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Caso Mastrogiovanni. Il movimento di giustizia "Robin Hood" chiede la condanna anche per gli infermieri

Arriva il primo ricorso in Appello contro la sentenza sul caso Mastrogiovanni. La Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood, che si occupa del rispetto della legalità e dei diritti umani, contro ogni forma di discriminazione e abuso di autorità , offrendo anche assistenza legale tramite “avvocati senza frontiere”, ha preannunciato che la settimana prossima depositerà istanza al P.G. di Salerno e al Pm Martuscelli. L’ impugnazione della sentenza di primo grado arriverebbe per i motivi che già in parte erano emersi il giorno dopo la lettura del dispositivo, ossia le condanne dei medici, giudicate troppo miti dall’associaizone nazionale e l’assoluzione degli infermieri considerata ingiustificata. La Onlus non accetta il rpincipio secondo il quale agli infermieri è stato riconosciuto di aver admepiuto semplicemente ad un dovere, cioè all’ordine del medico. “Questa tesi- afferma in un comunicato il presidente di Avvocati Senza Frontiere Pietro Palau Giovannetti- non tiene conto dell' obbligo di garanzia incombente sugli infermieri nei confronti dei pazienti e non tiene conto dello status professionale degli infermieri stessi.” Nell'istanza d’appello associaizone chiede anche che venga data una diversa qualificazione giuridica al fatto ( riconoscendo il reato di omicidio preterintezionale) e si ritengano le aggravanti prevalenti sulle attenuanti, non equivalenti. Robin Hood, prima a schierarsi anche contro la conduzione del processo da parte del pm Martuscelli, chiede inoltre nell’impugnare la sentenza che in merito la Dr.ssa Ruperto venga indagata anche per le ipotesi di reato di falsa testimonianza rinvenibili dal verbale del dicembre 2009 e che per il primario, il Dr. Di Genio, si provveda alla riquantificazione della pena riconoscendo le circostanze aggravanti prevalenti sulle attenuanti . Una presa di posizione forte che bisognerà vedere se verrà seguita anche dalle altre pati civili. Al momento gli avvocati dei familiari del maestro cilentnao morto dopo un tso al reparto di psichiatria di Vallo, non hanno ancora presentato appello ma non eslcudono di impugnare anhce loro la sentenza.

Daria Scarpitta

 

 

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