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Vibonati, Monastero di San Francesco. Il Comune avvia i lavori sul tetto e il parroco torna a rivendicare la proprietà del bene.

 

Una volta come adesso . Vibonati sembra contendere il primato a Brescello per gli scontri tra Chiesa e Comune che continuano ad andare avanti, in questo caso a suon di carte bollate. Il motivo è sempre lo stesso: la proprietà del Convento di San Francesco a Vibonati che il parroco Don Martino Romano sulla base di una ricostruzione del proprio legale rivendica come bene ecclesiastico, mentre il Comune, seguendo il suo parere legale, annovera come proprio.  Ora la vicenda si arricchisce di un nuovo particolare. Lo scorso 11 settembre  il Comune di Vibonati aveva annunciato l’avvio dei lavori di rifacimento parziale della copertura del convento grazie ad un finanziamento del Ministero degli Interni, ma all’ente è pervenuta subito una lettera del legale del parroco Don Martino che, affermando nuovamente la proprietà parrocchiale del bene diffida  il Comune a trasmettere  il titolo che lo abilita ad effettuare tali lavori. Nella missiva si mostrano anche le foto del cartello di inizio lavori  in cui non è indicata la proprietà dell’immobile. “Nel ribadire che il convento di San Francesco non appartiene al patrimonio comunale -si legge nella lettera dell’avvocato-  in nome e per conto di Don Martino Romano si diffida chiunque dal propalare notizie che attribuiscano al menzionato edificio una proprietà diversa da quella legittima”. 


“ Non c’è alcun atteggiamento di ostilità  nei confronti del parroco e della chiesa- ribadiscono invece dall’amministrazione comuale - c’è soltanto un limite giuridico. Il Comune non può sulla base di una mera procura di parte disconoscere la proprietà sullo stabile che dal 1917  è sempre stato nella disponibilità dell’ente come dimostrano tanti contratti del passato.  Gli interventi ora programmati sono di somma urgenza per il rifacimento di una parte della copertura dove persiste una voragine, al di là della proprietà, si tratta di lavori per la salvaguardia di un bene che appartiene alla collettività” .

Insomma lo scontro torna a farsi sentire a Vibonati , dove potrebbe benissimo essere ambientata una nuova puntata delle schermaglie tra Don Camillo e Peppone. Con una differenza. Che mentre  a Brescello era il parroco a chiedere al Comune di intervenire a tutela dell’edificio della Chiesa, ora a Vibonati invece è il sindaco a dare il via alla messa in sicurezza, trovando l’opposizione del sacerdote. Il risultato però non cambia.

Daria Scarpitta 

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