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PEDOPORNOGRAFIA, PROCESSO PER CAMMARANO. INCARICO PER UNA PERIZIA SUI FILE INCRIMINATI

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Una perizia informatica sui file incriminati rinvenuti sul pc del sindaco di Rofrano Nicola Cammarano. E’ quanto ha deciso di fare il Tribunale di Vallo della Lucania per chiarire l’accusa di pedopornografia che ha stravolto la vita del primo cittadino. Ieri si è tenuta una nuova udienza del processo nel corso della quale è stato ascoltato  il consulente della difesa  Gaetano Consalvo  che ha risposto alle domande dell’avvocato Vincenzo Speranza delineando così anche la strategia difensiva di Cammarano.  Il consulente, infatti, attraverso screenshot e materiale  della polizia postale, ha mostrato come i file pedopornografici ritrovati dalla Guardia di Finanza sul pc del sindaco, potevano essere stati scaricati inavvertitamente mentre era in corso il download di tutt’altro materiale, un sistema molto diffuso che fa sì che da un file zippato  si aprano e vengano fuori anche altri file non voluti.  Insomma , per il consulente si sarebbe trattato di un incidente, tesi evidenziata dal perito anche con il fatto che sul pc di Cammarano, sprovvisto tra l’altro di password,  non erano installati quei programmi specifici peer to peer attraverso cui solitamente si scarica questo materiale illegale, come ad esempio Emule o Tor.  La ricostruzione di Consalvo si è basata non sull’analisi del pc in questione ma sulla documentazione agli atti del processo, vale a dire verbali, dati e dichiarazioni raccolti nel corso dell’indagine dalla Guardia di Finanza, da cui emerge la denominazione e la classificazione del file zippato che consente di risalire anche al sito di provenienza. All’esito dell’audizione del perito di parte, il Tribunale ha deciso di affidare l’incarico per una perizia informatica e ha così aggiornato la seduta la 25 gennaio quando verrà conferito al consulente Roberto Merola di Salerno.  Questa decisione allungherà e anche di molto la durata del processo, in quanto bisognerà attendere il tempo necessario affinché l’esperto completi la sua valutazione sui file. Intanto, l’udienza di giovedì  ha avuto luogo a porte aperte, dopo che la precedente seduta  in cui si era tenuta la delicata  audizione dello stesso Cammarano era stata vietata al pubblico dal Tribunale presieduto da Gaetano De Luca su richiesta del legale della difesa .

Daria Scarpitta

SPACCIO NEL GOLFO. DIECI ANNI A GERARDO PRESTA.

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Condannato a 10 anni di reclusione Gerardo presta, il 54enne di Sapri accusato di essere a capo di un’organizzazione che spacciava droga nel Golfo di Policastro. Ieri il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di potenza ha emesso la sentenza per i coinvolti nell’inchiesta che avevano scelto il giudizio abbreviato. Oltre che per Presta, sono arrivate le condanne anche per alltri pusher e corrieri, principalmente del Golfo. 6 anni e 8 mesi sono stati comminati al 41enne Christian Buda residente a Sapri, e a Raffaele Nilo, 39 anni, originario della cittadina ma residente a Frosinone, 5 anni e 4 mesi al 35enne Francesco Laterza e al 64enne Graziano Liberti entrambi sempre di Sapri, 3 anni al 37enne di Eboli Rocco Autuori, 3 anni e sei mesi al 40enne Fabio Cataldo di Sapri e 2 anni e 4 mesi a Fortunato Grasso, 36 anni anche lui di Sapri . Quest’ultimo è stato assolto dal reato associativo. Assolto perché il fatto non costituisce reato, invece, Carmine Disperso che non era stato raggiunto da misure cautelari.Per tutti gli altri indagati nelle vicenda si dovrà procedere con il giudizio ordinario. Il giro di droga venne scoperto con un blitz dei carabinieri dei Ros nel febbraio di quest’anno. Presta, che vanta legami di parentela con un esponente di una 'ndrina calabrese e contatti con vari spacciatori di Golfo e Piana, aveva organizzato una rete di spaccio che si riforniva a Giugliano da una coppia di settantenni collegati ad alcuni pusher extracomunitari operanti nel casertano. La roba arrivava con i corrieri a Sapri e e veniva ceduta sul lungomare, dove i pusher arrivavano in bicicletta e utilizzavano anche vecchie cabine telefoniche ancora attive per comunicare tra loro . Presta coordinava il tutto da casa dove si trovava agli arresti per un’altra vicenda di droga. Nel 2015, infatti, era stato sorpreso in autostrada con un chilo di hashish e condannato . Proprio in carcere dai colloqui tra Presta e un familiare iniziarono nel 2015 i rilievi dei militari, che scoprirono così,che nonostante i domiciliari, l'uomo continuava a gestire il traffico da Sapri. Per questo venne definito come la figura "egemone» dello spaccio nell’area cilentana costiera, dove gli affari fiorivano soprattutto d’estate. L’eroina la droga maggiormente richiesta, e venduta (a circa 40 euro per dose) anche ai più giovani.

 

 

BLITZ DEI CARABINIERI AL TRIBUNALE DI VALLO. INDAGATO PER ABUSO UFFICIALE GIUDIZIARIO DI ASCEA.

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SANTA MARINA, PERMESSO EDILIZIO ILLEGITTIMO. CONDANNATO L'EX RESPONSABILE DELL'UFFICIO TECNICO.

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ondannato l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Santa Marina. Il Tribunale di Lagonegro nei giorni scorsi  ha emesso la sentenza che infligge un anno e due mesi di reclusione –  pena sospesa –,  un uguale periodo di interdizione dai pubblici uffici e il pagamento delle spese processuali, all’architetto Michele Galardo per il reato di  abuso d’ufficio. Il professionista,  nel suo ruolo di Funzionario Responsabile del Settore Urbanisitica del Comune di S. Marina,  è stato accusato di aver violato leggi e regolamenti e di aver così procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ad un artigiano di Policastro a cui avrebbe concesso illecitamente un permesso a costruire per la realizzazione di una officina meccanica . I fatti risalgono al periodo 2012 -2013. L’artigiano aveva commissionato all’ing. Giovanni Fortunato  la redazione di un progetto per la realizzazione della nuova struttura lavorativa.  Esso prevedeva due fasi: la demolizione  dell’edificio preesistente, che era abusivo, e la successiva installazione di un manufatto ex novo da adibire ad officina. Il progetto venne presentato all’Ufficio tecnico comunale come richiesta di Permesso a costruire in sanatoria per l’installazione di una struttura temporanea amovibile, ottenendo l’ok del Funzionario responsabile.  Dopo l’esposto di un cittadino, però, sulla vicenda è scattata un’indagine e il relativo processo. Sulla base degli elementi raccolti, il collegio giudicante in primo grado ha rilevato che la licenza rilasciata dal Comune era del tutto illegittima, perché, tra l’altro, non si trattava di una struttura temporanea avendo le fondamenta in cemento armato ed essendo destinata quale attività lavorativa ad un uso prolungato,e perché il permesso era stato dato non in riferimento ad un’area a destinazione commerciale ma ad una zona bianca, cioè area senza classificazione urbanistica soggetta come tale a specifiche norme di salvaguardia, non rispettate. Concedendo il permesso in questa zona,  il funzionario, dicono i giudici, ha conferito all’area la destinazione urbanistica voluta dal proprietario, rendendo edificabile un suolo che non lo era, e riproponendo la destinazione precedente, abusiva. L’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di S. Marina è stato ritenuto colpevole perché, si legge nella sentenza, ha emanato “un provvedimento amministrativo inficiato da tali e tanti vizi da essere considerato affetto da illegittimità di tipo macroscopico” e lo ha fatto secondo i giudici intenzionalmente vista la sua consolidata  esperienza professionale.

Antonietta Nicodemo

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