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Teggiano, prof schiaffeggia alunno. Nel mirino anche gli autori del video.

Boom di iscrizioni al Pomponio Leto di Teggiano, in visita il viceministro  Toccafondi - Il Mattino.it

Ancora nessun provvedimento assunto sull'aggressione consumatasi all’interno di una seconda classe dell’Istituto Artistico "Pomponio Leto" di Teggiano. Le parti coinvolte, in particolare un professore e tre studenti, per il momento non sono stati punite né dalla scuola né dalla Giustizia. I procedimenti disciplinari e quelli penali sono tutti ancora aperti. Pare aggravarsi la posizione delle due ragazze che hanno prodotto e diffuso il video che immortala l’istante in cui il docente strattona e schiaffeggia uno studente. Dalle immagini non si comprende il motivo dell’aggressione, ma risulta chiara ed evidente la violenza con la quale il docente ha richiamato all'ordine il ragazzo, come è evidente che a riprendere la scena siano state due persone all’interno della classe, da due distinte angolazioni. La commissione ministeriale ha già acquisito tutti i documenti relativi al docente, la commissione di discipline dell’Istituto "Pomponio Leto" ha avviato il procedimento per stabilire le punizioni per gli studenti coinvolti. In entrambi i casi si attende di conoscere il provvedimento disciplinare. Top secret l’esito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro. Una indagine che potrebbe arrivare a coinvolgere anche le ragazzine che hanno prodotto il video divenuto virale. Un video che ha leso l’immagine del professore e della scuola e soprattutto un video vietato dalla legge sulla privacy. In particolate la diffusione è possibile solo se autorizzata dalle parti interessate. I familiari del ragazzo hanno fatto capire da subito che non avrebbero presentato denuncia contro il professore, così è stato.



Antonietta Nicodemo  

 

A una settimana dall’incidente sulla A1, muore nell’ospedale di Frosinone l’imprenditrice di Atena Lucana Lucia Cancro. I funerali dopo l’autopsia.

Cade dallo scooter e finisce contro un cantiere: muore 28enne. Si era  appena laureato - Cronaca

Una settimana fa l’incidente stradale. Mercoledì il decesso. Il cuore di Lucia Cancro ha cessato di battere nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Frosinone. Atena Lucana attende la salma per l’ultimo saluto. Sarà rilasciata dopo l’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo il sinistro avvenuto lungo la A1 Milano – Napoli nei pressi dello svincolo di Anagni. La donna insieme al marito era andata a Roma per prendere il figlio poliziotto. Durante il viaggio di ritorno, l’auto sulla quale viaggiava la famiglia di Atena Lucana sarebbe rimasta coinvolta in un tamponamento con un’altra vettura. Il figlio è rimasto illeso, il marito ha riportato lievi ferite agli arti. Le condizioni della donna 60 enne sono apparse da subito gravissime. È stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico, e un altro era stato programmato per questi giorni. Purtroppo Lucia Cancro non ce l’ha fatta a rimanere attaccata alla vita. La notizia ha buttato nello sconforto l’intera comunità di Atena Lucana, dove la donna era ben voluta e stimata. Da tempo portava avanti la sua lavanderia aperta alla frazione Scalo. Il marito è dipendente comunale, prossimo alla pensione. Oltre al figlio poliziotto lascia una figlia, anche lei vive a Roma come il fratello. La salma si trova presso la sala mortuaria dell’ospedale di Frosinone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

Antonietta Nicodemo

L'ultimo saluto a Nancy Chirichiello. E' morta per un aneurisma.

Salerno: il Comune di Camerota piange Nancy Chirichiello, morta a 21 anni  per un malore - Positanonews

Si è svolta nel pomeriggio di lunedì l’autopsia sul corpo di Nancy Chirichiello, la 21enne di Licusati scomparsa a causa di un malore una settimana fa circa. Un aneurisma dell’aorta dissecante in soggetto affetto da sindrome di Turner: questo il responso venuto fuori dall’esame eseguito alla presenza dei consulenti di parte presso la sala mortuaria dell’ospedale di Vallo della Lucania. Una prima risposta alle domande dei genitori della ragazza che avevano voluto vederci chiaro sulla sua scomparsa improvvisa avvenuta dinanzi ai loro occhi nella notte tra mercoledì e giovedì scorso. Al centro degli interrogativi anche quel passaggio presso il Pronto soccorso del San Luca due giorni prima del decesso. La giovane si sarebbe sentita male dopo essere stata in palestra e aver sollevato dei pesi e sarebbe arrivata all’ospedale lamentando forti dolori al collo e vomito. Secondo quanto emerso, in ospedale Nancy sarebbe stata sottoposta ad elettrocardiogramma, agli esami del sangue, al controllo degli enzimi cardiaci e a delle radiografie al rachide cervicale e al torace. Ma dagli esiti non sarebbe emerso nulla di preoccupante tanto da richiedere il ricovero, e Nancy sarebbe tornata a casa assieme alla mamma. Due giorni dopo il malore fatale di notte mentre era in casa e la denuncia dei genitori presentata presso la caserma dei carabinieri di Camerota che ha dato il via all’inchiesta. Al momento sono due le persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di un radiologo e del medico di turno quel giorno presso il pronto soccorso di Vallo. Agli elementi raccolti in questi primi giorni, con il sequestro della cartella clinica della ragazza e le prime indagini, ora si è aggiunto il risultato dell’esame autoptico. Il corpo della 21enne dunque è stato riconsegnato ai familiari. Poi questo martedì pomeriggio l’ultimo saluto  nella Chiesa San Marco Evangelista di Licusati.

 

Daria Scarpitta

È accusata di omicidio e occultamento di cadavere. A novembre inizia il processo a carico della badante di Gioi Cilento.

Anziani soli: rischi in casa, assistenza e precauzioni

Sarà processata con il rito abbreviato la donna di Gioi Cilento accusata di omicidio, maltrattamenti e occultamento di cadavere. L’udienza si terrà il 24 novembre e arriva al termine di un procedimento giudiziario partito lo scorso inverno a Grottaminarda, dove la signora di 64 anni si prendeva cura da 12 anni circa di un anziano deceduto a febbraio all’età di 84 anni. Un decesso che secondo la Giustizia è anche la conseguenza delle condizioni di vita in cui l’aveva ridotto la sua badante. Per il Pm l’uomo è morto per denutrizione. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il suo cuore ha cessato di battere in casa per cause naturali. La donna ha avvolto il corpo in una coperta e lo abbandonato nei pressi dell’ospedale di Benevento. Una scena questa immortalata dalle telecamere della videosorveglianza che ha inchiodato la donna di Gioi Cilento. Ai Carabinieri ha dichiarato che è stato l’anziano, prima di morite, a chiederle di lasciarlo davanti al presidio ospedaliero. Una confessione alla quale il Pubblico Ministero non ha mai creduto. Il sopralluogo effettuato all’interno della casa ha accertato una situazione di grave degrado. Era in pessime condizioni igienico sanitario. Di qui le gravi accuse, omicidio, maltrattamenti e occultamento di cadavere dalle quali il 24 novembre la badante cilentana dovrà difendersi davanti al Tribunale. Pare che la donna soffrisse da tempo di disturbi mentali.

 

Antonietta Nicodemo

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