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Sapri, torna il divieto di balneazione. Tuffi vietati sulla spiaggia dei Trecento. "Sapri Cambia" chiede chiarezza.

Torna il divieto di balneazione sulla spiaggia dei Trecento a Sapri.Come accade ormai da qualche tempo a settembre le rilevazioni Arpac tornano a mostrare  alterazioni nei dati, evidenziando la presenza massiccia di batteri nelle acque marine,in particolare nel tratto che va da  Punta del Fortino a Vallone S. Domenico. I prelievi risalgono al 2 settembre e mostrano  un valore di831 per gli enteorcocchi intestinali a fronte di unlimitemassimodi 200 e un valore di 1445 di escherichia  coli, triplo rispetto alvalore soglia di 500. Il 4 settembre dunque l’amministrazione comuanledi Sapri è corsa ai ripari e come previsto ha diramato il divieto di  balneazione in via precauzinale .

 

Daria Scarpitta

 

 

Comunicato Stampa dell' Associazione politica e sociale " Sapri Cambia " . 

     CHE FACCIO…MI TUFFO…?

 

 

Registriamo con preoccupazione l'apposizione del cartello di “interdizione della balneazione” nel tratto di spiaggia nella baia di Sapri, che va dall'area ex-Agip fino a Santa Croce. Non è la prima volta che accade quest'anno (era già avvenuto, per il Lungomare, nello scorso mese di Maggio) e ci chiediamo quali siano stati nel frattempo gli interventi di controllo a tutela della salute da parte dell'Assessore delegato (se c’è…), considerato che nelle premesse dell'ordinanza sindacale 289/2020 del 4 Settembre scorso non si fa riferimento a concause, come ad esempio l'abbondanza delle precipitazioni o il cattivo funzionamento delle infrastrutture fognarie e depurative. Pare ovvio che, a meno di sversamenti direttamente a riva (cosa che risulta altamente improbabile), le cause andrebbero tempestivamente individuate e sarebbe più che mai opportuno seguire la strada di un monitoraggio e controllo costante e continuo (ripetuto frequentemente nella stagione estiva) della rete fognaria nella sua interezza al fine di verificare l'immissione di scarichi non autorizzati lungo il suo corso. Temiamo inoltre che questo ultimo episodio possa avere come conseguenza due corollari negativi: una classificazione delle acque di qualità "scarsa" da parte di Arpac, il che comporterebbe ulteriori divieti di balneazione nella prossima stagione e, non da meno, maggiori difficoltà nella assegnazione di un importante e consolidato riconoscimento quale la Bandiera Blu. Rimaniamo infine in attesa di confronto, con le forze di governo e opposizione, da cui ci aspetteremmo considerazioni non scontate, considerata l'urgenza e la gravità della questione i cui strascichi potrebbero riverberarsi sull'evoluzione e la tenuta del settore turistico e l'operato degli addetti del settore.

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