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Le chiavi di Maratea a Cesare Cremonini. Cittadinanza onoraria al cantautore bolognese.

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Chi non ha sognato su queste note inconfondibili! E pensare che sono state composte a Maratea. E’ stato Cesare Cremonini stesso a raccontarlo nella sua autobiografia “Le ali sotto i piedi”. “Vorrei”, hit del 1995, fu scritta mentre il cantautore si trovava nella cittadina lucana nell’abitazione dei suoi genitori, dove da piccolo trascorreva le sue vacanze e dove ancora oggi torna, immortalando sui social le bellezze di Maratea e descrivendo il suo piacere nel poterne godere. E’ per questo legame mai nascosto tra Cremonini e Maratea che  l’amministrazione comunale ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria. Nella seduta di martedì del consiglio comunale, è stata approvata la proposta del gruppo di maggioranza guidato dal sindaco Domenico Cipolla che è riuscito, dopo una serie di contatti e di interlocuzioni con il cantautore iniziati nel 2015, a portare a termine questo progetto superando la riservatezza dell’artista. Il conferimento ufficiale probabilmente avverrà  durante l’estate, periodo in cui è più probabile che Cremonini, libero dagli impegni, si conceda qualche giorno di relax a Maratea. Nella motivazione approvata dal consiglio comunale c’è tutto il senso di una iniziativa che dà ancora più lustro alla cittadina tirrenica e finisce per siglare un rapporto già consolidato tra l’artista e Maratea.  “Il conferimento della cittadinanza onoraria a Cesare Cremonini – si legge-  vuole essere il suggello di un legame mai reciso tra l’artista e la nostra città, che è per lui un “luogo del cuore” che accende ricordi, emozioni e sensazioni. Il nome di Cremonini è legato indissolubilmente a Bologna, la sua città natale, ma anche a Maratea, in cui il cantautore fa ritorno assiduamente e che non manca mai di ricordare e di nominare come luogo familiare, una sorta di buen retiro, di tregua dalle fatiche e dalla frenesia della vita artistica.”  Il Comune ha espresso l’orgoglio di poter annoverare  Cremonini tra i suoi concittadini illustri, lui che, celebrando pubblicamente il legame affettivo con Maratea ne promuove l’immagine in tutta Italia  e da questi luoghi trae ispirazione per le sue bellissime canzoni.

Daria Scarpitta

"La rivolta di Sapri" di Maldonato all'UniSa per una riflessione su Costituzione e regionalismo.

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E’ approdato nelle aule dell’Università di Salerno il libro dell’avvocato Franco Maldonato “La rivolta di Sapri”, quanto mai attuale oggi perché dedicato all’azione che portò  all’apertura dell’ospedale Immacolata, e arricchito in questa sua terza edizione  da un saggio sulle rivolte meridionali degli anni ’70. Ad introdurre l’incontro il Rettore Aurelio Tommasetti  che ha sottolineato l’importanza  dell’approfondimento per gli studenti universitari viste le riflessioni aperte dal libro sul regionalismo, in un periodo come quello attuale in cui a livello nazionale si va ripensando l’esperienza delle Regioni. Anche il Prof. Giuseppe Di Genio, docente della cattedra di Diritto Costituzionale della Facoltà di Giurisprudenza, nell’ambito delle cui attività è stato organizzato il seminario formativo con Maldonato, ha messo l’accento sulla lettura che l’autore ha dato a queste lotte con primo piano il ruolo della Costituzione e il significato delle Regioni, ieri come oggi. Sì, perché il libro “La rivolta di Sapri” cerca  di capire i motivi che hanno portato a quelle azioni così estreme eppure decisive. “Non si è trattato di semplice ribellismo- ha spiegato Maldonato-  Questo libro nasce dalle affermazioni  dei detrattori della rivolta che all’indomani di quegli accadimenti li bollarono come un conato del ricorrente ribellismo delle genti meridionali”. Proprio questa definizione ha spinto l’autore ad interrogarsi su quanto avvenne prima dei fatti di Sapri nel Meridione. Andando a ritroso  ci furono, intorno agli anni ’70, altre ribellioni, ad Avola in Sicilia, prima, e poi a Battipaglia, Reggio Calabria, L’Aquila, Eboli. Ribellioni contro diritti negati, quello del lavoro, o quello ad una propria storia ed identità, come a Sapri fu invece per il diritto alla salute. Maldonato ha dunque spiegato  che se un legame c’è stato tra tutti questi episodi meridionali  esso fu la rottura del patto costituzionale. “Queste lotte- ha spiegato l’avvocato- non furono ribellismo ma una reazione legittima al tradimento dei diritti sanciti dalla Costituzione e avvennero  nel momento in cui si affermarono le Regioni. Non furono frutto dunque  della sfiducia nei confronti dello Stato ma nei confronti di questo nuovo livello istituzionale che anche oggi è al centro della discussione circa la sua validità”. All’incontro hanno assistito anche alcuni studenti dell’Istituto Da Vinci di Sapri accompagnati dal loro dirigente Corrado Limongi ed alcuni esponenti del nuovo Comitato di lotta per l’ospedale dell’Immacolata.

Daria Scarpitta

Teatro in Sala. Presentata la XXIII edizione.

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12 appuntamenti in cartellone, di cui 5 in concorso, una recita di danza contemporanea, 1 matineè per le scuole nell’ambito della giornata della legalità e un fuori programma con il fenomeno dei Casa Surace. Si condensa così la XXIII edizione di Teatro in Sala, storica rassegna dedicata alle compagnie amatoriali organizzata dal Comune di Sala Consilina e dall’Associazione “I Ragazzi di San Rocco ”. Stamane si è tenuta la conferenza stampa di presentazione alla presenza del sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone, del presidente dell’associazione organizzatrice Franco Freda  e del vicepresidente della Banca del Cilento Rosa Lefante. Si comincerà con l’evento inaugurale del 16 dicembre prossimo  alle 18, poi si dispiegheranno i vari spettacoli fino alla finale prevista per il 7 aprile quando verranno annunciati i vincitori di questa edizione. Ad accogliere le rappresentazioni il teatro comunale “Mario Scarpetta” di Sala Consilina con i suoi 475 posti a sedere, una casa propria che è uno dei punti di forza di questa manifestazione che, è stato ribadito oggi, è tra le più longeve  ed è un appuntamento culturale imprescindibile nel comprensorio. Tra le novità di quest’anno il protocollo d’intesa sottoscritto con le istituzioni scolastiche  che potranno avvalersi di questa iniziativa come strumento di divulgazione della cultura teatrale e che parteciperanno anche ad una rappresentazione mattutina e il fuori programma legato alla presentazione teatralizzata del nuovo libro di Casa Surace.

 

Pagine in...Musica. Aléxein Mégas e le sue colonne sonore tra elettronica e intimismo.

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Via dalle gabbie, no alle costrizioni, sì ad un rapporto più vero con lo scorrere del tempo e con se stessi. Aléxein Mégas si racconta nella rubrica Pagine in...Musica e, incalzato dalle domande di Daria Scarpitta, presenta il suo primo cd, The White Bird, dove emerge tutta la sua ricerca autorale, il suo carattere di musicista in bilico tra elettronica e soundtrack. Sì, perchè il futuro di questo artista, ritornato nel Cilento, nella sua Casal Velino, per rigenerarsi di autenticità, è inequivocabilmente legato alle colonne sonore. 

Guarda l'intervista di 105 Tv e ascolta i brani del primo lavoro di Aléxein Mégas: 

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