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MOBBING ALLA GELBISON-CERVATI. LA CORTE D'APPELLO CHIEDE LA PERIZIA SUL CASO DI ROSETTA FIERRO. APPRODO' A LE IENE UN ANNO FA.

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Una consulenza medico-legale per venire a capo di quanto denunciato dalla dipendente della Comunità Montana Gelbison-Cervati, Rosetta Fierro, e approdato anche in un chiacchieratissimo servizio de Le Iene, esattamente un anno fa. La Corte d’Appello di Salerno, dove si è aperto il caso nei giorni scorsi, ha deciso di dare mandato ad un perito per cercare di chiarire se effettivamente la donna abbia subito danni psicologici a seguito di questa vicenda, come ha più volte asserito scoppiando anche in lacrime di fronte alle telecamere nazionali. La Fierro raccontò di essere stata demansionata e costretta per 13 anni a non fare nulla, ad andare a lavoro in un’ambiente ostile, in una stanza isolata, senza alcun compito. E questo per un’osservazione fatta su un pagamento destinato al direttore generale dell’ente che non le quadrava. La vicenda aveva condotto già ad una pronuncia del Giudice del Lavoro, che aveva escluso le accuse di mobbing pronunciandosi a favore dell’ente montano. Subito dopo il servizio de Le Iene si era parlato di un possibile nuovo collocamento della Fierro, in base a quanto promesso davanti alle telecamere di Italia Uno proprio dal direttore generale Rizzo, ma al momento le parti sono ferme ciascuna sulla propria posizione e attendono al conclusione dell’Appello, subordinata ai risultati della nuova perizia commissionata dalla Corte. Una perizia su cui si concentrano le speranze della dipendente alla ricerca di una giustizia riconosciuta dal Tribunale e non solo dal mezzo televisivo.

 

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