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Vallo, Piano di Zona. Sindaci a confronto sul futuro gestionale. Agropoli minaccia di uscire dal Piano.

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Discussione  rinviata al 31 marzo per l’eventuale trasformazione del Piano di Zona S8 in azienda consortile. E’ stata questa la decisione a cui è giunto il coordinamento dei sindaci riunitosi giovedì sera a Vallo della Lucania. In un momento non facile in cui sta venendo a galla il malumore da parte di alcuni Comuni rispetto alla gestione del Piano , la discussione è stata vivace, soprattutto per i rilievi mossi dal sindaco di Agropoli Adamo Coppola che già nei giorni scorsi aveva mostrato il suo atteggiamento critico verso l’organismo sociale rispetto alle difficoltà di pagare gli operatori e garantire i servizi e aveva proposto la trasformazione in Consorzio, minacciando anche di uscire dal Piano qualora non si prendessero provvedimenti in tal senso. Nella seduta di giovedì non ha mancato di contrapporsi al Comune capofila di Vallo della Lucania contestando alcuni aspetti della gestione, le spese dell’Ufficio di Piano e tornando a chiedere a gran voce il passaggio ad azienda consortile. I sindaci dei vari Comuni presenti si sono divisi sull’argomento e il primo cittadino di Pollica Stefano Pisani ha fatto presente che già in una delibera del 2017 era stato dato mandato per una valutazione su questa trasformazione, una delibera a cui poi non si era dato più corso. Il coordinamento ha dunque deciso di rispolverarla e di affidarsi a questo studio tecnico per poi riunirsi a fine marzo al fine di prendere atto dei risultati. “ Bisogna scegliere- ha detto Pisani - una forma giuridica adeguata che garantisca un’oculatezza della gestione, altrimenti non ha senso. Quindi sulla base di questo valuteremo se è conveniente o meno questa trasformazione”. Scelta dunque rinviata, ma i malumori non sembrano essersi quietati. Intanto, nella seduta è stata approvata una programmazione provvisoria poiché si è potuto tenere conto solo delle risorse dei Comuni e non degli stanziamenti regionali al momento al palo.

 

 DARIA SCARPITTA 

 

 

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