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Covid, cluster a Vibonati. Per la festa del patrono niente fuochi d'artificio.

Vibonati rinuncia alla festa del suo Patrono, Sant’Antonio Abate, la ricorrenza più importante in paese. Il contagio frena il dibattito su come organizzarla in sicurezza e porta Comune e Parrocchia a decidere lo stop per i festeggiamenti laici e limitazioni per quelli religiosi. Al momento sono 18 i casi positivi nel Comune con altri 5 casi riscontrati sempre tra i giovani del paese. Il focolaio legato ad una festa di Capodanno potrebbe però essere quasi circoscritto. Le persone segnalate e i contatti sono al momento tutti in isolamento, una ventina i tamponi eseguiti solo nella giornata di ieri di cui si attendono gli esiti per avere un quadro più completo. Al momento c’è solo un cittadino ricoverato. Si tratta di un anziano, il papà del donatore contagiato nell’ambito dell’altro focolaio partito dal centro trasfusionale di Sapri e giunto fino a Vibonati e che, secondo alcune ipotesi in giro per il paese, potrebbe forse avere un legame con il contagio propagatosi nel corso della festa. La situazione è comunque delicata e il Comune ha deciso di sospendere i fuochi pirotecnici e la tradizionale fiera di Sant’ Antonio Abate prevista per il 17 gennaio. La Parrocchia del Santuario dal canto suo di fronte alla proposta del Comune, sentito il Prefetto, di limitare a 60 persone la partecipazione alle funzioni religiose per Sant’Antonio ha chiesto ai fedeli invece di seguire le celebrazioni esclusivamente in diretta streaming sulla pagina Facebook della parrocchia come già fatto durante il periodo pasquale, con la sola partecipazione dell’organista, il cineoperatore e 4 ministranti. “Tutti abbiamo il desiderio di partecipare ad un momento fondamentale della vita della comunità ma di fronte a ciò che sta avvenendo nelle ultime ore deve prevalere il senso di responsabilità e anche di coraggio. Saremo comunque un solo corpo e una sola anima pur rimanendo a distanza”. Queste le parole del parroco Don Martino Romano. La Comunità si trova dunque a vivere quest’altro sacrificio a causa del Covid nella consapevolezza che neppure questo ostacolo però potrà frenare la devozione nei confronti di Sant’Antonio Abate.

 

Daria Scarpitta

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