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PETROLIO, INCHIESTA "TEMPA ROSSA". DUE IMPRENDITORI DI POLLA A GIUDIZIO PER SMALTIMENTI ILLECITI

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Udienza preliminare per l’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata più nota come “Tempa Rossa” che portò alle dimissioni  dell’allora ministro Federica Guidi a causa del coinvolgimento del fidanzato nella vicenda. 47 sono state le persone rinviate ieri a giudizio dal Tribunale di Potenza assieme a dieci società tra cui L’Eni e il gruppo petrolifero Criscuolo di Polla.Per quanto riguarda gli imprenditori valdianesi coinvolti, due di loro, Pasquale CRiscuolo e Francesca Vitolo, che rispondevano di truffa aggravata finalizzata ad ottenere erogazioni pubbliche,al termine del rito abbreviato  sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Andranno invece a processo Giuseppe e Carmela Criscuolo per l’ipotesi di concorso in uno smaltimento illecito di rifiuti derivanti dalle estrazioni petrolifere del Centro Oli di Viggiano. Per la stessa accusa è stata, infine,  prosciolta un’impiegata dell’azienda valdianese, Teresa Carlucci, per cui è stato disposto il non luogo a procedere. Il processo, che vedrà imputati dunque anche i due imprenditori valdianesi, si aprirà a novembre. Il Gruppo Criscuolo esce fuori, dunque,  dallo scandalo legato alla truffa per le erogazioni pubbliche ma resta coinvolto nel capitolo dell'inchiesta sui presunti smaltimenti illeciti  degli scarti del Centro Oli che ipotizza, tra l'altro, uno sforamento dei limiti per le emissioni in atmosfera. Le decisioni assunte ieri non riguardano il filone nell’ambito del quale era indagato il fidanzato dell’ex ministro Guidi che è stato già trasferito alla Procura di Roma per competenza e su cui vi è una richiesta di archiviazione. 

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