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Diano, boscaioli e pastori in ginocchio. " Nelle aree contigue al Parco troppi divieti", 3 comuni chiedono un cambio di rotta.

Fida - Wikipedia

“L’attività agro-silvo- pastorale è penalizzata dai vincoli previsti per le aree contigue  al Parco Nazionale  del Cilento e Vallo di Diano“, il Sindaco di Polla Massimo Loviso insieme ai colleghi di Sant’arsenio e Petina chiedono la modifica del piano del parco nella parte che riguarda l’utilizzo delle zone boschive dei loro comuni, aree situate a confine con l’area protetta.  Tutti e tre i comuni, infatti,  ricadono nelle cosiddette aree contigue del Parco Nazionale e secondo le disposizioni  in vigore nei loro boschi, che sono in fascia A, e quindi in una zona altamente protetta, non è possibile fare nulla. Tutto è vietato :pulizia, taglio degli alberi e pascoli. Uno stop ai quali questi territori sono sottoposti da 10 anni con gravi ripercussioni, come è facile immaginare, sugli  operatori impegnati nelle attività agro-silvo pastorali. Sono stati proprio quest’ultimi a sollecitare interventi istituzionali affinchè possano svolgere il loro lavoro anche nei boschi a confine con il parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I Sindaci di Polla, Sant’Arsenio e Petina hanno accolto e condiviso la loro richiesta. Al presidente del POarco Tommaso Pellegrino con apposite delibere comunali, viene chiesto di rimodulare il piano prevedendo meno vincoli per le aree boscate che si estendono nei loro territori . << Da dieci anni – spiega Loviso – in queste aree non è possibile nemmeno la raccolta dei prodotti del sottobosco . Divieti che non è possibile sopportare oltre . E’ chiaro- aggiunge – che  chiediamo modifiche compatibili con la tutela del patrimonio ambientale>>. Dopo che il presidente Pellegrino avrà ricevuto tutte e tre le delibere comunali la questione passerà al vaglio dell’Ente Parco.  E potrebbe segnare un cambio di rotta per tutte i boschi delle aree contigue all’area protetta. Aree che di fatto dal Parco non ricevono grossi venefici ma sono sottoposte a diversi vincoli, ma questa è un’altra storia.

 

 

 antonietta nicodemo 

 

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