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Cilento, depuratori fuorilegge. 4 impianti sequestrati e 9 indagati.

Quattro depuratori sequestrati e nove persone denunciate alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per reati contro l’ambiente. E’ il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia Costiera sotto la guida del Procuratore Antonio Ricci e il contributo dell’Arpac nei Comuni rivieraschi di Ascea, Castellabate e Camerota. Un’attività investigativa che ha consentito di accertare una serie di illeciti perpetrati in violazione delle norme che disciplinano gli scarichi dei reflui fognari, i quali “ confluivano – secondo gli inquirenti – nei corpi idrici superficiali senza un adeguato trattamento di depurazione “ . Il blitz è stato eseguito mercoledì mattina ed ha consentito di accertare anche l’assenza di autorizzazioni allo scarico e l’inadeguatezza strutturale e funzionale degli impianti. Sottosequestro è finito un depuratore di Ascea, due di Ogliastro di Castellabate e quello di Licusati a Camerota. Nel registro degli indagati sono finiti, tra gli altri: il Sindaco di Camerota Mario Scarpitta e il suo predecessore Antonio Romano e due funzionari dello stesso Comune Alessandro di Rosario responsabile dell’ufficio lavori pubblici e demanio e Antonietta Coraggio  responsabile dell’ufficio tecnico. I sindaci dei tre comuni in cui sono stati posti sottosequestro i depuratori tranquillizzano tutti, chiarendo che l’attività investigativa ha interessato la gestione degli impianti negli anni precedenti e che oggi il mare è perfettamente balneabile come testimoniano i recenti dati diffusi dall’Arpac .L’inchiesta sulla depurazione in costiera cilentana è ancora in corso e interesserà tutto il territorio di competenza della Procura vallese

 

antonietta nicodemo 

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