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Golfo di Policastro. In carcere l'ex Prefetto La Motta. L'arresto sorprende chi lo conosceva

Ha destato scalpore nel Golfo di Policastro la notizia dell’arresto dell’ex Prefetto Francesco La Motta. Il potente uomo di Stato, che negli anni ha ricoperto grossi incarichi a livello nazionale, fra cui direttore centrale per l’amministrazione del Fondo Edifici di Culto, vice direttore vicario del Sisde, e in ultimo fino al pensionamento, Vice Direttore dell’Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Interna, era solito trascorrere i momenti di vacanza a Scario dove in località Barbarola possedeva una villetta. La Motta è finito agli arresti con l’accusa di aver fatto scomparire dieci milioni di euro del Fondo Edifici di Culto, dopo averli investiti attraverso un broker in Svizzera in una società a cui erano arrivati anche fondi della criminalità organizzata. Per l’ex Prefetto le accuse sono gravi. Nell’ordinanza, infatti, il gip definisce di “eccezionale gravità” la condotta dell’ex prefetto , visto anhce il suo ruolo di consulente del servizio segreto civile, di cui si sarebbe servito nel corso di una perquisizione. L’alto rappresentante di Stato – scrive il gip- “ha asservito la funzione pubblica ad interessi privati” e gli arresti sono arrivati proprio per “il rischio di inquinamento delle indagini” dovute alle sue “aderenze con appartenenze ed apparati dello Stato”. Una notizia sconvolgente per il Golfo di Policastro dove l’ex prefetto era conosciuto e pare avesse concesso il proprio aiuto in alcuni casi. Francesco La Motta, giudicato inarrivabile dai più, si vedeva ogni tanto per le strade della cittadina costiera e c’è chi ricorda sul web l’estate in cui al Torre Oliva arrivò la conduttrice, poi europarlamentare Barbara Matera, poiché fidanzata con il figlio dell’ex prefetto. La Motta è anche conosciuto in zona per la lunga amicizia che lo ha legato nel tempo allo storico sindaco di San Giovanni a Piro Ferdinando Palazzo.

Daria Scarpitta

 

Cilento. Nuovo Blitz antidroga. In manette due giovani di Orria

Quasi un chilo di marjuana, più di un etto di cocaina, una mazza da baseball ed una cazzottiera, il tutto nelle mani di due disoccupati cilentani, già noti alle forze di Polizia, di 30 e 33 anni. Per i due complici, nella notte appena trascorsa, è scattato l’arresto in flagranza di reato, dovranno rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di detenzione abusiva di armi atte ad offendere. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania agli ordini del Capitano Alessandro Starace, a Piano Vetrale, frazione del comune di Orria. Le indagini erano partite qualche mese fa in seguito ad alcune segnalazioni avanzate dai residenti del posto; avevano notato strani movimenti da parte di giovani provenienti da fuori paese. I carabinieri, non ci hanno messo molto ad individuare dove erano dirette le visite sospette. Hanno così intensificato i controlli nei pressi dell’abitazione dei due correi, ubicata lungo un vicoletto del centro storico. Hanno aspettato il momento giusto per entrare in azione e così intorno alla mezzanotte hanno messo in atto il blitz. I militari erano nascosti in alcune abitazioni, quando hanno notato sull’uscio di casa il 33enne. Faceva da palo mentre, il socio in affari, prelevava dal sottoscala una busta nera . A quel punto l’irruzione. I militari hanno bloccato i due ragazzi e proprio da quel sacchetto hanno tirato fuori 400 grammi di marjuana, 50 grammi di cocaina già confezionata e pronta per essere immessa sul mercato. La successiva perquisizione presso la loro abitazione, ha consentito ai carabinieri di rinvenire ulteriori 580 grammi di Marjuana, altri 60 di cocaina, ache questa suddivisa in dosi, il materiale atto al confezionamento della droga e una elevata somma di danaro in contante. Sempre durante le operazioni sono state rinvenute nell’auto in uso al 33enne una mazza da baseball e una cazzottiera in tasca a quest’ultimo che dovrà rispondere dei reati connessi. La droga per un totale di 980 grammi di marjuana e 110 grammi di cocaina, un volta piazzata sul mercato avrebbe fruttato circa 20mila euro. Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati tradotti presso la casa circondariale di Vallo della Lucania, su disposizione della locale procura della Repubblica che coordina le indagini.

Roberta Cosentino

Policastro. Stalking: rinviato a giudizio il molestatore 50enne

Un’amicizia trasformatasi in tormento .Si può riassumere così la vicenda avvenuta a Policastro Bussentino e prossima ad arrivare nelle aule giudiziarie. Il 22 gennaio 2014, infatti, un uomo di 50 anni, residente nel paesino che dà il nome al Golfo, dovrà comparire davanti al Giudice e rispondere di stalking, ingiuria, minaccia, diffamazione aggravata e a mezzo pubblico, violenza privata e reato continuato per i suoi comportamenti nei confronti di una donna di 43 anni residente nello stesso Comune. Il fatto risale a circa un anno fa quando i Carabinieri della Compagnia di Sapri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sala Consilina, avviarono le indagini dopo le denunce della donna e del marito. L’uomo, approfittando dell’assenza del compagno della signora per motivi di lavoro e dei rapporti di conoscenza che c’erano con la stessa, ha iniziato a contattarla su Facebook, dapprima in maniera amichevole e scherzosa, poi in modo sempre più insistente. Quando la donna si è accorta che le attenzioni andavano un po’ oltre, ha opposto un netto rifiuto e da allora sono iniziati i comportamenti persecutori. L’uomo l’ha inizialmente minacciata che se non avesse ceduto ad avere una relazione con lui l’avrebbe diffamata per il paese , raccontando che si era concessa, e le avrebbe distrutto il lavoro e la famiglia, portando a conoscenza il marito della cosa. Poi è passato ai fatti, scrivendo pubblicamente su Facebook fatti diffamanti sulla donna, parlando di lei negli stessi termini in luoghi pubblici e contattando anche parenti e amici intimi della famiglia . Inoltre, più di una volta, secondo le denunce presentate dalla signora, l’uomo si sarebbe introdotto nel giardino della sua abitazione , lasciando biglietti e lettere anonime dal contenuto osceno o minatorio, e, ancora, avrebbe cercato di ostruirle il passaggio in varie situazioni. La vicenda ha molto provato la donna e la sua famiglia, e non solo dal punto di vista morale e psicologico. Vi sono state conseguenze sia sul lavoro del marito che, subito informato della cosa, per starle vicino, ha perso il proprio posto, sia su quello della donna, dato che opera a contatto con i bambini. Ora l’uomo è stato rinviato a giudizio e sarà il giudice, pronunciandosi sulla vicenda, a porvi la parola fine.

Antonietta Nicodemo

San Rufo. Il Paese in lutto per la scomparsa del padre del sindaco Benvenga

E’ una comunità sotto choc, quella di San Rufo, ancora incredula per quanto accaduto, ieri pomeriggio, nelle campagne di località Fontana Fredda. Giovanni Benvenga, padre del sindaco del paese, ha perso la vita mentre si trovava in un podere a ridosso di una sua proprietà per imballare del fieno. Stava armeggiando con un mezzo agricolo quando improvvisamente, gli inquirenti dicono per una tragica fatalità, è rimasto schiacciato dal trattore. Un imprevisto che non ha lasciato scampo all’esperto contadino. Il 73enne è morto sul colpo per i gravi traumi riportati al capo e al torace. A nulla sono valsi i soccorsi immediatamente allertati dall’unico testimone presente sul posto. Giovanni Benvenga, era intento ad imballare del fieno, ma ad un certo punto qualcosa si inceppa, il carrello collegato al trattore non funziona così come dovrebbe. Il 73enne, non si perde d’animo scende dal mezzo agricolo fermandolo nel mezzo del pendio che stava attraversando; si china per dare un’occhiata al motore. E’ una questione di attimi. Secondo la ricostruzione effettuata, proprio in quel frangente l’esperto contadino viene colpito, forse, dallo stesso carrello. Un colpo secco, violento, al punto tale da non lasciargli scampo. L’enorme macchia di sangue allargatasi sul terreno parla da sola, in tutta la sua crudeltà. L’ inimmaginabile si era appena concretizzato. La notizia della morte del genitore del primo cittadino si è rapidamente diffusa e dal quel punto è stato un continuo via vai di gente. Il corpo senza vita del vigoroso agricoltore è stato rimosso sull’imbrunire dopo i rilievi del magistrato di turno. Agli inquirenti è bastato l’esame esterno dopo di che, la salma è stata riconsegnata ai familiari. Le esequie saranno celebrate domani mattina, alle 10:30 nella chiesa madre di San Rufo. Una celebrazione alla quale prenderanno parte numerose autorità che già si sono strette attorno alla famiglia del sindaco di San Rufo Gianna Pina Benvenga.

Roberta Cosentino

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