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POLICASTRO. PORTO SOTTO SEQUESTRO. DUE DENUNCE PER INQUINAMENTO AMBIENTALE.

Sequestro preventivo al porto di Policastro. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Lagonegro, gli uomini della Guardia Costiera diretti dal maresciallo Massimo Angeloni hanno provveduto ad apporre i sigilli nell’area cantiere per i lavori di messa in sicurezza e completamento della banchina molo di sopraflutto e dragaggio dei fondali. Due le persone denunciate per inquinamento ambientale, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Santa Marina Carmine Del Verme e il direttore dei lavori della ditta di Napoli Vincenzo Conte. Secondo quanto indicato nel provvedimento emesso dal Gip, nell’esecuzione dei lavori non sono state rispettate, tra le altre cose, le norme in materia di smaltimento dei rifiuti. In particolare il ripascimento della spiaggia è stato effettuato con sabbia contenente materiale pericoloso per l’ambiente e la salute pubblica. Secondo quanto accertato dalla Procura  sulla scogliera e sulla banchina sono stati depositati i materiali prelevati dai fondali senza alcun tipo di filtraggio. Le analisi dei prelievi eseguiti sul posto da personale dell’Asl e dell’Arpac dimostrano che la sabbia usata per il ripascimento è contagiata da due tipi di batteri : escherichia coli ed enterococchi. Il sequestro del cantiere è uno degli ultimi atti dell’inchiesta che sta interessando da diversi mesi il porto di Policastro. A breve, infatti, dovrebbe terminare con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli eventuali responsabili dell’inquinamento ambientale causato dai lavori di messa in sicurezza e  completamento della banchina di sopraflutto e di dragaggio del porto. Nel fascicolo anche materiale video e fotografico.Per il momento l’indagine dà ragione ai turisti  e agli  ambientalisti che per una intera estate hanno posto dubbi sulla legittimità dei lavori e messo in evidenza i danni che avrebbero potuto creare all’ambiente e alla salute. Fino a nuove disposizione nell’area cantiere finita sotto  sequestro è vietato l’accesso a qualsiasi  mezzo e attività  per consentire il prosieguo dell’indagine penale.    Il sindaco Giovanni Fortunato ha sempre dichiarato che i lavori  erano in regola con tutte le norme in materia. 

Antonietta Nicodemo 

 

 

 

 

 

 

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