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Pontecagnano, smaltimenti illeciti. Denunciato titolare di un allevamento bufalino.

Pontecagnano, sversava in mare liquami e prodotti chimici: nei guai  imprenditore agricolo - Cronaca - La Città di Salerno

Denunciato il titolare di un allevamento bufalino nel salernitano. E' accusato di smaltimento illecito di scarti di lavorazione ed altre sostanze inquinanti. La Guardia di Finanza di Salerno è intervenuta a Pontecagnano, dopo che nei giorni scorsi aveva individuato degli scarichi sospetti provenienti da tubazioni interrate, installate proprio nei pressi dell’azienda che produce, tra l’altro, latte e mozzarella di bufala. In base ai rilevamenti effettuati è emerso che il gestore dell’allevamento aveva predisposto una rete di caditoie e pozzetti, che riversavano i liquami in due distinti canali, per poi sfociare nei corsi d’acqua limitrofi. Il tutto senza preoccuparsi dei gravi danni ambientali così provocati. Con le stesse modalità avveniva anche lo scolo dei reflui di prodotti chimici, altamente nocivi per la salute, utilizzati per la pulizia dei locali e delle attrezzature della sala mungitura. Al fine di arrestare il pericoloso sversamento dei liquidi contaminanti, che avrebbero continuato la loro corsa fino in mare, i militari hanno provveduto al sequestro delle condotte, imponendone la contestuale chiusura. Denunciato alla Procura della Repubblica di Salerno, l’imprenditore, che dovrà assicurare l’immediato ripristino delle condizioni per il corretto smaltimento dei liquami. Rischia le sanzioni penali dell’arresto fino ad un anno e dell’ammenda fino a 26 mila euro. Appena due mesi fa, nella Piana del Sele, i Finanzieri della Compagnia di Eboli avevano concluso un intervento analogo, sequestrando 8 aziende zootecniche, non in regola con la normativa ambientale e, in alcuni casi, responsabili anche del maltrattamento degli animali.

 

Daria Scarpitta

Agropoli, condannato strozzino a 7 anni e sei mesi. Fondamentale la denuncia di un imprenditore del posto.

Tribunale di Vallo della Lucania tra gli ultimi in Italia? De Luca: ecco le  cause della crisi - Info Cilento

Il coraggio di denunciare il suo aguzzino l’aveva trovato nel 2011 rivolgendosi all’Associazione Sos Impresa Salerno. Venerdì un imprenditore di Agropoli ha potuto assistere alla sentenza di condanna a 7 anni e 6 mesi emessa dal Giudice Tringali del Tribunale di Vallo della Lucania nei confronti del suo strozzino per usura, estorsione e appropriazione indebita. La vittima si era ritrovata in difficoltà economiche e mancanza di liquidità e non riuscendo ad accedere al credito secondo i canali legali, si era rivolta ad un uomo, N.S. queste le sue iniziali, all’epoca dei fatti anche lui residente ad Agropoli, chiedendogli un prestito di 40 mila euro. L’imprenditore era riuscito a racimolare il dovuto ma quando pensava di essere sul punto di onorato il debito gli era arrivata la richiesta di restituire un ammontare totale di 70mila euro. Anche qui aveva provato a rispettare il patto ma si era reso conto che riusciva solo a pagare una parte del richiesto. L’imprenditore era precipitato così in una spirale soffocante. Lo strozzino, aveva finito per chiedere un tasso di interesse annuo di circa il 70%. Di qui la richiesta di aiuto a Sos Impresa Salerno che ha affiancato la vittima difendendola con l’avvocato Tommaso Battaglini, presidente dell’associazione, e dando il via al processo che ha visto imputato lo strozzino. Sos Impresa Salerno si è subito costituita parte civile e ha contribuito mediante la produzione di documenti e l’intervento di consulenti di parte ad accertare i fatti vissuti dall’imprenditore agropolese. Il Tribunale ha condannato anche lo strozzino ad una multa e al risarcimento del danno nei confronti della vittima che sarà quantificato in sede civile. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. “Solo attraverso la denuncia e il conseguente accertamento del reato - ha detto Battaglini -  la vittima può accedere ai benefici previsti dalla legge e al Fondo di solidarietà   trovando in concreto il modo di rialzarsi”. Da gennaio 2018, 132 persone della provincia di Salerno si sono rivolte all’associazione. Di queste, 119 hanno ricevuto assistenza per problemi di sovra indebitamento personale o familiare, 13 sono state affiancate nella denuncia e nel procedimento penale, di cui 8 per usura, e 5 per estorsione e intimidazione ambientale. Il numero verde nazionale per contattare l’associazione è l’800900767.

 

Daria Scarpitta

 

SOS Impresa Salerno - Home | Facebook

Sapri, due arresti per droga.

Corridonia, sventato furto alla Pagnanelli Legnami. Arrestato imprenditore  di 41 anni del luogo - Radio Nuova Macerata

Pensavano di sfuggire ai posti di blocco e di far rientro a casa con la droga. Invece i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sapri li hanno sorpresi in flagranza di reato e arrestati. Giovedì sera due pregiudicati di 46 anni sono stati fermati a bordo di una macchina durante un normale controllo alla circolazione stradale. L’auto è stata fermata mentre transitava sulla statale 18 a Capitello. Durante la perquisizione, uno dei due uomini a bordo ha tirato fuori dieci grammi di eroina che teneva nascosti negli slip. I militari hanno poi trovato anche una fiala contenente 100 ml di metadone. Entrambi sono stati tratti in arresto per possesso di stupefacenti e ricettazione. Si tratta di due sapresi con precedenti specifici. Al momento di trovano agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Intanto il Tribunale di Lagonegro ha convalidato l’arresto per il venditore ambulante arrestato giovedì mattina dopo aver minacciato due dipendenti del Comune di Sapri con una bottiglia rotta. L’uomo ha ricevuto la misura dell’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.

 

Antonietta Nicodemo

Eboli, concorsi pilotati. Agli arresti il sindaco Massimo Cariello. Quattro persone interdette dai pubblici uffici.

Abuso d'ufficio e corruzione, arrestato il sindaco di Eboli Massimo  Cariello | Cronache Salerno

Bufera giudiziaria sul Comune di Eboli. A pochi giorni dalla nuova vittoria alle urne, il sindaco rieletto con quasi l’80% delle preferenze Massimo Cariello è finito agli arresti domiciliari. Stamane i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del locale tribunale nei confronti del primo cittadino e di altre 4 persone, per cui è scattata l’interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi. Le accuse contestate agli indagati, a vario titolo, sono di corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, e falsità ideologica in certificati per aver condizionato, in cambio di favori di varia natura, due procedure concorsuali: una indetta presso il Comune di Eboli per l’assunzione di due educatori di asilo nido a tempo indeterminato e una avviata presso il Comune di Cava de’ Tirreni per la selezione di 10 istruttori direttivi amministrativi. Nei guai, oltre a Cariello, sono finiti anche Giuseppe Barrella, responsabile del Settore Urbanistica del Comune di Eboli; Francesco Sorrentino, Direttore dell’Area Amministrativa del Comune di Cava de’ Tirreni; Annamaria Sasso e Vincenzo D’Ambrosio, rispettivamente presidente e componente della commissione esaminatrice del concorso indetto ad Eboli. Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Salerno, per la selezione a educatore di asilo nido il sindaco aveva concordato l’ordine della graduatoria con la Sasso e D’Ambrosio, in quanto membri della commissione, favorendo l’assunzione di un candidato a lui vicino. In cambio aveva promesso ai due componenti della commissione, entrambi dipendenti comunali, incarichi più importanti in Comune. Invece per la selezione a Cava de’ Tirreni per favorire un candidato a lui vicino, Cariello aveva chiesto e ottenuto dal funzionario cavese Sorrentino, componente della commissione d’esame, gli argomenti della prova, promettendogli in cambio di adoperarsi per evitare la nomina a Presidente del Consorzio farmaceutico di Salerno di un soggetto non gradito a Sorrentino, Direttore generale del consorzio. Nel corso delle indagini è emerso anche il rilascio da parte di Cariello e del funzionario Barrella di titoli autorizzativi illegittimi a due imprenditori per la realizzazione di un impianto industriale nella zona agricola della Piana del Sele sottoposta a vincolo paesaggistico. In cambio i due imprenditori si sono prestati alle richieste del sindaco di concedere fondi ad associazioni che hanno organizzato eventi ad Eboli patrocinati dal Comune. In questo contesto stamane è stato sequestrato l’impianto industriale in questione di proprietà della Alphacom Italia S.r.l.

 

Daria Scarpitta

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