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Sapri, mette a soqquadro il Comune. Arrestato venditore ambulante.

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Scatena il putiferio nel Municipio di Sapri e finisce agli arresti domiciliari. È accusato di minacce, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Giovedì mattina un commerciante del posto ha fatto ingresso in Comune e si è recato presso l’ufficio tributi, dove si sbrigano anche le pratiche relative al commercio. L’uomo ha chiesto il permesso per l’occupazione di suolo pubblico presso il mercato comunale coperto, in modo da poter somministrare i prodotti che vende: salumi e formaggi. La responsabile del settore ha provato a fargli comprendere che al momento non ci sono le condizioni per poter soddisfare la sua richiesta, ma lui, urlando, ha provato a convincerla a consegnargli l’autorizzazione in giornata. Il funzionario ha ribadito l’impossibilità di accontentarlo e l’ambulante è andato su tutte le furie. Ha messo a soqquadro l’ufficio; ha tirato fuori una bottiglia di vetro che aveva portato con sé, l’ha rotta e l’ha utilizzata per minacciare la responsabile dell’ufficio e il dipendente addetto al settore commercio. Quest’ultimo sarebbe stato anche colpito con le mani. I due dipendenti sono stati accompagnati in ospedale in modo da farli riprendere dallo spavento. Nel frattempo in municipio sono giunti i Carabinieri della locale Compagnia che hanno proceduto all’arresto. Negli ultimi giorni, l’uomo si era recato più volte in Comune rivendicando l’autorizzazione in questione, e ogni volta ha provato a ottenerla alzando la voce. Giovedì mattina sarebbe passato alle maniere forti e questo gli è costato l’arresto. Uno dei due dipendenti comunali avrebbe presentato denuncia. Dopo quanto accaduto, c’è chi chiede maggiori controlli in municipio. Il giovedì è uno dei giorni di chiusura al pubblico per il Comune, eppure il commerciante è salito al primo piano senza alcuna difficoltà. “Temiamo per la nostra incolumità ma anche per la salute -  dice qualcuno - in questo periodo di emergenza sanitaria all’ingresso c’è bisogno che qualcuno controlli costantemente la temperatura a chi entra”.

 

Antonietta Nicodemo

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