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Camerota, scoperti i resti di un elefante preistorico.

 

 A Marina di Camerota scoperti i resti di un elefante preistorico - la  Repubblica

Importante scoperta  storica a Marina di Camerota. Rinvenuti i resti di un grande pachiderma, il Paleoloxodon antiquus, o elefante a zanne diritte. C’era già dagli anni ’60 consapevolezza di questa possibile presenza  nella cittadina cilentana nei livelli abitati dal Neandertal ma ora sono emerse le prove nella Grotta del Poggio in località Lentiscelle dove nei giorni scorsi, a distanza di 50 anni dall’ultima campagna, sono ripresi gli scavi. Ad operare sono  le Università di Bologna, e di Siena, di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e in collaborazione con l’amministrazione comuianle di Camerota che dal 2014 sta sostenendo anche le indagini nella vicina Grotta della Cala. Sono venuti quindi alla luce nella parte alta della serie stratigrafica rinvenuta al poggio , i resti dell’osso di un arto dell’elefante a zanne dritte  che mostrano evidenti tracce di percussione indicative del fatto che l’elefante venne macellato dall’uomo. La Grotta del Poggio fu scoperta nel 1954 dal prof. Pietro Parenzan, dell’Università di Napoli. Nel 1964 la Soprintendenza di Salerno incaricò il prof. A. Palma di Cesnola dell’ Università di Siena di condurvi le prime indagini sistematiche che permisero di identificare 14 strati, ai quali fu attribuita, su basi geologiche e culturali, un’ età compresa tra 190 e 130 mila anni fa. Il Poggio contiene dati unici ai fini della ricostruzione del popolamento antico dell'Italia meridionale.  Per questo motivo le indagini nel sito rivestono interesse internazionale e vengono finanziate da un progetto gestito dall'Università di Tubingen in Germania e incentrato sul primo popolamento dell'Europa da parte di Homo sapiens e sui suoi rapporti con le popolazioni autoctone (i Neandertal). L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Camerota  è ora di inserire la Grotta del Poggio all'interno dell'offerta turistica del territorio, dando vita ad un percorso virtuoso in cui i risultati della ricerca scientifica possano essere assorbiti e divulgati in tempo reale.

Daria Scarpitta 

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