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Morte Casalnuovo, la sentenza definitiva della Cassazione. Assolto il Maresciallo Cunsolo.

La morte di un ragazzo e quel calcio alla giustizia – La Voce di New York

La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione del maresciallo dei carabinieri Giovanni Cunsolo in merito alla morte del giovane di Buonabitacolo Massimo Casalnuovo avvenuta nel 2011. Nella serata di ieri la pronuncia definitiva della Suprema Corte. Si chiude così un’annosa vicenda che aveva diviso a lungo gli animi sul territorio valdianese. Cunsolo era già stato assolto dal Tribunale di Sala Consilina, poi era stato condannato in secondo grado  e, per decisione della Cassazione, era stato sottoposto ad un nuovo processo di secondo grado da cui era uscito ancora una volta con l’assoluzione. Il procuratore generale non aveva presentato opposizione alla sentenza d’appello ma la famiglia di Casalnuovo aveva deciso di rinnovare le proprie ragioni presentando ricorso. Adesso dunque  si attendeva la terza e ultima pronuncia e nella giornata di ieri la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalle parti civili confermando l’assoluzione piena  per il maresciallo. Massimo Casalnuovo morì ad un posto di blocco dei carabinieri, cadde dal suo scooter battendo la testa fatalmente. Il maresciallo, all’epoca dei fatti comandante della stazione di Buonabitacolo e oggi in servizio a Centola-Palinuro, era stato accusato di aver con un calcio determinato lo slittamento del mezzo. Accuse ora definitivamente cadute. “ Si è chiuso un incubo durato nove anni- ha commentato l’avvocato Renialdo Lagreca difensore con l’avvocato Michele Pinto del maresciallo- Rimaniamo sereni, senza manifestazioni di gioia inopportune  visto che la vicenda riguarda un evento luttuoso e drammatico. Il calvario del maresciallo Cunsolo, però, speriamo che faccia comprendere a tutti che i processi non si celebrano in piazza, nelle strade o sui social ma in tribunale e nei palazzi di giustizia dove è consentito  alle parti di dire “mi oppongo”  e a ciascuno di rappresentare la propria opinione”.

 

Daria Scarpitta

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