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Torraca, la cabina Enel è abusiva e pericolosa. Dopo 33 anni arriva la sentenza della Cassazione. Il Tar ordina al Comune lo spostamento.

 

 

E’ abusiva ed è situata in una zona  sismica e in a rischio idrogeologico. E’ la cabina primaria Enel in località San Martino nel Comune di Torraca. La sua illegittimità e pericolosità lo riferiscono gli atti giudiziari che sono stati prodotti durante il lungo procedimento iniziato nel 1986 con il ricorso presentato dall’imprenditore turistico Fulvio Manzione. Trentatrè  anni fa impugnò il piano regolatore del Comune nella parte che prevede la costruzione dell’impianto

Enel su 18 ettari del suo fondo. E mentre la Giustizia discuteva la questione il manufatto contestato autorizzato dall ‘Ente Locale è stato costruito  nel bel mezzo del fondo in cui insiste l’azienda agrituristica:  “ Villaggio Rurale San Martino “, di cui è titolare lo stesso imprenditore. Quest’anno è arrivata la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato e del Tar che di fatto hanno dato ragione al ricorrente. Nel giugno scorso  il Tribunale Amministrativo ha ordinato al Comune di procedere all’esproprio o alla delocalizzazione della struttura di proprietà dell’Enel. In queste ultime settimane l ‘Ente Locale ha chiesto al Tar la proroga dei termini che erano stati fissati nella precedente ordinanza per lo spostamento della struttura, per la quale è stata individuata ormai da tempo anche un’ area alternativa.  Intanto la stessa cabina è divenuta oggetto di una lettera- denuncia che il 10 ottobre scorso sempre Manzione  ha consegnato al Comune e ai Carabinieri. Nella missiva spiega che : “ durante il black – out del 7 ottobre, che interessò Sapri e paesi limitrofi, nel  manufatto dell’ Enel fuorilegge si sono registrate 2 pericolose esplosioni con grandi fiammate. A notarle sono state anche altri residenti di località San Martino” . Nella lettera Manzione evidenzia la pericolosità della struttura per l’incolumità pubblica. “ Oltre a insistere in un’area sistima – precisa - il manufatto è  obsoleto e funziona con gas pressurizzati” . Dopo le fiammate registrate durante il recente black-out ,  in località San Martino di Torraca, è forte il timore che la cabina Enel possa esplodere. A questo punto si spera in un’ immediato spostamento dell’impianto

 

 

 antonietta nicodemo 

 

Caso Malzone, udienza preliminare rinviata al 15 maggio. Processo Casalnuovo, si riparte con una nuova perizia.

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Doveva tenersi ieri l’udienza preliminare sul caso di Massimiliano Malzone, il 39enne di Montecorice morto durante un Tso presso l’ospedale di Sant’Arsenio nel 2015. Il gup del Tribunale di Lagonegro avrebbe dovuto pronunciarsi sul rinvio a giudizio o meno dei sette sanitari indagati nella vicenda. Ma per un difetto di notifica la seduta è stata rinviata al prossimo 15 maggio.  Ancora dunque una dilazione per questa vicenda che ha diverse analogie con altri due casi di morte in psichiatria verificatisi a sud di Salerno, a partir dai nomi dei 3 medici coinvolti, tutti già condannati per il caso Mastrogiovanni. Una vicenda, quella di Malzone, che però aveva stentato ad avviarsi vista la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Lagonegro a cui la famiglia si è opposta strenuamente ottenendo l’accoglimento della propria istanza da parte del gip lo scorso anno. Secondo l’accusa, su Malzone  non sarebbero  stati eseguiti i necessari controlli cardiologici durante i dodici giorni di terapia che hanno preceduto il decesso. Bisognerà attendere ora la primavera inoltrata per tornare in aula e conoscere se si aprirà o meno il processo. E’ invece ripreso lunedì  a Salerno quello sulla morte di Massimo Casalnuovo, il giovane di Buonabitacolo deceduto nel 2011 dopo una caduta dallo scooter  nei pressi di un posto di blocco dei carabinieri.  Era stata la Cassazione a decidere di annullare la  sentenza di appello pronunciata dalla Corte di Potenza e di rimettere gli atti alla Corte di Appello di Salerno per un nuovo esame, in particolare sulle motivazioni, accogliendo l’istanza della difesa dell’unico imputato, il maresciallo Cunsolo. Il Presidente della Corte d’Appello nella seduta del 25 febbraio scorso ha disposto una nuova perizia sullo scooter a bordo del quale si trovava Casalnuovo e sulla suola della scarpa del maresciallo. L’obiettivo verificare al di là di ogni dubbio le eventuali responsabilità del carabiniere in merito al presunto calcio sferrato al ciclomotore. Lunedì prossimo verrà dato l’incarico ad un consulente che poi avrà tra i 60 e i 90 giorni per presentare la propria relazione.

Daria Scarpitta

Ametrano incompatibile, grillini non rispettano il termine di notifica e perdono anche in Appello. Dovranno pagare 10 mila euro di spese.

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Anche la Corte d’Appello di Salerno ha respinto il ricorso dei 5stelle sulla incompatibilità di Marcello Ametrano, che all’epoca dei fatti ricopriva sia il ruolo di consigliere comunale a Vallo della Lucania che di presidente della Yele, partecipata del Comune.  I grillini avviarono il procedimento dinanzi al Tribunale di Vallo che già nell’aprile 2017 dichiarò improcedibile il ricorso. Poi la nuova istanza presentata alla Corte d’Appello di Salerno perché venisse accertata l’incompatibilità  e pronunciata la decadenza dall’incarico di consigliere, pur se nel frattempo Ametrano si era dimesso dalla presidenza della Yele. Il collegio giudicante di Salerno, però, ha ritenuto l’appello infondato per la stessa eccezione sollevata già in primo grado dalla difesa di Ametrano, ossia perché il ricorso violava il termine perentorio di notifica.Si aggrava la posizione dei 5 stelle Lentini, Guzzo e Ruocco . Dovranno ora pagare le spese di primo e secondo grado, ammontanti a circa 10 mila euro.

Stazione elettrica, per la prima volta la Regione al Tar del Lazio al fianco del Comune di Montesano.

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Per la prima volta la Regione Campania si è presentata dinanzi al Tar del Lazio con il suo avvocato al fianco del Comune di Montesano sulla Marcellana  sull’annosa vicenda Terna. Per la prima volta in questi lunghi anni di battaglie giudiziarie e sul campo ha sostenuto dinanzi al tribunale le tesi che da tempo il Comune porta avanti, ossia che tutta la pratica del colosso energetico per realizzare una sottostazione elettrica sul territorio di Montesano manca di VIA; la Valutazione di Impatto Ambientale. Mercoledì dunque si è svolta l’udienza presso l’organo amministrativo nell’ambito di quel procedimento che raggruppa un po’ tutti quelli sostenuti fino ad oggi dal Comune per opporsi al progetto di Terna e che vede il Tar entrare finalmente nel merito della vicenda. Ora bisognerà attendere i tempi necessari per conoscere le decisioni del Tribunale ma il sindaco Giuseppe Rinaldi è ottimista: “Ce ne torniamo con una sensazione positiva. – ha detto – Abbiamo chiesto e ottenuto dal giudice di produrre tutta la documentazione in nostro possesso che dimostra, come già più volte fatto,  la carenza di Via. Siamo riusciti dopo un lungo lavoro con gli uffici preposti ad ottenere la presenza della Regione Campania durante l’udienza. Tutto questo ci rende fiduciosi”.  Proprio questo imminente appuntamento giudiziario aveva reso sospettoso il primo cittadino in merito alla decisione improvvisa espressa da Terna in questi giorni di delocalizzare il progetto. Poche parole quelle arrivate dalla società, nessuna specificazione su dove, come e quando realizzare la nuova sottostazione e questo ad un solo giorno dall’udienza al Tar. Di qui il muro alzato dal sindaco: “Abbiamo ritenuto la proposta troppo frettolosa, intempestiva ed inopportuna. Tante e troppe volte Terna ha detto no, oggi noi diciamo no!Attendiamo la pronuncia giudiziaria: per la prima volta la giustizia entra nel merito della carenza di Via e può dimostrare se quanto da noi asserito in tutti questi anni aveva ragion d’essere. Ascolteremo tutti, ma ora è il momento della Giustizia. Crediamo ancora che la vera Giustizia debba decidere se Montesano, a prescindere dal sito, dovrà pagare il prezzo di un’opera mai voluta!”

Daria Scarpitta

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