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PROCESSO CHERNOBYL VERSO LA PRESCRIZIONE. I TIMORI DEL CODACONS VALLO DI DIANO.

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Potrebbe finire come una bolla di sapone il processo Chernobyl relativo allo smaltimento illecito di rifiuti che ha coinvolto anche alcuni terreni del Vallo di Diano. Ad esprimere questa preoccupazione è il responsabile del locale Codacons Roberto De Luca che ha partecipato all’udienza dibattimentale svoltasi mercoledì presso il tribunale di Salerno dopo una lunga serie di rinvii. Ad essere sentito come testimone nel corso della seduta è stato il Maresciallo del NOE di Caserta che prese parte alle indagini.“Nell’interrogatorio – ha commentato De Luca- abbiamo sentito distintamente che si faceva riferimento a rifiuti speciali non pericolosi e alla matrice liquida, quando, invece nella richiesta di rinvio a giudizio dei 38 indagati firmata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere si parlava di fanghi tossici, assolutamente pericolosi in quanto rifiuti speciali da smaltire in discarica”. Il timore, già più volte palesato da De Luca, è che ci si stia avviando velocemente verso la prescrizione, tenuto conto che già tutti i reati contestati, con l’eccezione di quello di disastro ambientale, sono già, ad oggi, prescritti. Poiché si è parlato di rifiuti non pericolosi in aula, secondo De Luca, anche l’ultimo reato contestato potrebbe cadere. L’esito si dovrebbe conoscere nel giro di due settimane. Il 14 febbraio è stata infatti fissata la discussione finale. Nell’udienza di ieri intanto era presente anche l’avv. Matteo Marchetti dell’Ufficio Legale Regionale dell’associazione Codacons, costituitasi parte civile. E’ stato proprio il Codacons con i suoi rappresentanti a sottolineare che. nonostante si parli di rifiuti non pericolosi nel corso della seduta. è emerso che non sono stati effettuati rilievi o indagini sui suoli nonostante la Procura avesse dato mandato ai sindaci dei Comuni interessati di intervenire, richiesta rimasta lettera morta. “Si ipotizza – ha concluso Roberto De Luca- che il 14 febbraio si prenderà soltanto  atto che 980mila tonnellate di rifiuti illecitamente smaltiti non costituiscono un danno così ingente per l’ambiente da dar luogo a un cosiddetto “disastro ambientale”. Tanto più che il solo teste interrogato, alla domanda da parte del Pubblico Ministero se risultasse che questi sversamenti avessero prodotto dei danni alla salute dei cittadini, ha prontamente risposto che ciò non risultava. Saranno stati fatti quindi - ha detto con ironia De Luca- studi epidemiologici i cui risultati sono davvero confortanti e di cui non siamo mai venuti a conoscenza.”

Daria Scarpitta

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