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Policastro, beni contesi con il Comune . Rigettata l'istanza della Comunità montana. Speranza: "Sentenza erronea e ingiusta. Ci appelleremo".

INT TELEFONICA VINCENZO SPERANZA CENTRO ARTIGIANALE POLICASTRO 30GEN -  YouTube

 

Rigettata la domanda della Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo nell’ambito della causa civile intrapresa dall’ente  per la rivendicazione dei beni immobili al centro della lunga  contesa con il Comune di Santa Marina. Ad annunciarlo è stato stamane lo stesso presidente  Vincenzo Speranza. “Basiti abbiamo appreso  della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Lagonegro – ha detto- Una decisione che va contro quanto espresso da ben 4 magistrati dello stesso Tribunale”. La vicenda risale a diversi anni fa ed è relativa  ad una lunga serie di beni presenti a Policastro, nelle aree Pip di  loc. Hangar e Fratta, compreso l’ex centro artigianale e l’ex impianto di itticoltura. Nel dicembre 2018 vennero sequestrati dopo che la Comunità Montana chiese l’intervento del Tribunale temendo che i lotti, la cui proprietà doveva ancora essere definita, finissero per disperdersi vista anche  l’azione di vendita messa in campo dal Comune di Santa Marina. Quest’ultimo presentò reclamo che venne rigettato in quanto il Tribunale stabilì che il diritto di proprietà non era chiaramente in capo al Comune, come da questi sostenuto, e che era concreto il rischio di alterazione o sottrazione dei beni in attesa che si definisse proprio la titolarità degli stessi. In quel contesto il Tribunale giudicò anche opportuno il sequestro dei canoni concessori già incassati dal Comune  di Santa Marina conservando la custodia dei beni in capo all’ente montano. Ora però è arrivata la decisione del medesimo Tribunale a sfavore della Comunità Montana . “La sentenza – ha detto Speranza - è di segno diametralmente opposto a quanto stabilito fino ad oggi e non tiene conto dei provvedimenti precedenti che entravano nel merito della questione. Tra l’altro la legge regionale in base a cui il Comune si iscrisse la titolarità dei terreni è stata abrogata, ma nonostante sia venuto meno il motivo stesso del contendere, ricorreremo immediatamente in appello per contrastare una sentenza che si presenta contraddittoria, erronea e profondamente ingiusta”.  

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