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Regione Campania, rimborsi irregolari: l'inchiesta travolge anche i consiglieri salernitani

Tra gli indagati per peculato: Cobellis, Fortunato, Pica, Gianfranco e Antonio Valiante

Cilento, "operazione scuole fantasma": arrestati due fratelli di Agropoli. Frode per 5,7 mln di euro

Le complesse indagini sono state condotte dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania – Dott. Giancarlo Grippo – e dal Sostituto Procuratore – Dott. Alfredo Greco,  con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dei due fratelli, titolari dei due istituti scolastici paritari, operanti a Laureana Cilento e Ceraso, già sottoposti a sequestro nel 2012 dalle Fiamme Gialle.

 

Campania, indagati 53 consiglieri per peculato

Inviti a comparire sono stati emessi dalla Procura di Napoli nei confronti di 53 consiglieri ed ex consiglieri regionali della Campania. Nei provvedimenti, in corso di notifica da parte del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle nella sede dell’Assemblea, si ipotizza il reato di peculato.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e svolta dal pm Giancarlo Novelli, riguarda uno dei filoni di indagine sul presunto uso improprio dei fondi corrisposti a gruppi consiliari o a singoli consiglieri.

In particolare gli avvisi emessi oggi si riferiscono alle somme di denaro corrisposte nel biennio 2010-2012 nell’ambito dei fondi per il «funzionamento dei gruppi». Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati si sarebbero appropriati delle somme non utilizzandole per spese legate all’attività istituzionale: due milioni di fondi regionali bruciati per ristoranti, alberghi, regali agli amici, giocattoli per figli e nipoti ma anche per spese futili, come tintura per capelli, cialde di caffè e cene private.

Nell'inchiesta della Procura di Napoli sui rimborsi dei consiglieri regionali non risulta coinvolto il Presidente della regione Campania. Mentre ad aver intascato più soldi e a dover maggiormente giustificare è proprio l'uomo più vicino a Caldoro: Gennaro Salvatore presidente del gruppo "Caldoro Presidente, Nuovo Psi", il quale risulta aver ricevuto circa 93mila euro in due anni.

Coinvolti anche tutti gli altri gruppi:  in testa Idv e Udeur con il 95% di uso ingiustificato e privatistico del denaro; a seguire Nuovo Psi di Salvatore ( 91%); Pdl (89%); Pd (82%).

La Consigliera Lucia Esposito del Pd, è l'indagata alla quale è attribuita la somma minore di denaro pubblico ricevuto e adoperato per fini strettamente privati, pari a 4.500 euro.

 

 

 

Truffa sulle mense di scuole e ospedali: lo scandalo nazionale colpisce anche il Vallo di Diano e il Lagonegrese

Gare truccate per far vincere ai «soliti noti» commesse di fornitura per mense scolastiche e ospedaliere di tutta Italia. Cibo avariato, se non addirittura rosicchiato dai topi, servito sui banchi degli ignari assistiti per ottenere il massimo profitto al minimo costo. Un’inchiesta inquietante, condotta dalla Procura di Napoli che non ha risparmiato nè il Vallo di Diano né tantomeno il Lagonegrese, tanto che nella lunga lista degli indagati, 53 in totale, sono finiti anche l’ex primo cittadino di Polla Massimo Loviso, attuale vice sindaco, seguito a ruota dal primo cittadino di Lagonegro, Domenico Mitidieri e da due persone di Montesano sulla Marcellana, una donna di 40anni dipendente della Puliedil, la società finita al centro del ciclone giudiziario e un 31enne anche lui montesanese, che, invece, non ha rapporti di lavoro con la ditta al centro dell’inchiesta. L'ipotesi accusatoria fa riferimento alla costituzione di un'associazione per delinquere che, dal 2009, si sarebbe resa protagonista di numerosi reati contro la pubblica amministrazione, riconducibili a una società, la Puliedil srl, che opera nel settore delle mense scolastiche e ospedaliere. Episodi di corruzione sarebbero avvenuti sia nel corso del procedimento amministrativo relativo alle gare d'appalto bandite dagli enti locali (in questo caso - secondo l'accusa - anche grazie alle collusioni di amministratori locali), sia durante la gestione dei servizi di refezione forniti a seguito dell'aggiudicazione degli appalti (in questa circostanza - sempre secondo l'accusa - con la compiacenza di funzionari sanitari delle Asl). In particolare, alla fine sarebbero stati somministrati alimenti e prodotti diversi, per quantità e qualità, da quelli stabiliti nelle gare d'appalto ad alunni delle scuole e degenti di strutture ospedaliere. Agli alunni di numerose scuole, secondo l'ordinanza di custodia cautelare, sarebbero stati forniti alimenti rosicchiati dai topi o in pessimo stato di conservazione. Ai plessi scolastici di Montesano sulla Marcellana sarebbe stata servita acqua di rubinetto al posto di quella minerale. Infine - stando sempre ai contenuti dell'ordinanza - anziché carne di bovini di razza piemontese, come previsto dal capitolato d'appalto, sarebbe stata somministrata carne di bovini provenienti dalla Polonia. I reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal sostituto Henry John Woodcock sono, a vario titolo, associazione a delinquere, corruzione truffa, turbata libertà degli incanti, falso e frode in pubbliche forniture. Dei 53 indagati, sei - tra imprenditori, dirigenti sanitari ospedalieri e ausiliari – sono stati raggiunti da misure cautelari che vanno dagli arresti domiciliari all'obbligo di dimora e alla sospensione dai pubblici uffici.

Roberta Cosentino

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