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Centola, operaio di Pisciotta cadde dal tetto e morì. Condannato il datore di lavoro.

 

 Causa in corso da 55 anni, il caso a Vallo della Lucania - Il Mattino.it

A oltre dieci anni dall’incidente sul lavoro arriva la sentenza di primo grado per la morte di Francesco Veneroso. Il Tribunale di Vallo della Lucania, con l’accusa di omicidio colposo, ha condannato il datore di lavoro a sette mesi di reclusione, pena sospesa, e al pagamento delle spese processuali. La tragedia si consumò il 12 dicembre del 2010 durante i lavori in una casa di Palinuro, distante circa 50 metri dall’arco naturale.  L’operaio, 64 anni di Pisciotta, precipitò dal tetto, un volo di circa quattro metri. Il suo cuore cessò di battere  due  giorni dopo presso il reparto di rianimazione dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Fatale fu il colpo alla testa. Finì violentemente a terra . Al termine dell’indagine, che furono condotte dall’allora comandante Carelli della locale Stazione dei Carabinieri, le responsabilità della tragedia furono affidate al datore di lavoro, un 50 enne di Centola, titolare di una nota impresa specializzata in movimento terra, e a sua  madre, in quanto proprietaria dell’appartamento. Nel frattempo quest’ultima è deceduta. Per gli inquirenti l’operaio stava eseguendo i lavori senza alcuna misura di sicurezza. Francesco cadde dalla scala mentre trasportava del materiale sul tetto. Nel corso del processo il Giudice, accogliendo le tesi della difesa e del Pubblico Ministero, ha riconosciuto il datore di lavoro responsabile dell’incidente mortale e lo ha condannato per omicidio colposo. Il Tribunale di Vallo ha disposto per l’imputato anche il risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili, riconoscendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 15 mila euro per ciascuna di esse.

 antonietta nicodemo 

 

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