Premio di poesia “pasquale Fortunato” che si è svolto nei giorni scorsi a Santa Marina. La sua lirica “il vecchio” è stata premiata per il ritratto che fa degli anziani, spesso sentiti come un peso e a cui viene relegato il compito di ricordare e raccontare con nostalgia in un contesto notevolmente cambiato rispetto a quello in cui sono vissuti. La giuria composta dal parroco di Sapri Don Enzo Morabito, la dirigente scolastica Evidea Ferrara, il giornalista di 105 Tv Gaetano Bellotta, il presidente dell’associazione “Valorizziamo Caselle Rocco Ettorre e il dirigente scolastico Domenico Sateriano ha assegnato un secondo posto ex aequo alle poesie “Figlio mio” di Pierluigi Navazio di Caselle e “Giovane Vita” di Giovanni Antonio Balzano di Sant’Anastasia e il terzo posto a “O primme vase” di Antonio Vitiello di Alfano. Tredici in tutto le poesie finaliste tra cui sonbo stati scelti i vincitori. La serata che è stata accompagnata anche da diversi momenti di spettacolo, ha visto anche la consegna del Premio Cultura 2013 al maestro del coro San Carlo di Napoli Salvatore Caputo, originario di Policastro e dunque orgoglio del comprensorio, che per l’occasione è tornato ad esibirsi al pianoforte tra la sua gente e al poeta cilentano Giuseppe De Vita che sa con le sue liriche in dialetto cilentano dipingere intensi quadri di vita locale. Il concorso “Pasquale Fortunato”, è stato ribadito durante la serata è nato per sensibilizzare l’opinbione pubblica sul problema delle sempre più numerose morti sul lavoro. Per questo durante l’edizione 2013 è stato ricordato il giovane maresciallo della Guardia Costiera Francesco Cetrola, nativo di Santa Marina e scomparso prematuramente nella tragedia del porto di Genova.

Daria Scarpitta

Sapri, Processo alla storia, "assolto Odisseo"

Odisseo tracotante, Odisseo uomo in grado di accettare il suo destino. E’ su questo dilemma che è stato chiamato a decidere il pubblico numeroso che ha preso parte ad una nuova edizione de “I processi della storia” , iniziativa voluta dall’Associazione Identità mediterranee e svoltasi quest’anno a Sapri. Ancora una volta a contendersi il favore della giuria personalità di spicco , il genetista e filosofo Edoardo Boncinelli nei panni del pubblico ministero e il penalista Franco Maldonato in quelli del difensore dell’eroe di Itaca, mentre la Corte era costituita dai Giudici Costituzionali Giuseppe Tesauro e Giancarlo Coraggio e dal Consigliere di Giustizia del Presidente della Repubblica Ernesto Lupo. Il processo si è aperto con una parte teatrale interpretata dalla compagnia Nisivoccia coadiuvata dagli studenti del Liceo Classico Parmenide di Vallo della Lucania e da 5 ragazzi del Liceo Classico di Sapri. Si è partiti con l’annuncio di Apollo, ad Atena, dea protettrice di Odisseo, del processo che si stava inscenando a Sapri sull’eroe greco, un pretesto per poter presentare la pubblico il capo d’imputazione. Odisseo è stato sottoposto a giudizio con l’accusa di aver peccato di Hybris, massimo disonore per i Greci, ossia di tracotanza verso gli dei e gli uomini. A prendere la parola è stato dapprima il dott. Boncinelli che in maniera fluida ha fondato l’accusa su tre fatti compiuti da Odisseo, l’atto sacrilego del furto del Palladio, che avrebbe determinato la caduta di Troia, l’invenzione terribile per gli uomini del cavallo come artifizio per vincere la guerra, e l’arroganza mostrata nella celebre risposta data a Polifemo. A confutare le sue tesi è poi intervenuto l’avvocato Maldonato che ha portato in difesa di Odisseo numerose evidenze letterarie di epoche e nazioni diverse, rigettando come un’invenzione di Virgilio, autore dell’Eneide, l’episodio del furto del Palladio non raccontato nei celebri poemi greci e definendo l’espediente del cavallo un normale artifizio dell’qarte della guerra, chiamando a sostegno di ciò la legittimità dell’inganno teorizzata da Machiavelli e i trucchi di guerra di Annibale. Le sue tesi volte a dimostrare che Odisseo fu tutto ma non tracotante, perché accettò di sottomettersi al proprio destino, rifiutando anche l’eterna giovinezza promessagli, a quanto pare sono riuscite a convincere la giuria saprese che con 350 voti a favore e 150 contro ha deciso di assolvere l’eroe di Omero. Una bella pagina del passsato raccontata e vissuta secondo più punti di vista. Domenica a San Giovanni a Piro un nuovo processo verrà messo in scena , questa volta al cognato di Napoleone, Gioacchino Murat.

Daria Scarpitta

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