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Golfo, cineteatri vuoti. "La cultura apre nuovi scenari. Non possiamo smettere di resistere". Il commento di Daria Scarpitta

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Abbiamo finito anche gli alibi. Se rimaniamo indifferenti perfino ad un costo di 40 euro, pagabili a rate manco si trattasse di una lavatrice e non di cultura, vuol dire che abbiamo perso la vivacità intellettuale che ci porta a voler scoprire e partecipare, la curiosità verso la vita e le sue esperienze, il desiderio di stare con gli altri e di condividere, la voglia di migliorare la qualità della vita stessa. E’ un’abulia generalizzata quella di questi tempi, ma che da noi può fare più male che altrove, perché qui la parola resistere ha un significato atavico quanto vitale. Si resisteva ai tempi della Guerra, quando si lavorava la terra con tanta fatica e il sogno di un domani diverso, si resisteva per far aprire l’ ospedale, si resiste oggi per mantenere i servizi e  tentare di conservare i giovani e la vitalità in un territorio che riluce solo poche settimane all’anno, e non grazie a noi, ma per riflesso di quanti ancora ci scelgono. Fortunatamente non è solo e sempre così, perché di esempi e cose positive questa terra ancora ne ha da trasmettere, ma non basta. Qui non ci possiamo permettere il lusso di smettere di resistere. E invece la partecipazione e l’attivismo, che siano per l’espressione semplice del proprio pensiero, per l’organizzazione di un evento o per la mera visione di uno spettacolo, si stanno riducendo al lumicino, segno di un impoverimento culturale e sociale che va frenato. Se si sceglie l’isolamento, se si assume la posizione passiva “da telecomando” per la fruizione della vita, il risultato è la chiusura di questo territorio su se stesso. In tutti i campi. Bene fa la Graficamente a concretizzare la ‘resistenza’ , a fare resilienza, mantenendo gli impegni, ricordando a tutti che abbiamo chiesto a gran voce di avere un cinema, un teatro, una sala e che questi sono beni che vanno difesi con le unghie e con i denti. Non bisogna mollare. Andrebbe  garantito il normale avvicendamento tra noi abitanti, che siamo comunque numerosi. Oggi mi libero dagli impegni e vado io, domani vai tu e così via… affinché i nostri teatri non siano mai soli e non siano mai chiusi. E non per fare un favore ad una società privata, ma per favorire noi stessi e i nostri figli che sono il futuro, per dare loro il diritto e il privilegio di vivere il teatro e di avere un luogo dove agire la cultura. Che dà idee, promuove pensieri e apre nuovi scenari.

Daria Scarpitta

Sapri-Policastro, biglietti in saldo per la nuova stagione teatrale.

 

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Al teatro con poco più di sei euro, una somma irrisoria che si spera spinga la gente ad avvicinarsi al teatro di qualità. Nel Golfo di Policastro è scattata l’operazione “ Il teatro per tutti “ pensata da Graficamente, la società che gestisce il cine teatro di Sapri e quello di Policastro per la nuova stagione teatrale. La rassegna prevede complessivamente sei spettacoli ad animarli saranno Simone Schettino, Rosalia Porcaro, Franco Guzzo, Gaetano De Martino, Salvatore Misticone di Made in Sud  e il divertentissimo Showkezze di Lallo Circosta e la grande arte di un ritrovato Flavio Bucci. Per consentire a tutti di recarsi al teatro graficamente ha ridotto all’osso i prezzi dei biglietti. Basti pensare che un solo spettacolo costerà 10 euro e un abbonamento per tutti e sei è di appena 40 euro, poco più di sei euro a spettacolo. L’abbonamento lo si potrà pagare anche a rate. Previste convenienti  soluzioni anche  solo per i 4 appuntamenti al Teatro  di Sapri  e per i due in calendario al teatro di Policastro. “ L’iniziativa – spiega Fabrizio Mantova - è nata oltre che per rinnovare e alimentare la tradizione culturale e artistica del territorio, anche per combattere la crisi e andare incontro all’esigenze di tutti “ .Si parte il 25 gennaio con il recital di Simone Schettino al cine - teatro Ferrari di Sapri

antonietta nicodemo 

 

 

 

Da Torre Orsaia ai mercati internazionali investendo nel lusso. La storia dell'imprenditore Giuseppe Pancione.

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41 anni, di Torre Orsaia, Giuseppe Pancione è un figlio del territorio che , partito dall'esperienza maturata in un'azienda di serramenti di Buonabitacolo, ha spiccato il volo, creando una propria impresa, la Luxury Windows Italia, che opera più o meno nello stesso settore ma è riuscita a collocarsi nel mercato internazionale del lusso. 

L'origine del successo di Pancione è da ricercarsi nei geni, visto che è il figlio di quell'Addolorata, titolare della storica osteria di Torre Orsaia, e nella passione per i viaggi e le culture diverse che lo ha portato, giovanissimo, a compiere  il giro del mondo.

Ora, dopo aver deciso di lanciarsi in questa nuova avventura in proprio, può ritenersi soddisfatto. La sua azienda, che è ubicata a Roma, vanta diverse sedi all'estero e lavori per sceicchi e capi di Stato.

La sua storia e i suoi consigli per i giovani in questo servizio di Daria Scarpitta:

Le chiavi di Maratea a Cesare Cremonini. Cittadinanza onoraria al cantautore bolognese.

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Chi non ha sognato su queste note inconfondibili! E pensare che sono state composte a Maratea. E’ stato Cesare Cremonini stesso a raccontarlo nella sua autobiografia “Le ali sotto i piedi”. “Vorrei”, hit del 1995, fu scritta mentre il cantautore si trovava nella cittadina lucana nell’abitazione dei suoi genitori, dove da piccolo trascorreva le sue vacanze e dove ancora oggi torna, immortalando sui social le bellezze di Maratea e descrivendo il suo piacere nel poterne godere. E’ per questo legame mai nascosto tra Cremonini e Maratea che  l’amministrazione comunale ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria. Nella seduta di martedì del consiglio comunale, è stata approvata la proposta del gruppo di maggioranza guidato dal sindaco Domenico Cipolla che è riuscito, dopo una serie di contatti e di interlocuzioni con il cantautore iniziati nel 2015, a portare a termine questo progetto superando la riservatezza dell’artista. Il conferimento ufficiale probabilmente avverrà  durante l’estate, periodo in cui è più probabile che Cremonini, libero dagli impegni, si conceda qualche giorno di relax a Maratea. Nella motivazione approvata dal consiglio comunale c’è tutto il senso di una iniziativa che dà ancora più lustro alla cittadina tirrenica e finisce per siglare un rapporto già consolidato tra l’artista e Maratea.  “Il conferimento della cittadinanza onoraria a Cesare Cremonini – si legge-  vuole essere il suggello di un legame mai reciso tra l’artista e la nostra città, che è per lui un “luogo del cuore” che accende ricordi, emozioni e sensazioni. Il nome di Cremonini è legato indissolubilmente a Bologna, la sua città natale, ma anche a Maratea, in cui il cantautore fa ritorno assiduamente e che non manca mai di ricordare e di nominare come luogo familiare, una sorta di buen retiro, di tregua dalle fatiche e dalla frenesia della vita artistica.”  Il Comune ha espresso l’orgoglio di poter annoverare  Cremonini tra i suoi concittadini illustri, lui che, celebrando pubblicamente il legame affettivo con Maratea ne promuove l’immagine in tutta Italia  e da questi luoghi trae ispirazione per le sue bellissime canzoni.

Daria Scarpitta

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