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Sapri, casa del "Buon Pastore". Tempi lunghi per riaprirla. Mancano i fondi per la messa in sicurezza.

 

 

Tempi lunghi per la riapertura della Casa del Buon Pastore. In Comune continuano a mancare i fondi per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza. Interventi necessari per consentire alla struttura di tornare al servizio degli anziani. E’ proprio l’inadeguatezza dell’edificio che nel marzo scorso ha costretto le suore Elisabettine Bigie a traslocare presso il convento di Capitello insieme agli anziani di cui si prendevano cura. Lunedì scorso, su richiesta del gruppo di minoranza, si è riunito il Consiglio Comunale per discutere del futuro della struttura. Secondo quanto riferito dal consigliere Donatella D’Agostino “  sono in corso trattative per affidare la gestione  alle suore dell’ordine Sant’Antonio Maria Claret”, fondato in Brasile da suor Leonia Milito, originaria di Sapri. Il Sindaco Gentile, rispondendo all’opposizione, ha ribadito che “ il Comune non ha reperito ancora le risorse  necessarie per i lavori”. Quindi per la casa di riposo, donata al paese dal benefattore Cesarino, chiusa dopo circa 90 anni dalla sua apertura,  manca ancora un percorso che le ridia vita. Un percorso che non tocca al Comune tracciare ma al cda del Buon Pastore, che dalla sua nomina, circa un anno e mezzo fa, non si è mai insediato. Un aspetto questo che è stato evidenziato, con disappunto, dalla minoranza. Il capogruppo Del Medico, ha anche ricordato al Consiglio che il testamento del benefattore prevede che la struttura venga gestita dalle suore Bigie. E secondo anche il consigliere di maggioranza, delegato alle politiche sociali Agostino Agostini, non sono state consultate. “ Siamo lontani dalla soluzione – ha detto Del Medico – anche perché all’interno della stessa maggiorana ci sono posizioni in contrasto tra loro sul futuro. Ci sono dispiaciute le parole della D’Agostino. A detta della consigliera le suore sono  andate via perché volevano essere assunte dal Comune e perché volevano soldi per rimanere. Un giudizio ingeneroso per delle religiose che hanno aiutato le persone bisognose della nostra Città” .

 

antonietta nicodemo 

 

antonietta nicodemo 

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