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Policastro, negozi sul lungomare. Assolti i tecnici per abuso d'ufficio. Continua il processo sugli abusi edilizi.

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Cade il reato di abuso d’ufficio, da definire ancora quello di abuso edilizio sul caso della costruzione dei locali commerciali sul lungomare di Policastro. Il Tribunale di Lagonegro ieri ha assolto con formula piena dall’accusa di abuso d’ufficio i due ex tecnici del Comune di Santa Marina Antonio Berretti  e Michele Galardo perché il fatto non sussiste. Nella stessa giornata era attesa l’audizione come testimone dell’ingegnere Carmine Del Verme in merito all’altro filone  in cui venne divisa l’indagine, quello cioè relativo all’accusa di abuso edilizio, ma l’attuale funzionario dell’ufficio tecnico comunale non si è presentato e dunque l’udienza su questo secondo aspetto è stata rimandata al prossimo 22 febbraio. La vicenda ebbe inizio nel 2015. I due tecnici vennero accusati in concorso di abuso d’ufficio. Venne contestato infatti che Berretti aveva assegnato l’incarico di progettista,direttore dei lavori e responsabile della sicurezza a Galardo, nonostante egli fosse anche Responsabile del procedimento. Cosa che poi  nel corso del dibattimento è risultata non essere avvenuta, di qui l’assoluzione per entrambi. Nel corso però degli accertamenti urbanistici compiuti sui negozi di Via Tirrenia venne fuori che i locali erano stati realizzati in totale difformità alle autorizzazioni, in una zona peraltro sottoposta a vincolo paesaggistico. I negozi , infatti, risultarono dagli accertamenti della Procura sopraelevati rispetto al progetto originario, con l’ambiente seminterrato abusivo e vennero evidenziate una serie di difformità prospettiche . I due tecnici , in questo secondo caso assieme al titolare della ditta esecutrice, la Sacco,  vennero imputati anche per questi abusi edilizi. Su questo secondo aspetto del procedimento ancora deve essere pronunciata la sentenza finale. Nell’ambito della stessa indagine , infine,  era andato  già prescritto il reato di falsità contestato al tecnico Guastalegname poiché aveva rilasciato una certificazione che attestava la conformità delle opere alle autorizzazioni.

Daria Scarpitta

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