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Parco, oasi marine ai raggi X. Multate sei imbarcazioni.

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Pugno duro della Capitaneria di Porto di Palinuro contro chi trasgredisce le regole a tutela delle aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Sei unità da diporto sono state multate perché sorprese all’interno della riserva degli Infreschi e della Masseta. I conduttori delle rispettive imbarcazioni sono stati multati per violazione delle norme in materia. Dovranno versare complessivamente 1.400,00 euro. Dei natanti finiti nel mirino della Guardia Costiera, quattro navigavano nella zona A, il vero cuore della riserva integrale. “ Si tratta - tiene a precisare il neo Comandante della Capitaneria di Porto Francesca Del Re - di un’area interdetta a tutte le attività che possono arrecare danno o disturbo all’ambiente marino, tra cui, chiaramente, la navigazione”. Le altre due unità sono state sorprese ormeggiate in una zona vietata. “ L’operazione – continua  Del Re – si inserisce in una più ampia attività finalizzata a garantire non solo la salvaguardia dell’ambiente marino, ma anche la  sicurezza in mare e sulle spiagge sotto ogni aspetto ,  la verifica di inquinamento a mare , lo sgombero degli specchi acquei ricadenti sotto i costoni rocciosi franosi e l’ organizzazione del servizio di salvamento a mare presso gli stabilimenti balneari “ . Con il caldo sono aumentate le escursioni in costiera e con essa i controlli della Capitaneria di Porto . Per evitare di incorrere in sequestri e multe meglio attenersi alle regole che tutelano il mare, le cose e la sicurezza pubblica.

Antonietta Nicodemo

San Luca senza medici. Il sindaco di Vallo si appella a Regione e Asl perchè l'ospedale sia a tutti gli effetti Dea di primo livello.

Nemmeno le ultime convenzioni e promesse migliorano la situazione dell’Ospedale di Vallo della Lucania sul fronte del personale e per non dover subire un collasso in vista del pienone estivo, il sindaco di vallo della Lucania torna ad appellarsi al commissario dell’Asl di Salerno e al presidente della Regione Campania. Con una missiva indirizzata a Iervolino e De Luca , il primo cittadino entra nel pieno del problema. Il San Luca, infatti vede a  rischio corrono numerosi reparti anche centrali per l’urgenza come il Pronto Soccorso, l’Utic, la Neurochirurgia, la Rianimazione per l’assenza di medici a cui va aggiunta a carenza di personale infermieristico e OSS,  a seguito proprio delle procedure di mobilità che hanno determinato nuovi trasferimenti  verso gli ospedali cittadini. “Di fronte a questo stato di cose – scrive Aloia – non si può più tacere. Il San Luca è un bene prezioso non solo della nostra città, ma dell’intero comprensorio. se non si interviene immediatamente ci ritroveremo di fronte ad un ridimensionamento senza ritorno”. In alcuni passaggi Aloia non dimentica neppure la soppressione ingiustificata dell’Asl Sa3 con i problemi di gestione che la macro asl di Salerno ha portato con sé e ai vertici sanitari chiede che vengano avviati bandi specifici per il San Luca e che l’ospedale di Vallo funzioni a tutti gli effetti e non solo sulla carta come Dea di Primo livello, il ruolo che gli è stato assegnato dal Piano ospedaliero. “Non possono essere i cittadini a pagare scelte sbagliate- ha detto Aloia, tirando le orecchie a chi gestisce la sanità locale- la salute va garantita in modo equo su tutto il territorio regionale. Chi ha la responsabilità del governo regionale e dell’Azienda deve garantire a tutti i cittadini le migliori prestazioni.”

Parco del Cilento, aree marine protette sorvegliate speciali. Multati sei diportisti.

 

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Si intensificano i controlli della Guardia Costiera finalizzati a garantire la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente nelle aree particolarmente a rischio ed in particolare nell’Area Marina Protetta degli Infreschi e della Masseta.

Gli uomini della Guardia Costiera di Camerota, guidati dal comandante dell’Ufficio Locale Marittimo 1° Luogotenente DESIDERIO Sandro , hanno, infatti,  intercettato n. 6 unità da diporto che non rispettavano quanto previsto dal Regolamento di esecuzione e organizzazione dell’Area marina protetta.

In particolare n. 4 unità navigavano nella zona A,  il vero cuore della riserva integrale, interdetta a tutte le attività che possano arrecare danno o disturbo all'ambiente marino, fra cui, ovviamente, la navigazione, e n. 2 unità ormeggiavano in zona vietata.

Il tutto non è sfuggito al mezzo navale della Capitaneria di Porto, che ha subito intercettato i trasgressori ed ha intimato loro di uscire immediatamente dalla zona di riserva.

I conduttori delle sei unità da diporto sono stati fermati e sono stati contestati loro altrettanti processi verbali amministrativi per violazione di norme in materia ambientale per un totale di € 1.400,00.

L’operazione di polizia marittima si colloca nell’ambito della più ampia attività coordinata dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro, dal Comandante Tenente di Vascello Francesca Federica DEL RE, finalizzata a garantire la salvaguardia dell’ambiente marino, della sicurezza in mare e sulle spiagge sotto ogni aspetto, la ricerca ed il soccorso, la verifica di inquinamenti a mare, lo sgombero degli specchi acquei ricadenti sotto i costoni rocciosi franosi, l’organizzazione del servizio di salvamento a mare presso gli stabilimenti balneari.

Tra l’altro, è ormai nel pieno vigore l’Operazione Mare Sicuro lanciata ad inizio stagione su scala nazionale.

 

 

( comunicato stampa ) 

Sanza, la famiglia Nicodemo senza casa e lavoro. Vive in un'auto in provincia di Varese.

 

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La loro storia è approdata su Mediaset, immortalata da trasmissioni come Le Iene e Pomeriggio 5 che si sono occupati del loro caso. E l’Italia si è commossa e mobilitata per questa famiglia originaria di Sanza. O meglio il papà, Nicola Nicodemo è del paesino valdianese, ma qui non vi ha fatto più ritorno stabile dagli anni ’80, quando appunto in cerca di fortuna è emigrato. Ha lavorato a lungo come muratore e carpentiere, stabilendosi in provincia di Varese con la sua famiglia: la moglie Enza e le due figlie, Domenica di 23 anni e un’altra ragazza ancora minorenne. Oggi e purtroppo da circa un anno e mezzo vivono in un’auto non avendo più a disposizione un alloggio. Secondo quanto raccontato alle tv nazionali, la loro situazione è precipitata dopo che, invitati da un amico a tornare a Sud di Salerno con la promessa di un lavoro e di una casa, hanno lasciato il Nord Italia  e sono approdati a Sapri. Qui però quanto promesso è sfumato e la famiglia si è trovata da un momento all’altro senza nulla e ha trascorso un inverno nel Golfo dormendo in auto tra il lungomare di Sapri, Capitello e Policastro.  Della loro situazione era stata interessata anche la Caritas locale. La famiglia Nicodemo, però, ha deciso di tornare al Nord,  dove però la situazione non è migliorata. Ed ecco, dunque arrivata la denuncia a Le Iene, poi ripresa da Pomeriggio 5,  in cui è stata mostrata la difficile situazione di vita. La loro storia, già nota sul territorio, ha avuto un’eco nazionale e sono arrivate offerte di lavoro come cameriera per la ragazza, minimi aiuti economici. Lo stesso Comune di residenza Germignaga ha detto dia vere a disposizione 5 mila euro per pagare loro l’affitto per un anno, in attesa che si sistemino, chiedendo ai privati di dare una mano per incrementare la cifra. Le premesse ci sono perché la vicenda si risolva. Almeno adesso la famiglia Nicodemo non è più un fantasma, come si erano definiti alle Iene. La speranza è che trovino anche  dentro di loro la forza per risollevarsi.

 

Antonietta Nicodemo 

 

 

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