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Sapri, ospedale covid-19. Del Medico: " è una follia ".

 

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“Condividiamo tutta la preoccupazione degli operatori  dell’ospedale di Sapri, non si può chiedere alla nostra struttura, al nostro territorio e ai cittadini di pagare un prezzo così alto.” Sapridemocratica interviene sulla questione relativa al trattamento anche presso l’Immacolata di casi di coronavirus opponendosi fortemente alle decisioni assunte in queste ore.  “E’ una follia – ha detto il capogruppo Giuseppe Del Medico-  pensare di attivare presso il nostro presidio 16+4 posti letto, circa il 20% di quelli complessivi, significa trasformare l’intero ospedale in Covid hospital. Una scelta pericolosa che mette a serio rischio principalmente gli operatori del nosocomio e l’intera comunità del Golfo di Policastro fino ad oggi indenne da focolai Covid.”  Per Sapridemocratica,  l’Immacolata è un ospedale fragile per i tagli e il turnover a cui è stato sottoposto in questi anni, per l’assenza di reparti specialistici fondamentali in quest’emergenza come quelli di Malattie Infettive e Pneumologia. “ Non possiamo – ha detto ancora Del Medico -permetterci errori in un momento come questo, non si tratta di essere egoisti ma concreti. Confido nella capacità di valutazione di tutte le istituzioni competenti affinché  si possa evitare di vanificare tutti gli sforzi fatti dal territorio per combattere questa battaglia contro il Covid”. Anche la Cgil Funzione Pubblica con il segretario provinciale Pasquale Addesso ha espresso perplessità rispetto al tratta mento di pazienti coronavirus presso l’ospedale di Sapri. In una lettera indirizzata al Direttore Generale  del presidio Rocco Calabrese  il sidnacato evidenzia il rischio derivante dalle carenze strutturali dell’ospedale e dalla promiscuità dei pazienti in esso. “Poiché attualmente il nostro territorio è privo di casi positivi,- si legge nella missiva- sarebbe stato preferibile che il presidio fosse etichettato come No Covid così da poter essere punto di riferimento per i pazienti non contagiati del territorio ma anche dell’intera regione.” La Cgil mette in evidenza anche la mancanza di formazione del personale in queste settimane nonostante l’emergenza fosse già presente sul territorio da un mese, l’assenza di protocolli interni  a cui gli operatori dovrebbero attingere per tornare presso le proprie abitazioni in sicurezza, la carenza di personale e  la presenza nel presidio di operatori che lavorano per ditte appaltatrici esterne con le difficoltà di garantire che tutti abbiano i dispostivi di protezione e di coordinare tra i loro compiti covid e quelli no covid.

 

 

 

“Condividiamo tutta la preoccupazione degli operatori  dell’ospedale di Sapri, non si può chiedere alla nostra struttura, al nostro territorio e ai cittadini di pagare un prezzo così alto.” Sapridemocratica interviene sulla questione relativa al trattamento anche presso l’Immacolata di casi di coronavirus opponendosi fortemente alle decisioni assunte in queste ore.  “E’ una follia – ha detto il capogruppo Giuseppe Del Medico-  pensare di attivare presso il nostro presidio 16+4 posti letto, circa il 20% di quelli complessivi, significa trasformare l’intero ospedale in Covid hospital. Una scelta pericolosa che mette a serio rischio principalmente gli operatori del nosocomio e l’intera comunità del Golfo di Policastro fino ad oggi indenne da focolai Covid.”  Per Sapridemocratica,  l’Immacolata è un ospedale fragile per i tagli e il turnover a cui è stato sottoposto in questi anni, per l’assenza di reparti specialistici fondamentali in quest’emergenza come quelli di Malattie Infettive e Pneumologia. “ Non possiamo – ha detto ancora Del Medico -permetterci errori in un momento come questo, non si tratta di essere egoisti ma concreti. Confido nella capacità di valutazione di tutte le istituzioni competenti affinché  si possa evitare di vanificare tutti gli sforzi fatti dal territorio per combattere questa battaglia contro il Covid”. Anche la Cgil Funzione Pubblica con il segretario provinciale Pasquale Addesso ha espresso perplessità rispetto al tratta mento di pazienti coronavirus presso l’ospedale di Sapri. In una lettera indirizzata al Direttore Generale  del presidio Rocco Calabrese  il sidnacato evidenzia il rischio derivante dalle carenze strutturali dell’ospedale e dalla promiscuità dei pazienti in esso. “Poiché attualmente il nostro territorio è privo di casi positivi,- si legge nella missiva- sarebbe stato preferibile che il presidio fosse etichettato come No Covid così da poter essere punto di riferimento per i pazienti non contagiati del territorio ma anche dell’intera regione.” La Cgil mette in evidenza anche la mancanza di formazione del personale in queste settimane nonostante l’emergenza fosse già presente sul territorio da un mese, l’assenza di protocolli interni  a cui gli operatori dovrebbero attingere per tornare presso le proprie abitazioni in sicurezza, la carenza di personale e  la presenza nel presidio di operatori che lavorano per ditte appaltatrici esterne con le difficoltà di garantire che tutti abbiano i dispostivi di protezione e di coordinare tra i loro compiti covid e quelli no covid.

 

 

 

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