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Sant'Arsenio, bimbo conteso: la mamma lo porta in Venezuela e viene arrestata

L’amore spesso finisce e altrettanto spesso finisce anche il buon senso. E così a pagarne le conseguenze sono quasi sempre i figli, che diventano argomento di contesa. Una questione più che mai d’attualità e che ora ha toccato anche il Vallo di Diano e per una mamma italo venezuelana è scattato l’arresto. Un misura eseguita dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina, dopo che il padre di un bimbo di appena otto anni, aveva sporto denuncia contro la sua ex moglie per sottrazione di minore all’estero. All’operaio di Sant’Arsenio, infatti, dal 2010 è stato negato il diritto-dovere di essere padre. Tre anni fa, infatti, la donna dopo la separazione fa rientro nella sua terra d’origine, porta con se il figlio. Un soggiorno che doveva essere limitato a pochi giorni, ma da allora, invece, non è più rientrata. Trattiene il bimbo a Caracas e nulla valgono i tentavi del padre che pur di riabbracciare il figlio va in Sud America, ma la visita non gli da’ l’esito sperato. Non vede il figlio e per di più per ragioni economiche è costretto a rientrare in Italia. Il tempo trascorre, in balia della burocrazia. Denunce dopo denunce, ma nulla cambia. Qualche giorno fa il colpo di scena. La donna rientra in Italia, senza il figlio, per presiedere all’udienza sul divorzio, ma invece della rottura ufficiale del matrimonio, per lei scatta l’arresto. L’accusa nei suoi confronti è di sottrazione di minore all’estero. Ora toccherà alla procura di Sala Consilina chiarire una volta per tutte la vicenda e far in modo che ciascun genitore possa esercitare il diritto dovere di essere padre o madre.

Roberta Cosentino

 

 

Golfo di Policastro, furti: nel mirino l'abitazione della giornalista di 105tv Daria Scarpitta

Alla fine anche la giornalista di 105tv, Daria Scarpitta è finita nella rete della banda che da settimane si intrufola nelle case, rovistando nei cassetti e rubando tutto ciò che ritiene facilmente commerciabile. Nel pomeriggio di giovedì, Daria è uscita di casa alle 16.00 e al suo rientro, intorno alle 20.30, ha fatto l’amara scoperta. Nell’abitazione, alla periferia di Policastro, ogni cosa era fuori posto: sottosopra soprattutto la camera da letto. I ladri hanno rimosso dalle pareti tutti i quadri presenti in casa ma probabilmente cercavano una cassaforte, che però non hanno trovato perché la dimora ne è sprovvista. L'inventario è ancora incompleto ma è evidente che il bottino è stato magrissimo. I malviventi hanno portato con se un computer, una macchina per il caffè e oggetti in oro del valore complessivo di circa mille euro. “Alla luce di quanto è accaduto – afferma Daria – posso dire che in questi casi ciò che viene ferita è soprattutto la propria intimità”. I ladri sono entrati in casa dalla finestra della camera da letto posizionata di fronte alla superstrada Bussentina, da dove, con molta probabilità, sono giunti a piedi dopo essere stati scaricati da un complice, che si trovava alla guida di un auto e che potrebbe essere rimasto ad attendere gli amici malviventi fino a dopo il colpo. Quanto accaduto a Daria Scarpitta si era già verificato poche settimane fa, in un'altra abitazione poco distante da quella della giornalista di 105tv e in quel caso, i ladri riuscirono a rimuovere e a portare via la cassaforte. E non è escluso che si tratti degli stessi banditi che recentemente hanno svaligiato il tabacchino all'ingresso di Scario e che hanno cercato di entrare in una villa di Caselle in Pittari senza tuttavia riuscirci, perché dotata di porte e finestre blindante ed anche di un impianto di videosorvelianza dal quale il proprietario ha potuto osservare quanto stava succedendo fuori dalla sua abitazione. Le compagnie dei carabiheri del Cilento e del Vallo di Diano stanno collaborando nelle ricerche. Non è escluso ,infatti, che gli autori dei furti che continuano a registrarsi sul vasto terriortrio a sud di Salerno, appartengano ad un'unica organizzazione criminale.

Antonietta Nicodemo

 

Cilento, bancorotta fraudolenta: maxi sequestro tra Agropoli e Vallo della Lucania

La seconda trance di indagine sul mega impianto di calcestruzzo di Casteluovo Cilento, ha portato in queste ore oltre che alla confisca dell’intero stabilimento anche al sequestro preventivo di diciannove unità immobiliari. Il provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari è stato eseguito dai militari delle fiamme gialle di Vallo della Lucania diretti dal tenente Giovanni Statello. L’impianto di betonaggio ubicato sulla sponda destra del fiume Palistro, al confine con il Comune di Ascea, gestito da due noti imprenditori locali, già agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali, è costituito da beni mobili ed immobili, attrezzature ed automezzi che erano stati distratti dal patrimonio societario attraverso delle operazioni economiche che avrebbero causato un passivo nel bilancio provocando il dissesto della società. L’attività investigativa delle Guardia di Finanza, attraverso approfonditi accertamenti contabili e documentali, ha permesso di ricostruire con esattezza tutte le operazioni societarie eseguite prima della dichiarazione di fallimento, emessa dal Tribunale di Vallo della Lucania nel Luglio 2012, mediante cui gli imprenditori riportavano in bilancio come crediti le situazioni debitorie in modo da indurre in errore i fornitori e cagionare, così, un danno patrimoniale ai creditori. La vasta indagine si è conclusa con l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dell’impianto di betonaggio, esteso su un’area di circa 30.800 mq., unitamente a 19 unità immobiliari ubicate tra Vallo della Lucania e Agropoli, varia attrezzatura edile, ponteggi ed automezzi, per un valore di 1,2 milioni di euro.

Roberta Cosentino

Sapri, droga: arrestato un 35enne del posto. Nel suo giardino nove piantine di Marijuana

Nel golfo di Policastro i giovani iniziano ad interessarsi all'agricoltura.. Peccato che si tratti di quella fuorilegge! E al posto di pomodori e insalate, piantano sostanze stupefacenti ma trattandosi di una coltivazione illegale, le piantine vengono curate in luoghi lontani dagli occhi indiscreti: in casa, sui balconi, negli armadi o nei giardini. Non sempre però queste 'coltivazioni' sfuggono ai controlli anti-droga. A Sapri, per esempio, all’alba di venerdì 5 luglio, è finita sotto sequestro una coltivazione di marijuana. Il produttore, un giovane di 35 anni, del posto, è stato arrestato, e essendo incensurato eviterà il carcere. Le piantine si trovavano nel giardino adiacente l'abitazione, in via Piave, dove l' uomo vive insieme alla moglie e ai suoi due figli. Durante il blitz i carabinieri hanno rinvenuto i vasi dove erano state interrate nove piante di marijuana, alcune delle quali avevano raggiunto l’altezza di un metro e mezzo. Un’operazione che rientra nella più ampia attività investigativa contro la detenzione e lo spaccio di sostante stupefacenti, che nel periodo estivo, nonostante la carenza di uomini e mezzi, viene potenziata, trattandosi di un territorio, quello del basso salernitano, che nei mesi di luglio e di agosto incrementa le presenze, non solo di turisti ma anche di spacciatori di droghe, provenienti soprattutto dall'hinterland napoletano. L'appello delle forze dell' ordine è sempre lo stesso: “ segnalare alle autorità competenti persone e movimenti sospetti”.

Antonietta Nicodemo

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