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Casalvelino, incendio doloso Denunciato un agricoltore

E’stato denunciato per incendio doloso ed ora rischia da uno a cinque anni di carcere. Un uomo di 69 anni di Casal Velino ha confessato di aver provocato il rogo che ha rischiato di mandare in fumo un intero bosco ricadente nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. I fatti sono stati ricostruiti dagli uomini del corpo forestale giunti sul posto per domare le fiamme in località Sant’Andrea, in un terreno di proprietà del 69 enne, poco distante dal locale cimitero. Dopo le operazioni di spegnimento i caschi verdi hanno avviato le indagini per risalire alle cause dell’incendio. Accertamenti che hanno condotto dritto all’agricoltore di Casal Velino il quale ha dovuto confessare di aver appiccato il fuoco nel suo uliveto per liberarsi delle erbacce e dei residui vegetali che aveva accumulato durante la pulizia del fondo agricolo. L’uomo è stato denunciato alla procura della repubblica non solo per incendio doloso ma anche per illecito smaltimento di rifiuti speciali vegetali. Secondo le nuove normative europee tale materiale deve essere riciclato in agricoltura oppure smaltito nei centri di biomassa. “ Chi non si adegua alle nuove didposizioni – ricordano dalla forestale di Vallo della Lucania – sarà denunciato come è accaduto per l’agricoltore cilentano".

Antonietta Nicodemo

Nuova bufera giudiziaria nel comune di Camerota, notificati altri 10 avvisi di garanzia

Non si fermano le scosse del terremoto giudiziario che, nelle ultime settimane, ha investito il palazzo di città di Camerota. Politici e funzionari, una decina in totale, nella giornata di ieri sono stati i destinatari di altrettanti avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Al centro della vasta indagine condotta sul campo dai militari della guardia di Finanza di Sapri, diretti dal Tenente Ciro Fanelli, fatti che si sarebbero verificati tra il 2004 e il 2009. I contorni della vicenda non sono stati ancora chiariti, ma secondo quanto riferito dagli stessi indagati, negli avvisi di garanzia verrebbero contestati, a vario titolo, reati che vanno dall’abuso d’ufficio al peculato, fino alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. L’inchiesta riguarderebbe la scoperta di presunti stipendi gonfiati con progetti obiettivo ed indennità non dovute; soldi che sarebbero finiti indebitamente nelle tasche di diversi dipendenti e funzionari dell’ente locale e che negli anni avrebbero provocato un buco, nelle casse comunali, da oltre un milione di euro. Ma non è tutto. Gli accertamenti della magistratura vallese si sarebbero concentrati anche sulla riscossione delle somme per una serie di attività, quali tra gli altri, l’occupazione di spazi pubblici e la pubblicità. I proventi sarebbero stati intascati dalla macchina amministrativa camerotana senza la conseguente rendicontazione. E ancora, oggetto di indagine anche l’assegnazione di alcune funzioni a personale che non ne avrebbe avuto i requisiti. Fatti per i quali, nella giornata di ieri sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, gli ex sindaci Domenico Bortone e Antonio Troccoli, in carica rispettivamente nel 2009 e nel 2004, l’attuale primo cittadino, Antonio Romano, all’epoca dei fatti assessore, e altri componenti dell’ex Giunta Giuseppina Fiore,Orlando Laino, ancora in amministrazione, e Francesco Leo. Destinatari delle informative di conclusione delle indagini, come detto anche diversi funzionari, alcuni dei quali non più in carica , mentre altri ancora oggi alle dipendenze dell’ente locale, tra i quali l’attuale comandante della polizia municipale Antonio Ciociano.

Roberta Cosentino

Agropoli, Antonio Voria vivo per miracolo. Era finito sui binari con il suo furgone

Antonio Voria, 29 anni, ora è fuori pericolo ma ieri ha trascorso una giornata terribile.

L'accaduto

Il giovane ha perso il controllo del suo furgone che è finito sui binari dopo un volo di molti metri e si è capovolto. Il 29enne ha avuto la forza di spaccare il finestrino posteriore, riuscendo ad uscire dalla vettura e ad avvisare le ferrovie per bloccare il traffico ferroviaro. Ha poi chiamato il 118 per farsi soccorrere.

Le cause che lo hanno portato fuori strada ancora non si conoscono. Il ragazzo molto conosciuto è vivo per miracolo.

Sul posto..

Sono intervenuti gli agenti della Polfer della Stazione ferroviaria di Agropoli, diretti dall’assistente capo Alfonso Feo, i carabinieri della locale Compagnia, coordinati dal cap. Giulio Presutti, ed i vigili del fuoco del distaccamento di Eboli, che hanno proceduto alla rimozione del veicolo.

Rapina a mano armata in pieno centro ad Agropoli. Assalto al furgone portavalori che trasporta i soldi delle pensioni ma il colpo fallisce

Banda di rapinatori in azione questa mattina in pieno centro ad Agropoli. Alla 7:40 una banda composta da tre uomini con il volto coperto da passamontagna e armati di mitragliatrice hanno assaltato il furgone portavalori, però per fortuna grazie alla tenacia di un vigilantes della “Supervigile” il colpo non è andato a buon fine; i malviventi hanno dovuto desistere e il gruzzolo che già immaginavano di avere nelle mani è svanito nel nulla. Pensavano, infatti, di aver messo in piedi un piano infallibile, ma così non è stato. Si erano appostati nel portone di un palazzo in via PioX, praticamente al fianco dell’ufficio postale. Hanno atteso l’arrivo del portavalori, poi, quando una delle guardie giurate è scesa dal mezzo per controllare che tutto fosse in regola, prima di scaricare i sacchi contenenti il denaro per il pagamento delle pensioni, due dei tre rapinatori lo hanno assalito. Lo hanno minacciato puntandogli addosso le armi, ma il vigilantes non ha ceduto; per tutto il tempo ha continuato a ripetere ai malviventi che il sistema di sicurezza gli impediva di prelevare e consegnargli il danaro. A qual punto è entrato in azione il terzo complice della banda, a bordo di una BMW Serie 5 targata straniera, ha dapprima tentato di investire la guardia giurata e poi ha tamponato il blindato. A qual punto constatato l’ennesimo fermo diniego i ladri si sono dati alla fuga facendo perdere le loro tracce sotto gli occhi increduli di decine di anziani, in fila già da buon mattino per riscuotere la pensione. Visibilmente provati, ci hanno messo un po’ a capire che quelle non erano scene di un film, ma la realtà che si stava consumando sotto i loro occhi. In tutto il Cilento le diverse forze di polizia, e in particolare i carabinieri della compagni di Agropoli diretti dal Capitano Giulio Presutti, hanno attivato posti di blocco per cercare di acciuffare i malviventi, ma finora dalle ricerche non è giunto alcun esito positivo. Al momento si sa per certo che la banda entrata in azione era composta da tre uomini di nazionalità italiana, nonostante la macchina utilizzata fosse targata straniera. Quella di stamane, seppur sventata, è la terza rapina che si registra a sud di Salerno nel giro di poche settimane.

Roberta Cosentino

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