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Cilento, carte d'identità. Arrestati due ladri.

Due pregiudicati del napoletano sono finiti in carcere perché avrebbero rubato carte d’identità in bianco da uffici municipali del Cilento. L’ordinanza della misura cautelare è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Vallo della Lucania ed eseguita dai Carabinieri della compagnia vallese. Il provvedimento restrittivo è arrivato al termine di una lunga e meticolosa indagine partita dopo una escalation di furti di carte d’identità. Almeno 800 quelle sparite soprattutto tra luglio e agosto del 2019 dai Comuni di Omignano, Ceraso, Castelnuovo Cilento e Ascea. Insieme alle carte d’identità hanno portato via anche denaro in contante. La somma complessiva rubata si aggirerebbe intorno ai 10mila euro. I Carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania coordinati dal Procura sono riusciti a risalire ai criminali. I due pregiudicati napoletani rinchiusi in carcere devono ora rispondere di furto aggravato in concorso.

 

Antonietta Nicodemo

Palinuro, nigeriano sequestrato. Tre indagati.

Avviso di conclusione indagini in merito alla vicenda del sequestro di un 30enne nigeriano sulla spiaggia del Buondormire di Palinuro. È quanto ha emanato la Procura di Vallo della Lucania dopo le indagini scattate la scorsa estate. Sono tre le persone indagate con l’accusa di sequestro di persona, lesioni personali e minaccia. Si tratta dell’attuale titolare dell’Hotel King’s di Palinuro Pastore e di due suoi collaboratori. La vicenda ruoterebbe attorno al conteso possesso del chiosco e dell’area limitrofa presente sulla spiaggia ambitissima per la sua bellezza naturale e il mare cristallino. L’area in uso al King’s fino al suo fallimento era stata venduta dal vecchio proprietario dell’Hotel all’imprenditore Sacco, ex titolare della discoteca “Il Ciclope”, il quale vi aveva posto a custodia il giovane nigeriano. Ma a giugno scorso il nigeriano fu prelevato dai tre indagati, tra cui il nuovo proprietario dell’Hotel Pastore, che lo indussero con la forza e le minacce a lasciare privo di custodia il bar e a salire con loro su di un’auto. Il custode nigeriano fu lasciato poi nel centro cittadino di Palinuro con l’avvertimento di non far parola con nessuno di quanto accaduto, ma il 30enne sporse invece denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Palinuro e si recò presso l’ospedale di Vallo della Lucania dove gli vennero refertate le ferite riportate. Da lì sono partite le indagini conclusesi in questi giorni con l’avviso di garanzia alle tre persone che avrebbero partecipato alla spedizione intimidatoria nei confronti del custode del chiosco. Nei prossimi 20 giorni potranno presentare le proprie memorie difensive o chiedere di essere ascoltati per spiegare quanto accaduto quella notte di giugno e la propria posizione. Al termine di questa fase il PM deciderà se presentare richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. Di certo quest’estate la vita per il litorale del Buondormire è stata molto turbolenta. La spiaggia dei vip Sarebbe stata oggetto di festini a base di droga documentati sui social da perone già pregiudicate e in qualche modo legate ai gruppi camorristici della Piana del Sele. Su questo aspetto sono ancora in corso le indagini della Procura di Vallo.

 

Daria Scarpitta

Capitello, cani torturati. Indagato il proprietario.

Chiusa l’inchiesta sulle torture subite da due cagnolini, uno dei due ritrovato senza vita. L’indagine condotta dal Comandante Barile della stazione dei Carabinieri di Vibonati ha chiuso il cerchio attorno al proprietario dei meticci. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lagonegro: è accusato di maltrattamenti e uccisione di animali. L’inchiesta è scattata dopo la denuncia presentata dal tecnico veterinario Nadia Bianco dopo la scena che si è trovata di fronte lo scorso 27 dicembre. L’episodio finito nel mirino della Giustizia si è consumato in località Torre Normanna alla frazione Capitello, dove la professionista ogni sera si reca per dar da mangiare ai suoi cani, che ha sistemato in un suo terreno. Mentre si prendeva cura di loro ha sentito provenire dal terreno vicino lamenti di sofferenza di un cane. Senza esitare ha scavalcato la recinzione e ha fatto ingresso nella baracca dalla quale provenivano i lamenti. Entrambi i meticci erano legati tra loro con una catena assicurata da capo di ferro filato. Uno di loro era già deceduto per asfissia, l’altro cercava di liberarsi ed è stato salvato dalla professionista. Le indagini hanno accertato che entrambi i cani erano di proprietà dell’uomo che vive con la famiglia nella casa poco distante dalla baracca in cui sono stati trovati i cani maltrattati. Tocca ora alla Procura stabilire il destino dell’indagato.

 

Antonietta Nicodemo

Rofrano, sospetto omicidio; rintracciata la badante moldava.

Si terrà il prossimo 8 gennaio l’autopsia sul corpo dell’88enne di Rofrano, Maria Cristina Speranza. La decisione è stata assunta dopo che è stato emesso il decreto di irreperibilità per la badante 36enne moldava. Un atto dovuto per consentire alla donna, unica indagata per la morte dell’anziana, di difendersi e di nominare un consulente per l’esame autoptico visto che subito dopo aver accompagnato l’88enne in ospedale aveva fatto perdere le sue tracce. Ora è stato accertato che la donna è tornata in Moldavia. Con ogni probabilità ci vorrà dunque una rogatoria internazionale per il prosieguo di tutta la vicenda da un punto di vista giudiziario.

Il fatto ha scosso l’intera comunità cilentana. Maria Cristina Speranza era arrivata in ospedale a Vallo della Lucania in gravi condizioni il 13 dicembre scorso per un sospetto ictus. A portarla erano state la badante e una figlia della donna. Ma proprio qui i medici si sarebbero accorti che l’anziana si trovava in quelle condizioni per cause traumatiche, possibili percosse subite. È stato allora che la figlia dell’anziana ha ricordato che la madre le aveva accennato di aver subito maltrattamenti dalla badante, inviata da un’agenzia e che viveva con lei da pochi mesi. Piccoli cenni a cui non aveva dato subito peso non trovando riscontri, neppure sul fisico dell’anziana. Dopo dieci giorni in rianimazione e un intervento chirurgico Maria Cristina Speranza è deceduta.

Subito è scattata la denuncia da parte dei familiari, ma la badante nel frattempo si era già dileguata, tornando, come si è poi appurato in un secondo momento, nel suo paese d’origine. Ora dopo aver messo in campo tutti gli adempimenti burocratici, si attende che l’8 gennaio venga espletata l’autopsia che dovrà fornire ulteriori elementi per chiarire quanto effettivamente accaduto.

 

Daria Scarpitta

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