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Omicidio Vassallo. Il fratello Dario: "Verità nascoste, non mi fido della Procura di Salerno".

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Dario Vassallo torna a parlare della morte del fratello Angelo, ucciso nel 2010, e lo fa con un atto di accusa nei confronti della Procura di  Salerno. “Dopo 8 anni, 4 mesi e 27 giorni – scrive in un post di qualche giorno fa mostrandosi in foto con il magistrato Antonio Ingroia- abbiamo scoperto che "qualcuno" ci ha raccontato cose sbagliate. Abbiamo deciso di cambiare strategia.”  Quel qualcuno, si apprende oggi dai giornali, è la Procura di Salerno , di cui secondo Vassallo è difficile fidarsi, visto che sul delitto di Pollica non sarebbe venuta fuori tutta la verità. Il fratello del sindaco-pescatore se ne è accorto dopo essere venuto in possesso di alcuni incartamenti dell’inchiesta, grazie ad Ingroia che, come già annunciato, aveva deciso di scendere in campo per seguire in prima persona le indagini ancora senza risultati. Visionando dunque la relazione balistica e quella sull’autopsia sarebbero venuti fuori alcuni nuovi elementi, a detta di Vassallo. E nello specifico: il fatto che tutti e 9 i proiettili esplosi avrebbero colpito il corpo del sindaco, e non solo sette, come – dice Dario- riportato da diversi articoli; il fatto che ci sarebbe stato un altro colpo esploso, il cui bossolo sarebbe finito sotto l’auto e di cui non si è mai parlato; il fatto che la perizia balistica ipotizzi la presenza di una o più armi, sebbene gli inquirenti non abbiano mia palesato il riferimento ad una seconda arma, e infine che lo sparo sarebbe avvenuto da una posizione sopraelevata, come se l’assassino si trovasse in piedi o a bordo di un motorino. Ed è proprio quel motorino ad essere una possibile traccia, secondo Vassallo,soprattutto il fatto che con esso l’assassino  può essere fuggito in direzione di San Mauro Cilento.  Agli inquirenti il fratello del sindaco ucciso  torna a contestare di non aver risposto a tutti gli interrogativi, di non aver seguito tutte le piste. Ne parla come persona informata dei fatti, che ha dei chiari sospetti, resi noti alla magistratura  e che circoscrivono tutto a Pollica.  Franco Roberti, ex procuratore di Salerno e ex capo dell’Antimafia , rispedisce le accuse al mittente e chiede che non si lancino sospetti sui magistrati. Ma Dario Vassallo non si ferma . Le sue affermazioni hanno sicuramente il merito di tenere i riflettori puntati sul caso. “ Non mollerò- dice- fino a quando non  si arriverà ai responsabili”.

Daria Scarpitta

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